Prevenzione
Un farmaco per la prevenzione delle complicanze del diabete?
Un prodotto di sintesi derivato dalla tiamina (Vitamina B1), chiamato benfotiamina, potrebbe in futuro essere utilizzato per prevenire la retinopatia diabetica (RD) e altre complicanze del diabete causate dai danni vascolari. Lo fanno supporre diversi esperimenti condotti su topi diabetici dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York (USA), recentemente pubblicati sull’edizione online di Nature Medicine. Questi studi hanno evidenziato il meccanismo molecolare con cui agisce la benfotiamina.
La RD consiste in un danno dei sottili capillari che irrorano la retina, il tessuto fotosensibile nella parte posteriore dell’occhio. Quando progredisce verso uno stadio avanzato, detto proliferante, nella retina si generano nuovi vasi sanguigni anomali e questi, se non vengono prontamente trattati con il laser, possono causare anche la cecità.
Il danno vascolare riscontrato nella RD è dovuto alle iperglicemie prolungate, spiegano i ricercatori. A differenza della maggior parte delle cellule del corpo, che riescono a tenere sotto controllo i loro livelli interni di glucosio, le cellule endoteliali, che circondano i vasi sanguigni, subiscono le conseguenze deleterie degli alti livelli di zuccheri, quando la glicemia è elevata. Se è vero che iperglicemie prolungate predispongono alla RD, è anche vero che altri fattori, quali la durata del diabete, la qualità del controllo metabolico, l’ipertensione, ne condizionano la comparsa e l’evoluzione. Sembra che anche sbalzi glicemici troppo bruschi e rapidi possano aggravare la condizione della retina.
Gli scienziati di New York hanno scoperto che il farmaco benfotiamina previene completamente il danno vascolare che caratterizza la RD. Lo fa attivando un enzima chiamato transchetolasi, che normalmente dipende dalla tiamina. Ma la benfotiamina è più efficace della tiamina stessa perché è un composto sintetico liposolubile molto più biodisponibile nel corpo: aumenta l’attività dell’enzima transchetolasi dal 200% al 300% in più, mentre la tiamina lo fa solo del 20%. Siccome non è dimostrato che la tiamina stessa possa combattere la RD, i ricercatori sconsigliano ai diabetici di assumere già da ora supplementi di tiamina per questo scopo.
Un aspetto interessante, “eccitante” secondo le parole degli autori dello studio, è che la benfotiamina è stata già prescritta in Europa per più di un decennio per la cura di varie patologie, compresa la neuropatia diabetica, anche se non è mai stata formalmente testata con rigorosi trial clinici. Il fatto che molte persone, per anni, abbiano già usato questo farmaco senza effetti collaterali fa presupporre che l’iter verso i trial clinici e, se tutto procede bene, verso la somministrazione ai diabetici, possa essere relativamente veloce.
Il danno vascolare è alla base anche delle altre più importanti complicanze del diabete, tra cui la nefropatia e l’arteriopatia coronarica. Per questo motivo i ricercatori sottolineano che la benfotiamina potrebbe essere utile anche nella prevenzione di queste complicanze, anche se c’è ancora parecchio lavoro da svolgere. Ma questi primi risultati sono “eccitanti” perché, al momento, non esiste affatto un farmaco che possa prevenire le complicanze del diabete.
N.d.t: Per ulteriori informazioni sulla retinopatia diabetica vedere anche:
Tratto da: Reuters Health - Fonte: Nature Medicine 2003;10.1038/nm834
Traduzione a cura di Silvia DemartiniData ultimo aggiornamento: Martedì, 18 Marzo 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_019.html