Bioingenieria

Terapie geniche e cellulari per il diabete mellito: strategie e potenzialità cliniche

A cura di Carmelo D'Alessio

Gli ultimi cinque anni hanno visto un utilizzo diffuso di geni e cellule nel campo biomedico. Mentre erano rivolte principalmente al cancro, l'ingegneria genetica e la terapia genica sono state inoltre utilizzate per le malattie mendeliane, neurodegenerative e metaboliche. Per quest'ultime, il principale obiettivo delle strategie di terapia genica e cellulare è stato il diabete mellito.

Un significativo numero di studi condotti su animali ha dimostrato la capacità del trapianto di isole di ripristinare la normoglicemia mediante trasferimento genico di geni immunoregolatori in isole allo- e xenogeniche ex vivo.

Inoltre, la terapia genica e cellulare è stata usata per indurre tolleranza verso auto- e alloantigeni e per produrre lo stato di tolleranza stessa in modelli animali con diabete di tipo 1 autoimmune o in roditori sottoposti a trapianto di isole allogeniche/xenogeniche.

I risultati della terapia genica e cellulare sono meno evidenti nel diabete di tipo 2, ma gli studi embrionali fanno sperare che questa modalità può essere utile per trattare e, forse, per prevenire le cause scatenanti della malattia.

Questo è l'attuale stato della terapia genica e cellulare per il diabete di tipo 1 e di tipo 2 e, quelle che seguono, sono le possibili opzioni terapeutiche che potrebbero rivelarsi clinicamente utili. Per il diabete di tipo 1, il trapianto di isole “ingegnerizzate” per evitare o arrestare la riposta immune del ricevente, rappresenta oggi la tecnica più facilmente disponibile. Sono già stati esaminati e si sono dimostrati versatili, numerosi vettori genici che codificano proteine in grado di danneggiare molteplici cellule immunitarie. Più impegnativi ma, nondimeno, promettenti sono i tentativi per favorire la tolleranza del sistema immunitario verso le isole allotrapiantate.

Il diabete di tipo 2 richiederà probabilmente una migliore comprensione dei processi che determinano la sensibilità insulinica a livello periferico. Vettori diretti verso tessuti bersaglio come quello muscolare ed adiposo, che codificano geni in grado di favorire la sensibilità insulinica e l'assorbimento di glucosio, è un approccio che non implica gli effetti collaterali spesso associati ai farmaci attualmente in uso.

Infine, i progressi nella creazione di vettori, la completa comprensione dell’immunità antigene-specifica e della sensibilità insulinica, forniranno le basi per l'uso di farmaci genici nella terapia del diabete di tipo 1 e di tipo 2.


Fonte: Arch Pediatr Adolesc Med 2002 Jul;156(7):651-5
A cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 27 Agosto 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_085.html