Trapianti

Protocollo “Edmonton”: successo a lungo termine del trapianto di isole pancreatiche

A cura di Carmelo D'Alessio

Il trapianto di isole pancreatiche si sta accreditando come una potenziale terapia, soprattutto per soggetti con diabete instabile o problemi di ipoglicemia inavvertita. I rischi della procedura ed i risultati a lungo termine non sono ancora completamente noti.

L’Università dell’Alberta in Canada, ha eseguito 54 trapianti di isole col protocollo “Edmonton” su 30 soggetti ed ha seguito dettagliatamente 17 soggetti trattati che hanno ottenuto l’insulino-indipendenza, dopo impianto di adeguato numero di isole.

I soggetti sono stati valutati prima del trapianto e seguiti dopo lo stesso, per le complicanze immediate ed a lungo termine dovute alla procedura od alla terapia immunosoppressiva. I 17 pazienti sono divenuti tutti insulino-indipendenti dopo un minimo di 9.000 isole/kg trapiantate. Di 15 pazienti consecutivi, 12 (80%) erano insulino-independenti ad 1 anno dal trapianto. In 14 soggetti che hanno mantenuto una secrezione dimostrabile di C-peptide, il controllo glicemico è risultato stabile ed i problemi con le crisi ipoglicemiche sono stati corretti.

Dopo 2 delle 54 procedure, si sono verificate alcune trombosi nella circolazione delle vena porta. Cinque soggetti hanno avuto emorragia connessa alle procedure di accesso per cutaneo alla vena porta: tre hanno richiesto solo trasfusione e, in un soggetto con trombosi parziale della vena porta, si è verificata un’emorragia intraepatica e subscapolare durante la terapia anticoagulativa, che ha richiesto trasfusione ed intervento chirurgico. Le analisi hanno evidenziato elevata funzionalità epatica nel 46% dei soggetti, ma risolta in tutti. Le complicazioni associate alla terapia sono state: ipercolesterolemia richiedente terapia con statine nel 65% dei casi; aumento della creatinina in due pazienti, entrambi con pregressa nefropatia; un aumento delle proteine in quattro, tutti già affetti da proteinuria; la terapia antiipertensiva è aumentata o iniziata nel 53% dei casi. Tre dei 17 pazienti hanno necessitato di trattamento fotocoagulativo laser. Non ci sono stati casi di linfoproliferazione post-trapianto o infezioni da citomegalovirus e nessun decesso.

I risultati, con un follow-up massimo di 34 mesi, indicano che dopo trapianto di isole può essere raggiunta una prolungata insulino-indipendenza.

Esistono alcuni rischi associati alla procedura e, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione sono problemi trattabili a lungo termine. Tutti i pazienti con persistente secrezione di C-peptide hanno risolto sia l’instabilità glicemica sia i problemi con le crisi ipoglicemiche. Tranne l’aumento della cretininemia in due soggetti, non stati riscontrate serie conseguenze relative alla terapia immunosoppressiva.

Per queste ragioni, il trapianto di isole pancreatiche rappresenta una ragionevole opzione per i diabetici con gravi problemi di stabilità glicemica od ipoglicemia.


Fonte: Diabetes 2002 Jul;51(7):2148-57
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 30 Luglio 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_078.html

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