Ricerca
Verso un’alternativa alle iniezioni
A cura di Silvia Demartini
Evitare le iniezioni di insulina migliorerebbe la qualità della vita di molti diabetici, sia di tipo 1 sia di tipo 2. Soprattutto nei diabetici di tipo 2, la paura degli aghi è l’ostacolo maggiore che si deve affrontare quando si passa al trattamento insulinico, dopo il fallimento dei farmaci ipoglicemizzanti orali.
Secondo i risultati presentati al 62esimo Meeting Annuale dell’American Diabetes Association, ci sono delle buone premesse per arrivare nel prossimo futuro a dei metodi alternativi di somministrazione dell’insulina, con risultati comparabili a quelli dei sistemi iniettivi. Le recenti ricerche hanno registrato dei successi importanti, sperimentando diversi metodi alternativi, alcuni dei quali possono anche essere usati in combinazione; si parla di insulina transdermica, inalabile polmonare, spray e pillole orali, più facili da “mandar giù” rispetto agli aghi dei trattamenti pluri- iniettivi.Il cerotto
È un prodotto in sviluppo alla Altea Development Corporation. Prima un cerotto elettronico adesivo, alimentato da una piccola batteria, viene applicato sulla pelle: in un millisecondo, senza provocare dolore, fa evaporare le cellule dell’epidermide, creando delle microscopiche aperture. Quindi, un piccolo cerotto, contenente una riserva di insulina lispro attualmente in commercio, viene applicato alla pelle.
È stata ottenuta così, in 5 volontari non diabetici, un’insulinizzazione basale regolare durante le 12 ore di applicazione del cerotto, con un ritorno ai valori serici normali di insulina lispro dopo 2 ore dalla rimozione.
L’Altea Development Corporation sta ora lavorando ad un cerotto indossabile per 24 ore. I cerotti useranno l’insulina disponibile sul mercato; questo significa che solo il dispositivo di rilascio dell’insulina dovrà ottenere le approvazioni governative, il che potrebbe accelerare la sua entrata in commercio.Le pillole
In aggiunta a questa insulinizzazione basale, i diabetici potrebbero assumere oralmente le compresse di insulina, che, invece, fornirebbero un “bolo” di insulina al momento dei pasti.
Al convegno dell’ADA sono state presentate le prime due pillole orali di insulina che hanno dimostrato di funzionare sugli uomini. “In passato, tutti i tentativi di preparare pillole orali di insulina sono falliti, perché la molecola d’insulina era troppo grossa per passare attraverso la membrana nell’intestino o veniva qui degradata nei suoi componenti più semplici”, ha detto il direttore della Empisphere Technologies Inc (New York).
Questa casa farmaceutica sta sviluppando una capsula contenente una combinazione di insulina e di un agente di rilascio (Emisphere), sperimentato già su 29 soggetti non diabetici. L’insulina è stata rapidamente assorbita nel sistema circolatorio e si è raggiunto il picco della concentrazione plasmatica di insulina nel giro di 25 minuti dall’ingestione. Le corrispondenti massime riduzioni dei livelli di glucosio e di C-peptide si sono verificate entro 1 ora dall’assunzione.
L’effetto collaterale più comune riscontrato è stato l’ipoglicemia; le dosi sono state ben tollerate.
L’insulina, da sola, o l’agente di rilascio Emisphere, da solo, somministrati oralmente, non hanno modificato i livelli di insulina e di glucosio plasmatici. Solo la combinazione dei due rende possibile l’assorbimento dell’insulina nel tratto gastrointestinale, plausibilmente, dati i tempi di azione dell’insulina, nel duodeno.Un altro prodotto, attualmente nella fase II della sperimentazione, è HIM2, sviluppato dalla Nobex Corporation in collaborazione con la GlaxoSmithKline. È una pillola che ricorre alla tecnologia dei polimeri per contrastare la degradazione enzimatica dell’insulina. Dai primi studi è emerso che, per ottenere degli effetti ipoglicemizzanti simili a quelli delle iniezioni, la pillola dovrebbe essere assunta 15 minuti prima dei pasti.
Gli spray orali
Anche le insuline spray e quelle inalabili possono fornire un “bolo” di insulina.
A differenza dei cerotti e delle capsule orali, che sono ancora in fase di sperimentazione su soggetti sani, lo spray orale e le insuline inalabili sembrano essersi rivelate efficaci anche nei primi trial su pazienti diabetici.
Lo strumento Rapid Mist, della Generex Biotechnology Corporation, sembra un inalatore utilizzato da chi soffre di asma, ma contiene l’Oralin, una formulazione liquida aerosol di insulina: viene assorbita dalle membrane della mucosa delle guance, della lingua e della gola, consentendo al tempo stesso un accurato dosaggio.
11 pazienti diabetici hanno ricevuto l’Oralin oppure le iniezioni sottocutanee di insulina; dopo 10 minuti è stato fornito un pasto standard di 360 kcal. L’Oralin ha uguagliato l’insulina sottocutanea nella rapidità di assorbimento e di eliminazione, nella capacità di abbassare la glicemia e il C-peptide e di alzare i livelli di insulina.
L’Oralin può anche essere usata, nel diabete di tipo 2, in associazione con i farmaci ipoglicemizzanti orali per rinforzarne l’effetto e controllare meglio le glicemie postprandiali, ottenendo così glicemie postprandiali inferiori e livelli più elevati di insulina.Le insuline inalabili
Oltre ai risultati incoraggianti della fase III del trial dellinsulina inalabile Exubera, (della Inhale Therapeutics, Pfizer e Aventis), l’AERx della Aradigm e Novo Nordisk rilascia un aerosol di insulina liquida umana nel polmone per assorbimento.
17 uomini non fumatori, diabetici di tipo 1, hanno ricevuto una colazione standard in 4 giorni con terapia standard; solo che, a colazione, ricevevano la solita dose di insulina alcuni per via sottocutanea, 30 minuti prima di mangiare, e altri come insulina inalabile, immediatamente prima della colazione.
Il rilascio di insulina polmonare si è rivelato sicuro e ben tollerato, con una variabilità, nello stesso soggetto, dell’azione dell’insulina inalabile simile a quella dell’insulina sottocutanea.Ma sono in corso di sviluppo anche altre insuline inalabili, come l’insulina Technospheres della Mannikind/PDC; AIR System della Alkermes e Eli Lilly; Aerodose della Aerogen e Disetronic.
Si tratta sempre di insuline rilasciate, in forma liquida o come polveri secche, attraverso la bocca, direttamente nei polmoni, dove entrano nella circolazione sanguigna come insuline ad azione rapida. I ricercatori devono ancora appurare se la via polmonare sia sicura, efficace e utilizzabile nel lungo periodo per l’assorbimento dell’insulina.
Tutti questi prodotti dovranno, pertanto, attendere ancora diversi anni prima di essere approvati e messi in commercio.
Tratto da: Medscape e American Diabetes Association - Fonte: 62esimo Meeting Annuale dell’American Diabetes Association
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 30 Luglio 2002 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Silvia Demartini
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_075.html
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