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REGIONE LAZIO

Piano Sanitario Regionale Triennio 2002 - 2004


Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 24 del 30 agosto 2002, supplemento ordinario n. 7

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2.3.1 DIABETE MELLITO

DEFINIZIONE DEL TEMA

Per diabete mellito si intende un gruppo di patologie metaboliche caratterizzate da iperglicemia e dovute ad un difetto della secrezione e/o dell'azione dell'insulina. L'iperglicemia cronica del diabete è associata a danni a lungo termine, a disfunzioni e ad insufficienza di vari organi, specialmente cuore e vasi sanguigni, occhi, nervi e reni.
I vari tipi di diabete differiscono per origine e gravità e coinvolgono fasce di età differenti; la caratteristica comune è di richiedere forme continue di controllo e di trattamento e di esporre i pazienti affetti ad un rischio aumentato di morbosità e mortalità.
Anche ai fini di una adeguata programmazione sanitaria è necessario distinguere le due principali modalità di presentazione della malattia diabetica. Il diabete di tipo I necessita obbligatoriamente della terapia insulinica, è ad insorgenza per lo più giovanile, si presenta con un quadro clinico di complessa gestione per l’elevata probabilità di scompenso dell’equilibrio metabolico il quale può mettere a rischio la vita stessa del paziente. Il diabete di tipo II non necessita obbligatoriamente della terapia insulinica; insorge prevalentemente in età adulta, differenziandosi dal tipo I per caratteristiche cliniche e per una maggiore “compliance” del paziente nei riguardi della terapia.
Il diabete può essere la causa di gravi complicanze quali la cecità, l’IRC, la cardiopatia ischemica e l’ulcera del piede.

Epidemiologia della malattia

L’incidenza del diabete mellito di tipo I nel mondo presenta una notevole variabilità legata a fattori razziali o geografici. Nel Lazio l’incidenza varia da 8 a 10 individui di età inferiore a 15 anni/100.000 per anno; ogni anno nella regione Lazio si riscontrano fra 75 e 85 nuovi casi di diabete in età pediatrica. La prevalenza del diabete di tipo 1 nella popolazione generale è di circa l’1 per 100, pertanto il numero stimato di soggetti con la patologia risulta di poco superiore a 5.000.
Secondo l’indagine Multiscopo ISTAT(1999-2000) nel Lazio la stima delle persone che dichiarano di soffrire di diabete è pari al 3,4%; in termini assoluti il numero di diabetici nella regione risulta compreso tra 146.000 e 207.000 unità.
I diabetici hanno una mortalità 2-3 volte più elevata rispetto ai non diabetici; in termini di riduzione dell’aspettativa di vita rispetto alla popolazione generale, la stima è di circa 7-10 anni in meno.
Il tasso di mortalità specifica per diabete mellito nel Lazio (Codici ICD-9: 2500-2509) nel periodo 1993-1998 è stato pari a 18/100.000 tra gli uomini e a 16/100.000 tra le donne, rappresentando la sesta causa di morte.
Rispetto alla popolazione generale risulta più elevata di almeno il doppio la morbosità e la mortalità per cardiopatia ischemica, patologie vasculo-cerebrali e patologie degli arti inferiori. Il 50% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori si verificano nei diabetici, con una frequenza 40 volte più elevata rispetto alla popolazione generale. La nefropatia diabetica costituisce un notevole problema socio-sanitario, per l’elevato costo sociale conseguente alla ridotta capacità lavorativa delle persone affette e per l’elevata morbosità. Il diabete mellito rappresenta una delle cause principali di IRC. Nel Lazio circa il 18% dei nuovi ingressi in dialisi hanno come nefropatia di base il diabete. Studi osservazionali prospettici hanno dimostrato che circa il 20% dei pazienti con una microalbuminuria persistente manifestano entro 9 anni una IRC.
Si stima che il 15% di tutte le cecità è imputabile alla malattia diabetica, rappresentando la più importante causa non traumatica di cecità. Rispetto alla popolazione generale i pazienti diabetici sono affetti da cecità con una frequenza 25 volte più elevata.
Nell’anno 2000 il tasso di ospedalizzazione per ricoveri ordinari con diagnosi principale di diabete è stato pari a 154/100.000; se si fa riferimento alle dimissioni con diagnosi principale o secondaria di diabete il tasso è stato pari a 952/100.000. Il 38,9% delle dimissioni con diagnosi principale di diabete si riferiva a diabete con complicazioni; questa percentuale scende al 21,6% delle dimissioni con diagnosi principale o secondaria di diabete. I ricoveri con diagnosi principale alla dimissione di diabete rappresentano nel Lazio circa l’1% di tutti i ricoveri e quelli con diagnosi principale o secondaria di diabete circa il 6%. Fra tutti i ricoveri ordinari per DRG riferibili a diabete, l’11,6% riguardavano persone con età inferiore ai 35 anni.
Secondo lo studio europeo CODE-2, relativo ai costi del diabete e pubblicato nel 2000, la spesa per ciascun paziente assorbe risorse per 2991,32 euro (5.792.000 di lire) l’anno. Sulla base di questi dati, nel Lazio la spesa sanitaria complessiva per il diabete può essere stimata in circa 516,5 milioni di euro (circa 1.000 miliardi di lire).
Circa il 60% della spesa complessiva è imputabile ai ricoveri ospedalieri, il resto, quasi nella stessa misura, alle terapie farmacologiche ed alle visite ambulatoriali. La metà delle visite specialistiche sono effettuate per il trattamento delle complicanze. Lo studio CODE-2 valuta in 1188,36 euro (2.301.000 lire) la spesa per il paziente diabetico senza complicanze, 3120,95 euro (6.043.000 lire) per il paziente diabetico con complicanze macrovascolari, 4143,53 euro (8.023.000 lire) per chi è affetto da complicanze microvascolari, 5573,60 euro (10.792.000 lire) per chi è affetto da ambedue le complicanze. In particolare, tra le complicanze il piede diabetico, specie nel caso di amputazione, rappresenta una patologia ad elevato consumo di risorse a seguito della prolungata ospedalizzazione, della necessità di interventi riabilitativi e di assistenza domiciliare. Il tasso di ospedalizzazione per DRG riferibili ad amputazioni agli arti nei pazienti diabetici nel 2000 è stato pari a 6/100.000.

