Psicosociologia
Nei bambini diabetici i problemi scolastici non derivano dal diabete
A cura di Claudio Cataldo
Contrariamente ad alcune credenze riguardo gli effetti che il diabete di tipo 1 potrebbe avere sul cervello, una nuova ricerca suggerisce che i bambini diabetici che hanno problemi scolastici probabilmente li hanno per cause indipendenti dalla loro malattia.
Le fluttuazioni croniche del livello glicemico cha caratterizzano il diabete di tipo 1 – assieme allo sforzo della gestione di una malattia sempre presente – sono state associate a dei deficit in alcune caratteristiche quali la memoria e la capacità di esprimersi verbalmente. Ma gli studi hanno portato a delle incongruenze per quel che riguarda le “abilità” che sarebbero influenzate; inoltre non è stato chiarito se qualcuno di questi deficit influenza le performance scolastiche dei bambini.
Recentemente i ricercatori hanno scoperto che i bambini con diabete di tipo 1 hanno performance altrettanto buone, e alle volte migliori, di quelle dei loro fratelli o sorelle e compagni di classe nell’esecuzione di test accademici standardizzati. I loro voti in matematica e nella lettura era anch’essi comparabili. Ora, in un nuovo studio condotto all’Università dello Iowa (USA), i ricercatori hanno mostrato che le differenze nelle prestazioni tra bambini diabetici e non diabetici dipendono principalmente da altri fattori, quali il reddito della famiglia e problemi comportamentali.
“Le scoperte suggeriscono che per la maggior parte dei bambini diabetici le variabili mediche hanno un minor effetto sull’apprendimento di quanto non facciano fattori quali le entrate familiari e i problemi comportamentali”, scrivono gli autori.I diabetici di tipo 1 devono giornalmente iniettarsi l’insulina con un regime che spesso porta ad ampie variazioni nel livello glicemico. E’ stato suggerito che questi sbalzi tra alti e bassi potrebbero ostacolare l’apprendimento dei bambini a scuola. Durante lo studio, riportato sul numero di Gennaio di Diabetes Care, il Dr. Ann Marie McCarthy e i suoi colleghi hanno esaminato i punteggi di test standard, voti, rapporti sul comportamento e assenze di 244 studenti tra gli 8 e i 18 anni con diabete di tipo 1. I ricercatori hanno inoltre controllato le cartelle cliniche degli studenti, in cui era descritto quando avevano sviluppato il diabete ed altri aspetti della loro condizione. McCarthy e il suo team hanno notato che, contrariamente alle conclusioni precedenti, il profitto scolastico era più strettamente legato ai loro problemi comportamentali e alle entrate familiari che non alla serietà del loro diabete. Ma non tutti gli aspetti della loro condizione erano liberi da influenze: i ricercatori hanno anche riscontrato che i bambini che non si impegnavano nel tener sotto controllo i loro livelli glicemici avevano punteggi e voti più bassi rispetto agli altri bambini. Questo risultato rimaneva anche dopo che McCarthy e i suoi colleghi avevano rimosso l’influenza delle entrate familiari.
Comunque, hanno evidenziato i ricercatori, ciò potrebbe significare che i bambini che vanno meglio a scuola sono anche in grado di gestire meglio il diabete, suggerendo che il diabete di per sé non può influenzare il rendimento scolastico. McCarthy e il suo team hanno inoltre scoperto che i bambini che finivano in ospedale per via della loro cattiva gestione del diabete, tendevano ad avere punteggi più bassi nei test rispetto ai bambini che controllavano il proprio livello glicemico e che venivano ricoverati con minor frequenza.
I ricercatori hanno infine scoperto che un piccolo gruppo di studenti che monitoravano strettamente il proprio livello glicemico e che prendevano piccole dosi di insulina giornalmente, ma che venivano ricoverati per ipoglicemie, ottenevano punteggi particolarmente bassi nei test. Questi studenti, fanno notare McCarthy e il suo team, potrebbero avere bisogno di particolare attenzione. Essi scrivono: “Il controllo stretto di questi bambini ad elevato rischio dovrebbe essere prioritario al fine di minimizzare gli effetti conoscitivi sul lungo termine del diabete e del suo trattamento”.
Tratto da: Reuters Health - Fonte: Diabetes Care 2003;26:112-117
Traduzione e adattamento a cura di Claudio CataldoData ultimo aggiornamento: Venerdì, 24 Gennaio 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_007.html