Ricerca e prevenzione
Dieta e uso di tabacco: una analisi del DCCT (Diabetic Control and Complications Trial)
Traduzione di Valentina Maria Cambuli
I ricercatori del DCCT hanno registrato attentamente le abitudini alimentari e del fumo di tabacco in soggetti con diabete di tipo 1. Usando i dati relativi ai diabetici di tipo 1 di 27 centri di riferimento, i ricercatori hanno analizzato la relazione fra il fumo di tabacco e l’introito di nutrienti.
In particolare sono stati valutati, all’inizio dello studio e a distanza di due e quattro anni, l'associazione fra il fumo e il consumo di nutrienti, il valore dell'emoglobina glicosilata (HbA1c), l’indice di massa corporea (BMI) e i livelli sierici di lipidi.
Il risultato è stato che il fumo di sigarette, sigari o pipe è correlato con un significativo incremento dell’introito calorico negli uomini ma non nelle donne. Sia uomini che donne hanno comunque consumato più grassi, colesterolo e alcool. Le donne fumatrici hanno valori più elevati del rapporto fra le lipoproteine a bassa e ad alta densità (LDL/HDL) ed un valore più alto dei trigliceridi.
Negli uomini fumatori il colesterolo sierico, il rapporto LDL/HDL, la frazione LDL e i trigliceridi hanno valori significativamente più alti di quelli di uomini non fumatori. Il colesterolo HDL è più basso nei fumatori e nelle fumatrici.
In conclusione, esiste un'associazione significativa fra fumo, dieta e rischio di aterosclerosi, cancro e altre malattie degenerative. La forte associazione del tabacco con malattie cardiache, ictus e vasculopatie sarebbe almeno in parte correlata alla somma dei due fattori: tabacco e dieta ad alto contenuto lipidico.
Inoltre, una dieta iperlipidica e il fumo di tabacco probabilmente sono responsabili dell’aumentato rischio nella popolazione di sviluppare diabete tipo 2 e iperlipidemia.
Quindi, i fumatori dovrebbero essere informati su queste associazioni.
Tratto da: Medscape
Traduzione e adattamento a cura di: Valentina Maria CambuliData ultimo aggiornamento: Martedì, 9 Aprile 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2002/n2002_040.html
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