Diabetologia pediatrica
Età alla diagnosi: cruciale nel diabete infantile
A cura di Giuseppe Perillo
Alcuni ricercatori della II Divisione Pediatrica dell’Università di Messina, hanno notato che la durata della ‘luna di miele’ e la durata dell’insulino-dipendenza nei bambini con diabete mellito, sono strettamente condizionati dalla funzione residua delle beta-cellule e dal relativo fabbisogno di insulina all’esordio della malattia.
Poiché il fabbisogno di insulina è maggiore nei pazienti più giovani, una prematura insorgenza del diabete di tipo 1 può essere considerata come la peggiore influenza sull’incidenza della ‘luna di miele’.
I ricercatori hanno condotto, per due anni, uno studio su 67 bambini a cui era stato diagnosticato il diabete di tipo 1 da poco tempo. La scelta è avvenuta in base a sesso, età, educazione familiare, durata della storia sintomatica all’atto della diagnosi, chetoacidosi o sua assenza e residua attività beta-cellulare.
Più dell’80% dei bambini ha avuto una remissione parziale che è terminata dopo più di un anno in 28 casi (41.7%) dei casi ed almeno dopo due anni in 11 casi (16.4%). La prevalenza di una remissione parziale, a differenti età dopo l’insorgenza della malattia, è stata significativamente più bassa in quei bambini di età inferiore ai 5 anni al momento della diagnosi rispetto a quelli ammalatisi più tardi.
La durata media del periodo di remissione è stata di 11.7 +/- 8.9 mesi, mentre la residua funzione beta-cellulare è stata statisticamente differente fra pazienti in “luna di miele” e non. Quindi, l’età alla diagnosi è risultato l’unico fattore pre-trattamento capace di influenzare sia la durata della remissione parziale, sia il fabbisogno insulinico al termine del follow-up.
Fonte: Diab Nutr Metab 2002;15(4):246-51
A cura di Giuseppe PerilloData ultimo aggiornamento: Martedì, 3 Dicembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_121.html