AVVERTENZA

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Legge Regionale n. 37 del 2 luglio 1999
Regione Abruzzo

Piano Sanitario Regionale 1999 - 2001.

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE ABRUZZO
N. 29
del 27 agosto 1999

Il CONSIGLIO REGIONALE ha approvato;
Il COMMISSARIO DI GOVERNO ha apposto il visto;
Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1

1. È approvato il piano sanitario regionale per il triennio 1999/2001 di cui all’allegato "A".


ARTICOLO 2

1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel "Bollettino Ufficiale della Regione".
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Abruzzo.

Data a L'Aquila, addì 2 Luglio 1999


ALLEGATO 1


ALLEGATO A


REGIONE ABRUZZO


PIANO SANITARIO REGIONALE


Triennio
1999 - 2001

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Scheda n. 3.14. Ambito d’intervento:

3. - INDIRIZZI DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLE ATTIVITÀ

Tematica:

3.14. - L’intervento per la prevenzione e la cura del diabete mellito

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Parte Quarta

I SOGGETTI E GLI STRUMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE

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  • I MEDICI DI MEDICINA GENERALE ED I MEDICI PEDIATRI DI LIBERA SCELTA

    Se nel passato la Medicina Generale (M.G.) veniva considerata solo come risorsa clinica e assistenziale, importante per il S.S.N., oggi le si può riconoscere di svolgere un decisivo ruolo di regolazione e di integrazione tra clinica e gestione.

    La M.G. è destinata ad assumere sempre più un ruolo determinante nell’allocazione e nella distribuzione delle risorse del S.S.N.. Infatti:

    Alla luce delle condizioni sopra esposte si delinea il ruolo del MG come medico di famiglia.

    Questi, nella premessa della nuova Convenzione nazionale (in applicazione dei DD.LLvvi 502/1992 e 517/1993), è parte integrante ed essenziale dell’organizzazione sanitaria complessiva ed opera a livello distrettuale per l’erogazione delle prestazioni demandategli dal Piano Sanitario Nazionale, come i livelli di assistenza da assicurare in modo uniforme a tutti i cittadini, nell’ambito degli obiettivi e secondo le modalità dettati dalla programmazione regionale, dalla convenzione e dagli accordi regionali.

    La sua valorizzazione ed il suo responsabile impegno costituiscono strumenti fondamentali da utilizzare per la realizzazione di obiettivi tesi a coniugare qualità e compatibilità economica, efficienza con equità e solidarietà.

    Gli strumenti atti a promuovere il ruolo del MG nell’erogazione delle "cure primarie" riguardano principalmente i seguenti aspetti:

    1) interventi sanitari in forma aggiuntiva rispetto a quelli previsti dalla Convenzione Nazionale e rivolti:

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    Parte Quinta

    INDIRIZZI PROGRAMMATICI E PROGETTI OBIETTIVO

    NUOVI INDIRIZZI PROGRAMMATICI

    Mentre si confermano gli indirizzi programmatici assunti con il Piano Sanitario Nazionale 1994-1996, che, peraltro, potranno essere oggetto di successivi aggiornamenti, si indicano di seguito "nuovi" indirizzi programmatici dettati dalle esigenze assistenziali emerse nel corso del 1° P.S.R.

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    INTERVENTI PER NEFROPATIE

    L’incidenza ed il peso sociale delle nefropatie sono in costante aumento in Italia e nel mondo e richiedono un impegno crescente delle strutture sanitarie e l’impiego di notevoli risorse finanziarie, strumentali ed umane.

    La Regione Abruzzo intende:

    A) Promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce delle nefropatie e gli interventi atti a rallentare la loro progressione verso la fase uremica mediante:

    A.1) istituzione del Registro Nefrologico Regionale finalizzato alla rilevazione ed al successivo regolare aggiornamento dei dati relativi a:

    Attraverso il Registro Nefrologico regionale è possibile raggiungere i seguenti obiettivi:

    A.2) Attuazione di programmi di educazione sanitaria e di osservazione epidemiologica da effettuarsi all’interno delle singole AUSL con corsi sanitari presso scuole ed ambienti di lavoro e screenings clinici, ematochimici ed urinari, controllo di pazienti a rischio di nefropatie secondarie a diabete, ipertensione arteriosa, connettiviti, gotta, etc., controllo di gruppi familiari in caso di nefropatie congenite e/o ereditarie, con il concorso delle strutture territoriali preposte (Dipartimento di prevenzione e D.S.B.) e delle strutture specialistiche (Servizi e Reparti di Nefrologia e Dialisi). B) Razionalizzazione della distribuzione dell’intervento terapeutico sul territorio ed adeguamento delle strutture esistenti, tenendo presente che oltre i 900 pazienti attualmente in trattamento nella Regione, circa 130 nuovi pazienti uremici necessitano annualmente di trattamento dialitico. Ciò va realizzato mediante:

    1. affidamento della responsabilità dell’intervento terapeutico a specialisti nefrologi attraverso incarichi a dirigenti medici di 1° livello;
    2. adeguamento della dotazione organica del personale medico ed infermieristico sulla base dei carichi di lavoro rappresentati dai pazienti in trattamento dialitico e dalle attività aggiuntive (day hospital, dialisi peritoneale, ecc.).

