Prevenzione

L'insulino-resistenza nell’ipotalamo contribuisce all’insorgenza dell’obesità e del diabete

A cura di Giuseppe Perillo

I risultati di uno studio condotto sugli animali hanno dimostrato che l’insulino-resistenza originata nel nucleo arcuato dell’ipotalamo può essere il fattore scatenante per l’aumento di peso, l’obesità ed il diabete.

Il dr. Luciano Rossetti, dell’Albert Einstein College of Medicine nel Bronx, New York, ha riportato nel numero on-line del 20 maggio del Nature Neuroscience che migliorare l’azione dell’insulina in questa specifica area del cervello rappresenterebbe un nuovo modo di affrontare l’obesità ed il diabete.

Il dr. Rossetti ha poi specificato che il suo team, durante lo studio, ha indotto uno stato di insulino-resistenza nei ratti, diminuendo seletivamente il numero di ricettori dell’insulina in una piccola area dell’ipotalamo, che è coinvolta nella regolazione del bilancio energetico, nell’assimilazione del cibo e nel peso. Il numero di recettori insulinici nelle altre aree dell’ipotalamo e extra-ipotalamo non ha subito variazioni.

Questo ha portato rapidamente all’insorgere di iperfagia e di insulino-resistenza. Gli animali mangiavano di più, raddoppiando la loro massa grassa e sviluppando insulino-resistenza periferica.

Attualmente il team sta ricercando un modo di migliorare la sensibilità dell’insulina nel sistema periferico, o di migliorare gli effetti della leptina e degli altri ormoni coinvolti nel bilancio energetico, dai quali dipende l’obesità o il diabete. Questo studio fa supporre ai ricercatori che ci sia un comune approccio terapeutico sia per il diabete sia per l’obesità, e ciò potrebbe, in parte, avvenire attraverso il miglioramento dell’efficacia dell’insulina in questa particolare area del cervello.


Fonte: Reuters Health - Tratto da: Nature Neuroscience
Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe Perillo

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 18 Giugno 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_067.html

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