Chirurgia e diabete

Rischi della chirurgia vascolare in pazienti diabetici

A cura di Silvia Demartini

Spesso si è consigliato ai diabetici di non sottoporsi ad interventi importanti di chirurgia vascolare, anche se avrebbero potuto migliorare la circolazione del paziente: si ritiene tutt’ora che tali operazioni comportino un rischio eccessivo per il paziente diabetico. Piuttosto, se necessario, si è ricorsi alle amputazioni.

Il maggior rischio post-operatorio è legato al fatto che il diabete, nel corso degli anni, può compromettere il sistema circolatorio, provocando un indurimento precoce ed accelerato delle arterie, problemi di coagulazione e gangrene alle estremità degli arti.

Uno studio condotto dal dr. Hamden e colleghi dell’Istituto di Medicina di Harvard a Boston ha recentemente messo in discussione queste convinzioni.

Sono state analizzate 6565 operazioni chirurgiche vascolari, effettuate nel corso di 10 anni; si trattava di interventi all’aorta, alla carotide e di rivascolarizzazioni degli arti inferiori. Circa i 2/3 dei pazienti erano diabetici.

Da questa analisi è emerso che non solo il diabete non è un fattore di rischio indipendente per l’infarto, l’insufficienza cardiaca congestizia e la mortalità post-operatoria ma, addirittura, è associato nel breve periodo ad un tasso di mortalità inferiore: 0,96% contro l’1,46% dei non diabetici.

Questo risultato sorprendente potrebbe essere spiegato - sostiene il dr. Hamden - con la valutazione pre-operatoria più accurata cui sono sottoposti i pazienti diabetici, proprio a causa della loro malattia. Il suo dipartimento lavora in stretta collaborazione con la Joslin Clinic di Boston, che si avvale di un team multidisciplinare di diabetologi, endocrinologi, cardiologi, anestesisti e infermieri specializzati in diabete.

“Non sto dicendo che sia un vantaggio essere diabetici” - precisa il dr. Hamden - “ma che il diabete in sé e per sé non dovrebbe precludere la possibilità di sottoporsi ad un intervento di chirurgia vascolare. I diabetici dovrebbero essere trattati come chiunque altro, valutando caso per caso.”

Lo studio ha tuttavia evidenziato, nei 5 anni successivi all’intervento chirurgico, una minore percentuale di sopravvivenza tra i pazienti diabetici.


Traduzione e adattamento a cura di Silvia Demartini
Tratto da: Diabetes Daily News - Fonte: Arch Surg 2002;137:417-421

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 29 Aprile 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_047.html

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