    In riferimento alla dotazione di posti-letto di dialisi ed alle strutture associate, si fa obbligo alle A.USL di verificare annualmente l’attività svolta dai servizi di dialisi e di adeguare conseguentemente posti-letto e dotazione organica, al fine di evitare carenze o eccedenze di personale e di strutture.

    Per i presidi ospedalieri con centri di dialisi senza posti letto nefrologici, per le necessità di ricovero dei pazienti dializzati, devono essere utilizzati posti letto del Dipartimento Medico, sotto la responsabilità terapeutico - assistenziale del Dirigente del centro dialisi.

    Con delibera della Giunta regionale saranno regolamentate le modalità di effettuazione di dialisi per pazienti provenienti da altre Regioni o dall’estero, temporaneamente presenti, e l’eventuale numero aggiuntivo dei posti letto di dialisi da allocare negli Ospedali pubblici e privati del territorio di riferimento, al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti uremici.

    Ai sensi del D.M. del 22.7.1996 (G.U. n. 216 del 14.09.1996), l’attività dialitica è svolta in regime ambulatoriale.

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    Parte Sesta

    L SISTEMA DEI CONTROLLI E LA PROMOZIONE DI QUALITÀ

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    CONTROLLI DI RISULTATO

    Il più significativo controllo dei risultati conseguiti dal servizio sanitario regionale è quello epidemiologico sullo stato di salute della popolazione. L’analisi su base annua dello stato di salute della popolazione attraverso i parametri classici utilizzati a questo scopo (mortalità, morbosità rilevata di routine, anagrafe vaccinale, registro tumori regionale, registro regionale del diabete giovanile, registro degli handicaps, sistema informativo malattie infettive diffusive / Simid, osservatorio sulla sicurezza del lavoro, etc.) consente l’elaborazione della relazione sullo stato sanitario della popolazione, strumento di lavoro indispensabile per gli operatori sanitari e per la programmazione dell’offerta dei servizi.

    Al fine di monitorare l’impatto dei servizi sanitari sulla salute della popolazione potrebbe essere utile avviare la rilevazione epidemiologica di variabili meno tradizionali quali la qualità della vita di gruppi selezionati di popolazione (malati di particolari forme morbose, anziani, donne in gravidanza, adolescenti, etc.) e anche il fabbisogno di assistenza della popolazione in rapporto all’offerta di servizi.

    Il confronto dell’andamento delle variabili misurate in anni successivi consente il controllo più significativo dell’attività del servizio sanitario regionale, ma consente anche di avviare una riflessione tra gli operatori per far riemergere il senso primario del loro agire e valorizzarlo sia in termini di rilevanza sociale ed etica che di prestigio e immagine.

    Allo scopo di rendere operativa l’analisi dello stato di salute della popolazione, l’impegno maggiore è senz’altro richiesto dal coinvolgimento di ogni singolo operatore sanitario nell’attività epidemiologica. Pertanto un obiettivo del triennio 1999 - 2001 è quello di favorire la creazione di una rete di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta che in modo volontario, ed attuando modelli sperimentali, possano fornire dati sanitari su un campione statisticamente significativo di popolazione regionale in modo tale da realizzare un registro epidemiologico almeno su base distrettuale

    La cultura del controllo si diffonde anche a partire dalla chiarezza nella definizione degli obiettivi, pertanto è opportuno che le singole Aziende provvedano a rendere espliciti e pubblicizzati gli obiettivi di risultato che si intendono conseguire.

    Altri risultati rilevanti ai fini del controllo sono già oggetto di rilevazione e valutazione (prestazioni, ricoveri, etc.) ed è importante poterli confrontare con lo stato di salute, che è il prodotto vero del sistema sanitario.


    Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 26 Luglio 2001 6:00:00
    URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/r3_15.html

  • Modifica alla l.r. 14.5.1999 n. 28, recante disposizioni per la prevenzione e cura del diabete mellito Indice leggi regionali 'Lantus insulina glargine' D.M. 4 agosto 2003
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