Patogenesi e prevenzione delle complicanze

Retinopatia: la luce potrebbe prevenirla

A cura di Carmelo D'Alessio

L’illuminazione notturna durante il sonno, riducendo il consumo d’ossigeno nella retina, potrebbe aiutare a prevenire la retinopatia diabetica.

Il Dr. Neville Drasdo ed i suoi colleghi del Dipartimento di Optometria e Scienze della Visione dell’Università di Cardiff (Galles), sostengono che la maggior parte dei diabetici ha un’alterata funzione capillare, che riduce l’assorbimento di ossigeno da parte dei tessuti del corpo (ipossia), compresa la retina.

Ci sono ipotesi secondo le quali la retinopatia diabetica potrebbe essere avviata dalla deprivazione di ossigeno negli strati interni della retina durante l’oscurità. Viene teorizzato che i bastoncelli, fotorecettori responsabili della visione notturna, hanno più elevate richieste d’ossigeno rispetto a qualsiasi cellula del corpo a bassi livelli d’illuminazione.

Analisi basate sulla stimolazione elettrica, dimostrano che l’attività nelle cellule interne della retina - valutata dall’ampiezza dei potenziali oscillatori*- è ridotta nei diabetici.

Il Dr. Drasdo ed i suoi colleghi hanno esaminato l’effetto dell’inalazione di ossigeno sull’ampiezza dei potenziali oscillatori dopo adattamento al buio in sette pazienti con diabete di tipo 2 ed in otto soggetti di controllo.

Essi hanno riscontrato che i diminuiti potenziali oscillatori indotti dall’adattamento al buio nei pazienti diabetici, aumentavano durante l’inalazione di ossigeno ad una ampiezza comparabile a quella dei soggetti del gruppo di controllo prima dell’ossigeno. Nello stesso tempo, i potenziali oscillatori nel gruppo di controllo non erano influenzati dall’ossigeno.

Sono stati registrati molti altri segnali, compresi i potenziali oscillatori fotopici (visione diurna) senza precedente adattamento al buio, che non hanno mostrato attenuazione ed aumento significativi senza ossigeno. L’elettroretinogramma dei coni-S, che è sensibile all’ipossia ed al glaucoma, non è aumentato con l’ossigeno.

Il Dr. Drasdo dice che i loro studi dimostrano come negli individui sani l’autoregolazione della circolazione retinica sia adeguata durante l’adattamento al buio, visto che l’ossigeno non ha causato aumenti significativi del potenziale oscillatorio. Tuttavia, poiché l’ossigeno ha aumentato l’ampiezza del potenziale oscillatorio negli occhi dei pazienti diabetici, si presume che l’autoregolazione sia inadeguata in tali soggetti.

Secondo i ricercatori questi risultati rafforzano l’ipotesi secondo cui i pazienti diabetici possano trarre beneficio dal dormire con una luce accesa.


*Ndr: La retina genera impulsi elettrici. Tra cornea e fondo oculare esiste una differenza di potenziale che varia lentamente durante l’adattamento al buio o alla luce. Sottoponendo la retina a luce artificiale di varia intensità, colore e frequenza si hanno rapide variazioni di potenziale, registrabili mediante elettroretinogramma (ERG).


Tratto da: Doctor's Guide - Fonte: The Lancet 2002; 359: 2251-53
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 9 Luglio 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_073.html

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