Prevenzione
La Federazione Internazionale Diabete evidenzia i gravi rischi per la salute rappresentati dall'alterata tolleranza al glucosio
A cura di Guido Seu
La Federazione Internazionale Diabete (IDF) ha pubblicato una Dichiarazione di Consenso che sottolinea i pericoli dell'alterata tolleranza al glucosio (IGT) e dell'alterata glicemia a digiuno (IFG) come importanti fattori di rischio per lo sviluppo di diabete e di malattia cardiovascolare (CVD) e l'esigenza di un intervento urgente.
“Questa dichiarazione rappresenta una pietra miliare” afferma il professor il George Alberti, presidente dell'IDF “le malattie cardiovascolari sono la causa principale di morte prematura tra i diabetici. Devono quindi essere sviluppate strategie che tengano conto del rapporto costo-beneficio per identificare IGT ed IFG nelle popolazioni ad alto rischio, in modo da indirizzare la prevenzione dove c’è maggior necessità”.
Nella dichiarazione si invita le autorità sanitarie a porre maggior attenzione a IGT e IFG e a renderne rimborsabili sia il monitoraggio che il trattamento. IGT e IFG dovrebbero essere tenuti in considerazione alla stessa stregua di ipertensione, dislipidemia e obesità in quanto fattori di rischio per il diabete e, come tali, essere classificati trattabili.
IGT ed IFG sono categorie di intolleranza al glucosio, una condizione intermedia fra normale tolleranza al glucosio e diabete di tipo 2.
Il sessanta per cento delle persone con diabete hanno IGT o IFG già cinque anni prima della diagnosi (1)
Uno studio Americano ha evidenziato che uno su sette adulti di età superiore ai 40 anni e senza storia familiare di diabete, ha IGT mentre uno su dodici ha IFG (2). In tutto si valuta che oltre 200 milioni di persone nel mondo abbiano IGT
Il settantacinque per cento dei diabetici muoiono come conseguenza del CVD (3), rendendo il CVD la causa principale di morte prematura tra i diabetici
Il CVD può cominciare a svilupparsi ben prima che il diabete di tipo 2 venga diagnosticato. Al momento della diagnosi il 50% dei pazienti hanno già sviluppato complicanze cardiovascolari (3)
- I diabetici sono da due a quattro volte più a richio di soffrire di un attacco di cuore rispetto alla popolazione generale (3)
La dichiarazione, pubblicata questo mese su Diabetic Medicine, è stata rilasciata a seguito di una Consulta di Esperti convocata dall'IDF in risposta all'eccessivo rischio cardiovascolare riscontrato in IGT e diabete. La riunione è stata presieduta dal professor George Alberti (presidente della IDF, professore di medicina all'università di Newcastle e professore di medicina metabolica all'Imperial College) e dal professor Paul Zimmet (direttore dell'International Diabetes Institute di Melbourne, Australia).
Le persone a maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2 includono quelle in sovrappeso o inattive, gli anziani, coloro che hanno una storia familiare di diabete, o che provengono da particolari gruppi etnici. Gli autori danno risalto all'efficacia degli interventi sullo stile di vita, quali la perdita di peso e una maggiore attività fisica, altamente efficaci nell'evitare o ritardare l'esordio del diabete nelle persone con IGT. Il Finnish Diabetes Prevention Study (4) e il Diabetes Prevention Programme (5) - due studi controllati randomizzati su persone con IGT - hanno scoperto che interventi sullo stile di vita possono ridurre il rischio di progressione verso il diabete anche del 58%. Sono quindi necessari ulteriori studi per verificare sia l'effetto degli interventi sullo stile di vita sia che quello della terapia farmacologica, nell’evitare o rallentare la progressione da IGT a diabete.
Il più vasto di questi studi è NAVIGATOR, una ricerca condotta a livello mondiale per verificare l'efficacia di Starlix® (nateglinide), un agente ipoglicemizzante orale e il Diovan® (valsartan), un bloccante dei recettori dell'angiotensina II, in 7.500 pazienti con IGT ed almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare (per esempio ipertensione, colesterolo alto) o malattia (per esempio angina, precedente attacco di cuore). Un altro studio internazionale, DREAM, sta verificando l'efficacia del ramipril e del rosiglitazone nella prevenzione del diabete in oltre 4.000 persone con IGT.
In alcuni studi, come lo Stop-NIDDM (6) e il Diabetes Prevention Programme (5), l'intervento farmacologico con acarbose e metformina si è dimostrato in grado di ridurre la progressione al diabete nei pazienti con IGT. Questi studi hanno comunque mostrato una minor efficacia della terapia farmacologica rispetto all’intervento intensivo sullo stile di vita utilizzati nel Finnish Diabetes Prevention Study (4) e nel Diabetes Prevention Programme (5). Sono quindi necessarie ulteriori ricerche.
“C’è bisogno di più studi su stile di vita e terapia farmacologica nei pazienti con IGT per ridurre i gravi problemi che diabete e CVD determinano sia nella nostra vita che per i sistemi sanitari” ha detto il professor Zimmet “il diabete è la maggior epidemia che il mondo affronti in questo secolo. Per questo, sono richieste più ricerche che verifichino l’efficacia di interventi farmacologici aggiuntivi nella prevenzione di diabete e CVD. Attendiamo con impazienza i risultati dei trials come NAVIGATOR e DREAM per studiare più a fondo le possibilità di evitare o ritardare il diabete nelle persone a maggior rischio”.
Per informazioni sull'IDF : http://www.idf.org
Per informazioni su NAVIGATOR : http://www.navigatortrial.com
Per informazioni su DREAM: http://www.dream-ctn.orgRiferimenti bibliografici
de Vegt F, Dekker JM, Stehouwer CD, Nijpels G, Bouter LM, Heine RJ. The 1997 American Diabetes Association criteria versus the 1985 World Health Organization criteria for the diagnosis of abnormal glucose tolerance: poor agreement in the Hoorn Study. Diabetes Care 1998;21(10):1686-90.
2. Harris MI, Flegal KM, Cowie CC, Eberhardt MS, Goldstein DE, Little RR, Wiedmeyer H-M, Byrd-Holt DD. Prevalence of diabetes, impaired fasting glucose and impaired glucose tolerance in US adults. The Third National Health and Nutrition Examination Survey, 1988-1994. Diabetes Care 1999; 21: 518-528.
Donnelly R et al. Vascular complications of diabetes. Brit Med J 2000; 320: 1062-6.
Tuomilehto J, Lindstrom J, Eriksson JG, Valle TT, Hamalainen H, Ilanne-Parikka P, et al. Prevention of type 2 diabetes mellitus by changes in lifestyle among subjects with impaired glucose tolerance. New England Journal of Medicine 2001;344(18):1343-50.
Knowler WC, Barrett-Connor E, Fowler SE, Hamman RF, Lachin JM, Walker EA, et al. Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metformin. New England Journal of Medicine 2002;346(6):393-403.
Chiasson J, Gomis R, Hanefeld M, Josse R, Karasik A, Laakso M. The STOP-NIDDM Trial: an international study on the efficacy of an alpha-glucosidase inhibitor to prevent type 2 diabetes in a population with impaired glucose tolerance: rationale, design, and preliminary screening data. Study to Prevent Non-Insulin-Dependent Diabetes Mellitus. Diabetes Care 1998;21:1720-5.
Tratto da: Immedia Press
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 9 Settembre 2002 6:30:00
A cura di Guido Seu
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_092.html