AVVERTENZA

Il testo sotto riportato è riprodotto solo a scopo informativo e non se ne assicura la rispondenza al testo della stampa ufficiale, a cui solo è dato valore giuridico. Non si risponde, pertanto, di errori, inesattezze ed incongruenze dei testi qui riportati, nè di differenze rispetto al testo ufficiale, in ogni caso dovuti a possibili errori di trasposizione.


Documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato

(legge 6 marzo 1998 n. 40, art. 3)

 

. . . omissis . . .

PARTE TERZA: Politiche di integrazione

. . . omissis . . .

B) Garantire pari opportunità di accesso e tutelare le differenze

Come è stato sottolineato nel punto precedente, la filosofia di fondo che ispira la politica di integrazione dell’Italia, condivisa oggi da gran parte di paesi europei, consiste essenzialmente nel mettere gli stranieri nella condizione di vivere "normalmente", quindi colmare il divario di conoscenze derivante dalla specifica condizione di straniero (conoscenza della lingua, accesso all’istruzione, ai servizi sanitari, alla formazione professionale, alle politiche di alloggio pubblico etc.) che li penalizza rispetto ai cittadini italiani in condizioni economiche e sociali comparabili. Per quanto riguarda aspetti della condizione dello straniero, l’obiettivo della politica di integrazione è quindi quello di includere gli immigrati nell’ambito di politiche volte a risolvere problemi di segmenti specifici della popolazione presente sul territorio (in particolare persone a basso reddito) della quale spesso gli immigrati sono una parte importante. Quindi avremo misure per l’integrazione degli immigrati in quanto segmento della struttura sociale avente caratteristiche particolari, dall’altro misure per la tutela degli immigrati che condividono con altri italiani condizioni di disagio o di basso reddito, quindi insieme a loro da tutelare.

. . . omissis . . .

Sanità: la difficoltà di utilizzare i servizi sanitari è anch’esso un problema che molti stranieri condividono con i cittadini italiani. Anche in questo campo quindi l’obiettivo di una politica di integrazione è quello di dare agli stranieri le informazioni necessarie sul funzionamento e sulle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e sulle modalità di accesso. Ci sono però due aspetti molto particolari da considerare nella previsione di un’assistenza sanitaria efficace: la forte connotazione culturale della malattia, della cura, del rapporto con il proprio corpo e della manifestazione agli altri della propria malattia; la condizione di illegalità di alcuni stranieri presenti sul nostro territorio ai quali assicurare uno dei diritti fondamentali come quello della salute. Questo secondo aspetto è risolto con quanto già previsto dalla legge attualmente in vigore; più articolata dovrà invece essere l’applicazione della legge per venire incontro alle esigenze evidenziate nel primo punto, in quanto presuppongono, anche nell’ambito dei servizi sanitari pubblici, modalità di prestazione che rispettino le esigenze di persone appartenenti ad altre culture (es. medici donne per alcune specializzazioni, mediatori culturali).

. . . omissis . . .

C) Assicurare i diritti della presenza legale

. . . omissis . . .

Legge 6 marzo 1998, n. 40 Indice legislazione Piano Sanitario Nazionale 1998-2000
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


With support of SIR