Patogenesi
Dieta dei nati prematuri e rischio per il diabete
A cura di Stefano Paolocci
I bambini prematuri che hanno seguito una dieta con alimenti arricchiti appositamente per aiutarli nella crescita sembrano essere più a rischio di sviluppo di uno stato pre-diabetico nell'adolescenza. Così hanno dichiarato alcuni ricercatori inglesi.
Tuttavia, gli stessi hanno indicato che fornire ai neonati pre-termine dei nutrienti supplementari durante le prime settimane di vita – corrispondente ad un periodo di rapida crescita – serve a sviluppare il cervello e le ossa.
Malgrado i risultati ottenuti, il Dott. Atul Singhal, autore dello studio e medico dell’Institute of Child Health a Londra, ha detto che tale pratica è bene che continui: "Alla prova dei fatti, continuare ad alimentare i bambini nati prematuramente con una dieta arricchita è probabilmente la cosa migliore". ha confermato Singhal, aggiungendo che: "I rischi che si corrono sono differenti per i neonati a termine dato che in loro lo sviluppo del cervello è meno suscettibile di eventuali carenze di nutrizione iniziali".
Singhal ha perciò evidenziato che i risultati correnti indicano i rischi di un’alimentazione esagerata per i prematuri e non considerano invece i casi di un’alimentazione scarsa. "Io penso che è importante ricordare che lo studio non sostiene il concetto di dieta limitativa nell'infanzia, tutto quello che abbiamo indicato è che la sovralimentazione dovrebbe essere evitata. Il neonato dovrebbe svilupparsi costantemente, ma non eccessivamente durante le prime settimane" ha quindi aggiunto.
Durante lo studio, pubblicato su Lancet, Singhal ed il suo team ha misurato i livelli di proinsulina di 216 adolescenti prematuri e di 61 pari-età nati a termine. Quando i partecipanti allo studio erano nati, l'importanza della nutrizione supplementare per i prematuri ancora non era stata riconosciuta. Come tali, le pratiche alimentari standard per i bambini prematuri hanno previsto latte materno senza aggiunte e di altri alimenti non arricchiti.
Gli stessi ragazzi prematuri hanno partecipato ad altri studi intrapresi ai tempi della loro nascita, in cui metà seguiva una dieta standard mentre il resto era alimentato con alimenti arricchiti e progettati specificamente per i bambini prematuri. I livelli relativamente elevati della proinsulina misurati, sono indicativi di resistenza all’insulina, circostanza particolare che si ha quando il corpo perde la sensibilità a questo ormone e che precede spesso il diabete tipo 2.
I ricercatori hanno scoperto che i nati prematuri che avevano seguito una dieta arricchita mostravano livelli elevati di proinsulina rispetto agli altri. Singhal ha anche avvertito che è troppo presto per dire se sia il caso per i medici di evitare uno sviluppo troppo veloce anche nei nati a termine.
Come lo sviluppo veloce nelle prime settimane di vita nei bambini prematuri sia legato al rischio di resistenza all’insulina e predisponga al diabete, rimane ancora poco chiaro. E’ però indubbio, come dimostrato da studi precedenti, che alcuni fattori che intervengono durante "le finestre critiche" successive alla nascita, possono avere effetti duraturi.
Tratto da: Reuters Health - Fonte: The Lancet 2003;361:1089-1097
Traduzione e adattamento a cura di Stefano PaolocciData ultimo aggiornamento: Giovedì, 10 Aprile 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_028.html