AREA DI INTERVENTO 1: Aumentare le conoscenze sulla epidemiologia del diabete di tipo 1 e 2

Obiettivo 1.1

Stimare l’incidenza e la prevalenza del diabete mellito di tipo I e II e le sue complicanze, potenziando la sorveglianza epidemiologica, regionale e locale.

AREA DI INTERVENTO 2: Promuovere la qualità dell’assistenza nell’area delle cure primarie e la continuità assistenziale fra cure primarie e secondarie del diabete di tipo 1 e 2

Obiettivo 2.1

Favorire l’identificazione precoce degli individui a rischio per anamnesi familiare e stile di vita, a livello dell’area delle cure primarie (MMG e PLS).

Obiettivo 2.2

Predisporre interventi educativi diretti alla popolazione per la prevenzione della malattia diabetica e delle sue complicanze. 137

Obiettivo 2.3

Produrre LG regionali sulla malattia diabetica rivolte agli operatori sanitari.

Obiettivo 2.4

Incentivare i MMG con progetti finalizzati ad una migliore gestione del paziente diabetico.

Obiettivo 2.5

Migliorare la qualità della vita attraverso la riduzione delle complicanze: cecità, insufficienza renale ed ulcere del piede.

Obiettivo 2.6

Promuovere interventi integratii socio-sanitari in persone con grave disabilità ed in situazione di disagio sociale.

Obiettivo 2.7

Garantire controlli di salute appropriati per le donne in gravidanza con diabete mellito o gestazionale.

AREA DI INTERVENTO 3: Diabete giovanile

Obiettivo 3.1

Garantire che la cura dei bambini e adolescenti con diabete sia assicurata dai Servizi di Diabetologia Pediatrica di riferimento in collaborazione con il PLS.

