Screening delle complicanze

Il medico di famiglia può giocare un ruolo importante nello screening della retinopatia diabetica

A cura di Giuseppe Perillo

Durante l’annuale riunione dell’American Association of Family Physicians (AAFP) si è discusso del fatto che i medici di famiglia possono imparare ad identificare i pazienti con evidente retinopatia grazie a degli appropriati strumenti anche se, ovviamente, dovranno sempre rivolgersi a degli specialisti.

Il Dr. James M. Gill del Christiana Care Health Services ed i suoi colleghi, hanno selezionato 11 medici di famiglia dal Delaware Accademy of Family Physicians (DAFP) per farli partecipare ad una lezione di addestramento della durata di 4 ore. La lezione è stata impartita da uno specialista in oftalmologia che ha insegnato ai medici di famiglia l’uso di un nuovo oftalmoscopio senza necessità di midriasi, che consente un esame della retina da 3 a 5 volte più ingrandita rispetto al tradizionale oftalmoscopio diretto.

Successivamente alla lezione di addestramento, i medici hanno esaminato 29 pazienti diabetici che rappresentavano una gamma di anomalie retiniche, variabili da assenza di retinopatia a retinopatia proliferante. I medici hanno valutato due campi retinici in ogni occhio, classificandoli come “normale”, “anormale” ed “impossibile da valutare”, basandosi sui criteri standardizzati che avevano appreso durante la lezione.

I risultati dei medici sono stati poi comparati con quelli degli oftalmologi, usando lo stesso oftalmoscopio, lo stesso criterio, gli stessi risultati di un oftalmoscopio indiretto e gli stessi diagrammi retinici. Complessivamente, i medici hanno stimato il 41% del campo retinico come “normale”, il 14% come “anormale” ed il 46% come “impossibile da valutare”. Di contro, gli oftalmologi, usando gli stessi strumenti e criteri, hanno valutato il 43% come “normale”, il 21% come “anormale” ed il 36% come “impossibile da valutare”.

Con i criteri indiretti invece, gli oftalmologi hanno stimato il 46% come “normale”, il 54% come “anormale” e nessun caso come “impossibile da valutare”. Comparata agli oftalmologi che hanno usato gli stessi criteri, la sensibilità dei medici in relazione alla scoperta di anormalità retiniche è stata del 36% e la loro precisione del 55%.

Quando entrambi i risultati dei medici relativi ai casi “anormali” ed “impossibile da valutare”, sono stati uniti tra di loro per ottenere una categoria di “riferimento” in opposizione alle altre categorie, la sensibilità è aumentata al 70%.

Secondo il Dr. Gill, il grado di accuratezza dei medici non è stato tale da poter derogare dagli attuali standard, secondo i quali tutti i pazienti diabetici devono andare da un oftalmologo per una visita agli occhi. Tuttavia, i metodi che i medici hanno appreso durante le lezioni sono molto più accurati di quelli attualmente utilizzati ed effettivamente sono assai efficaci.

Probabilmente, conclude il Dr. Gill, “la chiave di volta sta nel fatto che un paziente al quale viene diagnosticata una retinopatia dal proprio medico di famiglia, avrà maggiori probabilità di andare da uno specialista poiché gli sarà espressamente detto di avere un problema.”


Fonte: Doctor’s Guide 2002 Sep-Oct;15(8):1113-30
A cura di Giuseppe Perillo

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 15 Novembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_115.html