Curarsi nel terzo mondo
La mancanza di insulina nei paesi non industrializzati
Intervista con il prof. Guido Menzinger
A cura di Alessandra Aronica
In un incontro informale con il Professor Guido Menzinger, Ordinario di Endocrinologia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e Presidente eletto della Società Italiana di Endocrinologia, abbiamo parlato del suo impegno su un fatto di cui si sa e si scrive troppo poco o niente: l'impossibilità, per una vastissima fetta della popolazione mondiale, di poter usufruire delle terapie adeguate per vivere con il diabete. Il professore si è reso disponibile ad un'intervista, che pubblichiamo di seguito, affinché tutti noi possiamo essere adeguatamente sensibilizzati al problema, in vista di future azioni concrete nei confronti delle case farmaceutiche o delle nazioni che sono implicate in questa mancanza di interesse sociale.
D.: Professor Menzinger, quando ha iniziato ad interessarsi al problema della mancanza di possibilità di cura del diabete nei paesi non industrializzati?
R.: Quando ho osservato da vicino gli effetti della mancata disponibilità di insulina in Somalia, dove mi trovavo. I diabetici insulinodipendenti venivano trattenuti in ospedale finché possibile. Dopodiché tornavano a casa e scomparivano.D.: Da allora c'è stato un cambiamento per quanto riguarda l'insorgenza del diabete tipo 1 e tipo 2 nei paesi non industrializzati?
R.: Vi è un impressionante aumento del diabete di tipo 2 che porta ad avere prevalenza del 2-8% in paesi in via di sviluppo.D.: Perché?
R.: Sembra che anche un piccolo aumento del tenore di vita associato ad un aumento dell'alimentazione e alla maggiore sedentarietà indotta dai mezzi di trasporto e di lavoro faccia esplodere la prevalenza del diabeteD.: In quali stati non appartenenti al mondo occidentale si produce l'insulina?
R.: Principalmente in IndiaD.: Che tipo di insulina è?
R.: Insulina animale spesso poco purificataD.: In quali stati non industrializzati le cure per le persone che hanno il diabete sono gratuite o hanno prezzi sociali?
R.: Molto pochi, in particolare menzionerei l'Egitto e CubaD.: Come mai le case farmaceutiche produttrici di insulina non abbassano il prezzo nei paesi poveri che non producono insulina, che potrebbero essere per loro un mercato enorme, o non fondano società con le case farmaceutiche di questi paesi?
R.: Credo che temano che le insuline fornite a prezzi ridotti rientrino irregolarmente nei paesi industrializzati, determinando una turbativa di tali mercati per esse molto lucrosi. Bisogna considerare che le spese per lo sviluppo della produzione dell'insulina mediante ingegneria genetica sono ormai ampiamente ammortizzate e dovrebbe essere possibile una riduzione marcata del prezzo di questa insulina, che invece continua ad essere più elevato di quella di origine animale ancora prodotta in qualche paese, sebbene probabilmente il procedimento di estrazione dell'insulina da pancreas animale sia ormai più costoso della produzione ad opera di batteri geneticamente modificati come è il caso per le insuline che si usano nei nostri paesi.D.: Che cosa ha fatto lei in passato per cercare di cambiare questo stato di cose?
R.: Ho fatto parte di una Task Force della International Diabetes Federation, cercando di focalizzare l'attenzione di questa associazione sul problema della disponibilità cronica di insulina e sulla relazione tra questa e il costo.D.: Che esito hanno avuto le sue proposte?
R.: Si è avuta una maggiore attenzione da parte della IDF al problema della disponibilità e dei costi, che resta però molto marginale rispetto agli obiettivi prioritari della IDF.D.: Che cosa potremmo fare noi, come associazione?
R.: Segnalare vivacemente alla opinione dei diabetici e alla opinione pubblica l'esistenza di questo grave problema mondiale e fare pressione sulla IDF e sui governi perché si adoperino ad un più equo orientamento dei prezzi. L'esempio dei farmaci per l'AIDS in Sudafrica e la campagna dei Medici senza Frontiere per una maggiore equità dei prezzi dei farmaci ai paesi più poveri possono rappresentare un esempio concreto di qualche successo.
A cura di Alessandra Aronica
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 14 Ottobre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_102.html