Lettera aperta

Dalla FAND di Roma la proposta di una rinnovata unità dell'associazionismo regionale

Ai Presidenti
delle Associazioni Laziali dei Diabetici
LL.SS

chi vi scrive è il neo eletto Presidente della Sezione di Roma della FAND (Federazione Associazioni Nazionali Diabetici). Nell’assumere l’incarico mi sono reso conto della frammentarietà territoriale del nostro comune impegno teso al benessere dei diabetici in termini di qualità della vita e per la tutela dei loro benefici assistenziali nella permanente condizione di malati cronici.

Mi sono reso conto anche della minaccia che incombe sui diabetici insita in una legge, la Legge n° 347 del 18/9/2001 (divenuta poi 405), con la quale è stato stabilito che, per il 2002, la spesa per i farmaci a livello nazionale e in ciascuna Regione non possa superare il 13% della spesa sanitaria totale. Una Legge certamente insidiosa perché spinge ad indirizzare l’assistenza in base a scelte economiche e non sanitarie che potrebbero portare ad un peggioramento dello stato di salute dei diabetici, con la conseguente prevedibile insorgenza di complicanze tardive dalle ben più onerose conseguenze economiche. Già da varie parti d’Italia molti diabetici denunciano tagli, spesso anche drastici, nella distribuzione di strisce reattive e di aghi pungidito, tagli che incidono e compromettono la regolarità e l’efficacia dell’autocontrollo. Visto che l’Italia è un Paese a macchia di leopardo e che i cittadini diabetici potrebbero trovarsi, di conseguenza, a ricevere livelli di assistenza diversi da Regione a Regione, il noto diabetologo Mario Zolli ha già invitato le Società scientifiche a battersi per ottenere uno stesso identico trattamento su tutto il territorio nazionale.

Ciò mi induce ad invitare i Presidenti delle Associazioni Laziali dei Diabetici a costituire un fronte comune per evitare che l’avviata regionalizzazione della Sanità e la mancanza di un criterio uniforme generale, consentano alla nostra Regione di agire procedendo, in mancanza di una particolare sensibilità sul problema diabete, a tagli indiscriminati sugli strumenti dell’autocontrollo o su quant’altro sia utile o necessario ai diabetici nella loro condizione di malati cronici.

E qui si ripropone la già ricordata frammentarietà territoriale del nostro Associanismo che rischia non solo di ridurre l’impatto ed il potenziale volume di pressione da esercitare sulle Istituzioni Sanitarie regionali ma, addirittura, di vanificare ogni nostra pur lodevole iniziativa nei loro confronti.

A conferma di quanto sopra vi cito un caso occorsomi recentemente : volendo intraprendere una campagna educazionale presso le Scuole pubbliche, tesa alla prevenzione dell’obesità giovanile e del conseguente rischio d’insorgenza del diabete, mi è stata preclusa qualsivoglia modalità di accesso al mondo scolastico in quanto “Associazione non referente unico a livello regionale”: una vera e propria dichiarazione di inagibilità del nostro volontariato nelle forme e con i limiti con i quali si è sviluppato fino ad oggi.

Siffatto stato di cose, in particolare, mi spinge a chiedervi di accogliere il mio invito ad uniformare e potenziare il nostro comune impegno nella tutela dei diabetici creando un punto di raccordo delle nostre azioni attraverso la costituzione di un organismo unitario regionale che, in prima battuta, potrebbe esser rappresentato da una Conferenza dei Presidenti alla cui guida designare, periodicamente ed a rotazione, ciascuno dei Presidenti laziali consentendo in tal modo, a ciascuno di noi, di confrontarci autonomamente con le rispettive comunità locali dei propri Soci ma di agire unitariamente, a livello regionale, nei confronti delle Istituzioni sanitarie come referenti unici dell’intero mondo dei diabetici nel Lazio.

In tale sede potremo esaminare le problematiche da affrontare e gli strumenti per risolverle per procedere, nel nostro comune impegno, con omogeneità ed uniformità anziché disperderci in interventi inevitabilmente piccoli e limitati.

Qualora foste d’accordo con la mia proposta o, più semplicemente, ne aveste altre da indicarmi vi prego di darmene conferma e/o notizia scrivendo a :

F. A. N. D
Sezione di Roma
Casella Postale 4177 - 00182 Roma Appia

In base alla vostra adesione stabilirò una data ed un luogo per un primo incontro e nell’attesa vi porgo i miei più cari saluti

Bruno dr. BRUNI
Presidente
FAND - Sezione di Roma


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 11 Giugno 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_064.html

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