Prevenzione delle complicanze

La correzione di anormalità biomeccaniche riduce molto il rischio di ulcere del piede diabetico

Traduzione di Gigliola Paviotti

Due complicanze strutturali sono collegate con lo sviluppo delle ulcere del piede diabetico, ma il problema può essere minimizzato con la loro correzione.

All’incontro annuale dell’American College of Foot and Ankle i ricercatori hanno affermato infatti che la correzione della rigidità del tendine di Achille e della limitata mobilità dell’alluce, possono ridurre o addirittura eliminare i traumi al piede e le ulcere diabetiche.

Il dottor Troy Boffeli, del Region Hospital di St. Paul, ha riportato che, nella maggioranza dei casi, le prime ulcere diabetiche sono dovute ad anormalità biomeccaniche del piede.

Insieme ai suoi colleghi, egli ha selezionato 26 pazienti diabetici (33 piedi) con una prima ulcera nell’alluce. Quasi tutte queste ulcere erano collocate sulla superficie del plantare mediale e nel giunto interfalangiale. Il piede dimostrava una mobilità limitata del gastrocnemio, e una limitata mobilità e qualche abduzione dell’alluce.

"Il primo esame (clinico) del piede dovrebbe includere la valutazione biomeccanica al fine di individuare il problema" ha detto il dottor Boffeli. "Bisogna alleviare la pressione anormale sull’alluce in modo conservativo o tramite intervento chirurgico. La serie degli esercizi di mobilità è di beneficio limitato. Il paziente deve modificare il meccanismo del piede o ha bisogno di un intervento".

"Nei pazienti diabetici con una prima amputazione ad un dito, c’è una alta probabilità che si renda necessaria una seconda amputazione nel giro di un anno", ha notato il dott. Boffeli. "Le anormalità biomeccaniche sottovalutate contribuiscono alla prima amputazione prima di tutto e portano poi ai problemi conseguenti."

(Molti pazienti diabetici sviluppano la Neuroartropatia di Charcot con instabilità e possibile dislocazione della caviglia. Il dr. L.A. Di Domenico allo stesso meeting ha presentato i suoi dati riguardanti il posizionamento di plantari che stabilizzano la caviglia e prevengono la successiva perdita ossea e dei tessuti molli in 13 pazienti con Piede di Charcot).

Questi pazienti tendono ad avere osteonecrosi e microfratture" – ha detto il dott. Di Domenico. " Il piede si deformava con un alto rischio di ulcerazioni".

Sui pazienti è stato prima effettuato un allungamento del tendine di Achille per allentare la pressione sulla zona mediale e frontale del piede, quindi il piede è stato stabilizzato con dei plantari.

"È ancora presto per parlare, ma i risultati sono promettenti – ha detto il chirurgo – Bisogna attendere che passino almeno cinque anni prima di giungere a una qualsiasi conclusione sicura. Finora non ci sono state fratture, né alterazioni del tessuto molle e nessuna ulcera in nessuno dei pazienti".


Tratto da: Reuters Health
Traduzione di: Gigliola Paviotti - Consulenza: Fabio Bacetti

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 19 Aprile 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_044.html

Nessuna patologia sulla tessera elettorale Indice delle news 2002 Indice delle news 2002
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet