Il presidente Enzo Ghigo:
i prodotti salvavita restano gratuiti

«Servirà a migliorare il servizio»

Maurizio Tropeano
Articolo prelevato da La Stampa 5 Aprile 2002

«La protesta dei cittadini è una reazione legittima che io capisco e comprendo. Ma a tutti voglio fare una domanda: è meglio pagare una quota fissa per le medicine o arrivare a settembre ed essere costretti a pagarle per intero visto che senza interventi correttivi la Regione si sarebbe ritrovata senza soldi per coprire il costo dei farmaci?».
Ieri era il primo giorno in cui i farmacisti hanno preteso il pagamento del ticket sulle medicine ed Enzo Ghigo, presidente della Giunta regionale, non si dimostra sorpreso delle reazioni negative: «Abbiamo chiesto un sacrificio - spiega - ma lo abbiamo fatto perché vogliamo garantire un servizio di qualità per tutti i piemontesi. Con loro io mi prendo l'impegno politico di assicurare una sanità sempre migliore».

Presidente questo è non è il primo sacrificio che la Regione impone. Prima c'è stato l'aumento dell'addizionale Irpef e adesso l'introduzione del ticket sul pronto soccorso. È vero che siete l'unica regione in Italia a ricorrere a questa triplice imposizione?
«No. Lo ha fatto anche il Veneto e nelle altre regione, come l'Emilia Romagna, una tassa sull'uso improprio del pronto soccorso c'è già da anni. A dire il vero quel ticket esiste già in Piemonte, ma nessuna azienda ospedaliera lo ha mai applicato. Adesso abbiamo deciso di fare sul serio: le porte dell'emergenza non saranno chiuse in faccia a nessuno ma chi usa le strutture in forma impropria deve sapere che sarà chiamato a partecipare alla spesa. Tutto qui. Ci sarà una fase sperimentale poi verificheremo i risultati con i direttori delle Asl. Il nostro messaggio è chiaro: basta con l'uso improprio e immotivato dei servizi pubblici».

Presidente la gente protesta perché non avete fatto nessuna distinzione di reddito. Ricchi e poveri pagano lo stesso ticket. Perché?
«È vero. Ma noi abbiamo ripristinato le modalità del vecchio ticket, quello che il centrosinistra ha abolito alla vigilia delle elezioni per pura propaganda e che ha portato alle lievitazione della spesa farmaceutica.
L'introduzione di una quota fissa a carico dei cittadini era necessaria per bloccare questo trend di crescita della spesa. I farmaci salvavita sono gratuiti».

Presidente Ghigo non era possibile informare meglio i cittadini magari posticipando l'entrata in vigore del provvedimento?
«Guardi è da mesi che si parla, anche sui giornali, dell'adozione di misure di contenimento della spesa. A marzo si è registrato un incremento dei costi vicino al trenta per cento. Per evitare una corsa al farmaco e fenomeni di accaparramento, che per altro ci sono stati, era necessario rendere immediatamente attuativa la decisione. È quello che la Giunta ha fatto su mia pressione».

Una decisione che ha provocato le proteste non solo dell'opposizione e dei sindacati ma anche di alcuni partiti della sua maggioranza come Ccd e Cdu. La Lega Nord minaccia l'ostruzionismo e chiede il ritiro del provvedimento. Lo farete?
«No. Più volte abbiamo discusso il provvedimento con le formazioni della Casa delle Libertà. La Giunta ritiene che si tratti di un atto necessario per ottenere nuove risorse da spendere per abbattere le liste di attesa e garantire gratuitamente alcuni dei servizi dei Lea. Mi auguro che nessuno della maggioranza voglia ostacolare la legge di bilancio».


N.d.r.: L'ultima frase della delibera recita: "A far data dal 4 aprile 2002 sono tenuti a corrispondere la quota fissa di 1 Euro per ogni pezzo di farmaco prescritto fino ad un massimo di 3 Euro per ricetta, per i farmaci correlati alla propria patologia e dei quali è consentita la pluriprescrizione fino a tre pezzi per ricetta, gli assistiti cui è stato riconosciuto il diritto all’esenzione per malattie croniche ed invalidanti ai sensi del D.M. 28 maggio 1999, n.329, e successive integrazioni"
Chiediamo quindi al Presidente Ghigo: ritiene forse che l'insulina non sia un farmaco salvavita, visto che ha affermato che tali farmaci restano esenti da ticket? Ritiene forse che una legge nazionale come il D.M. 1° febbraio 1991, n. 32 non sia più valida?


Tratto da: La Stampa - L'articolo è di Maurizio Tropeano

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 8 Maggio 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_049.html

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