Trapianti

Protocollo Edmonton: la maggior parte dei trapiantati rimane insulino-indipendente dopo 12 mesi

A cura di Carmelo D'Alessio

Al 28° Congresso annuale della Society of Interventional Radiology, è stato riportato che quasi l’80% dei pazienti con diabete di tipo 1 rimane insulino-indipendente 12 mesi dopo trapianto di isole pancreatiche col protocollo Edmonton. Nell’occasione il Dr. Richard Owen dell’University of Alberta ha detto che 48 pazienti hanno completato la procedura di trapianto all’Alberta Hospital di Edmonton (Canada). Egli ha affermato: “Finora, 26 pazienti hanno raggiunto un anno e 21 di loro sono insulino-indipendenti. Sette pazienti sono stati trapiantati 2 anni fa e 4 di loro sono insulino-indipendenti; 4 pazienti hanno raggiunto il terzo anno e 3 di loro restano insulino-indipendenti.”

Il Dr.Michael Darcy, presidente della Società e docente di radiologia presso la Scuola di Medicina della Washington University di St. Louis (USA), in un’intervista ha affermato che il protocollo Edmonton rappresenta un significativo passo avanti nella terapia del diabete di tipo 1.

Ma il Dr. Darcy ha sottolineato che il trattamento è ancora sperimentale, dicendo: “Tuttavia, nel nostro centro stiamo effettuando trapianti e, finora, abbiamo trapiantato 12 pazienti.” Sono 250-300 i pazienti nel mondo che hanno già ricevuto un trapianto di isole pancreatiche con la tecnica sviluppata ad Edmonton. Owen e colleghi estraggono le isole da pancreas di donatori con diagnosi di morte cerebrale.

I pazienti necessitano di più di 4.000 isole per ogni chilogrammo di peso corporeo. Generalmente, occorrono circa 850.000 isole pancreatiche e più di un trapianto per ottenere l’insulino-indipendenza. Attraverso l’ecografia o la fluoroscopia, le isole sono infuse tramite un catetere nella vena porta transepatica. Nel fegato le isole “iniziano immediatamente a produrre insulina. L’infusione dura da 15 a 30 minuti circa.” In questo studio, sono stati eseguiti 90 trapianti su 48 pazienti: 16 pazienti hanno ricevuto un solo trapianto, 22 pazienti 2 trapianti e 10 pazienti 3. Dopo la procedura, tutti i pazienti sono stati sottoposti a terapia immunosoppressiva non-steroidea.

Attualmente, i soli soggetti candidati al trapianto, sono quelli con diabete instabile, difficilmente controllabile con la terapia insulinica. “Queste persone possono svenire senza accorgersene e, quindi, non possono guidare e persino camminare senza mettere a rischio la propria incolumità.”, ha detto Owen.

Rare complicazioni della procedura comprendono trombosi della vena porta, emorragia e problemi biliari. Secondo il Dr. Owen il trapianto sembra aiutare anche quei pazienti che non possono evitare l’insulina: “Quando questi pazienti tornano all’insulina, sono in grado di mantenere un buon controllo metabolico, suggerendo che l’obiettivo di questa terapia potrebbe essere sia l’insulino-indipendenza sia il buon controllo metabolico”. Lo studio è stato finanziato dalla Juvenile Diabetes Research Foundation, dall’Alberta Foundation & Health Service Innovation Fund e dalla Canadian Diabetes Association.


Tratto da: Reuters Health - Fonte: Percutaneous Islet Cell Transplantation in Type I Diabetes. RJ Owen. Abstract 127
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 17 Aprile 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_029.html