Obiettivo 3.2

Assicurare al bambino e adolescente con diabete ed alla famiglia un adeguato supporto sociale, psicologico, economico ed educativo specifico.

Obiettivo
Azione
Attore
1.1
Sperimentazione di un Sistema Informativo (SI) basato su di una rete di Medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera Scelta (PLS).
ASL
1.1
Produzione di un rapporto regionale annuale che, sulla base di informazioni del ReNCaM, del SIO, del SIAS e del Registro Dialisi descriva l’epidemiologia della malattia diabetica.
ASP
2.1
Promuovere a livello di MMG e PLS l’identificazione precoce dei soggetti con fattori di rischio di diabete o con diabete. Promuovere forme di collegamento fra MMG e PLS e Servizi di Diabetologia di riferimento sia per adulti che pediatrici.
ASL
2.2
Formazione di un medico per Distretto responsabile della campagna educativa. Realizzazione di un opuscolo da destinare agli assistiti dei MMG e PLS ed ai pazienti in trattamento presso i Centri di Diabetologia per adulti e pediatrici.
ASL
2.3
Elaborazione e diffusione di LG sulla prevenzione e trattamento della malattia diabetica realizzate con il coinvolgimento delle società scientifiche, dei MMG, PLS e delle associazioni dei malati.
Regione, ASL
2.4
Attivazione di progetti specifici per incentivare l’adesione alle LG regionali da parte dei MMG, PLS e dei Servizi di Diabetologia Pediatrici e degli adulti. Definizione di protocolli che garantiscano la continuità assistenziale fra cure primarie e Servizi di Diabetologia delle ASL.. Realizzazione di indagini campionarie finalizzate a valutare l’adeguatezza dei profili di trattamento.
Aziende sanitarie
2.5
Definizione di protocolli assistenziali per i casi complessi (pazienti con diabete scompensato e con complicanze). Attivazione di un sistema che promuova la continuità assistenziale fra servizi di diabetologia e servizi specialistici (ad esempio nefro-dialitici). Realizzazione di un SI dei pazienti con complicanze.
ASL
2.6
Garanzia della presenza di una figura di collegamento per la realizzazione di interventi integrati socio-sanitari che prevedano il coinvolgimento dei servizi di diabetologia, dell’area dell’assistenza sociale e del volontariato sociale. Identificazione precoce dei bisogni non sanitari inevasi in gruppi di popolazione vulnerabili.
ASL
2.7
Realizzazione di protocolli di presa in carico precoce da parte di centri ostetrici-neonatologici di III livello per le donne con diabete mellito o gestazionale.
ASL
3.1
Definizione di protocolli per una gestione comune del bambino diabetico da parte dei servizi di diabetologia pediatrica e del PLS. Realizzazione di incontri periodici sui bisogni di salute del bambino con diabete da parte del Servizio di diabetologia pediatrica e dal PLS. Diffusione delle LG di assistenza al bambino e adolescente con Diabete tipo 1 elaborate dai Servizi di diabetologia pediatrica di riferimento nella Regione Lazio e pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio in data 09/02/2002.
Aziende sanitarie
3.2
Garantire il supporto di specifiche competenze professionali (psicologo, dietista, pedagogista, assistente sociale) ai Servizi di Diabetologia Pediatrica di riferimento indispensabili per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico.
Regione, ASL
3.3
Predisporre da parte dei Distretti progetti integrati socio-sanitari per la realizzazione di Campi Scuola per bambini e adolescenti con diabete tipo 1. Predisporre da parte dei Distretti progetti integrati socio-sanitari che consentano interventi educativi e di supporto terapeutico nelle scuole frequentate da bambini con diabete.
ASL
3.4
Assumere le opportune iniziative per assicurare l’assistenza ai bambini e adolescenti con diabete e renderla omogenea su tutto il territorio regionale in accordo con l’erogazione ed il mantenimento dei LEA. Elaborare le procedure per il controllo di qualità e appropriatezza dell’azione e per la verifica dei risultati.
Regione, Aziende sanitarie

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Data ultimo aggiornamento: Martedì, 18 Maggio 2004 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/r3_68.html


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