Mozione n. 1/00174 - Senato
Garantire le cure ai pazienti diabetici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionalepresentata da
EMANUELA BAIO DOSSI (PD)
mercoledì 22 luglio 2009, seduta n.241:BAIO, TOMASSINI, ASTORE, BASSOLI, BIANCHI, BIANCONI, BOSONE, CALABRÒ, D’AMBROSIO LETTIERI, FOSSON, GRAMAZIO, GUSTAVINO, RIZZI
Il Senato
Premesso che:il diabete è ritenuto una malattia sociale in quanto coinvolge circa 3 milioni di italiani, rappresenta la prima causa di cecità acquisita ed è una delle cause più importanti di insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto;
il diabete, se non curato precocemente e in modo appropriato fin dall’infanzia, determina complicanze ed invalidità;
vista la diffusione della patologia è stata istituita la Giornata mondiale del diabete che si celebra il 14 novembre, per poter sensibilizzare le istituzioni e i cittadini alla prevenzione della malattia;
una persona affetta da diabete grava sulla sua famiglia e le condizioni socio-economiche sono fortemente correlate alla gestione della malattia;
il decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329, recante “Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche e invalidanti ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124”, aveva riconosciuto il diabete mellito quale patologia che dà diritto “all’esenzione dalla partecipazione al costo per le correlate prestazioni sanitarie incluse nei livelli essenziali di assistenza, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124”;
ad oggi diverse prestazioni per la cura e la prevenzione delle complicanze connesse alla patologia del diabete non sono incluse nei livelli essenziali di assistenza, come il cosiddetto “piede diabetico”, il quale comporta una cura non solo molto dolorosa, ma anche complessa, lunga, costosa, e soggetta a ticket;
sono altresì esclusi gli esami ematochimici, gli esami strumentali, l’educazione terapeutica, ed anche, paradossalmente, le dichiarazioni e/o attestazioni di idoneità alla guida di autoveicoli per il rinnovo della concessione della patente, così come molte altre prestazioni;
la ricerca sul diabete negli ultimi dieci anni ha avuto degli sviluppi importantissimi, come per esempio i sensori glicemici, in grado di monitorare il paziente 24 ore su 24, tuttavia essa, come altre, non solo non è inserita nelle prestazioni a tariffario dei livelli essenziali di assistenza, ma può accadere che, all’interno della stessa regione, venga concessa gratuitamente a seconda dell’Azienda sanitaria locale di riferimento;
i presidi per l’autocontrollo della glicemia, pur fondamentale per la cura e la gestione del diabete, non si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi, in quanto non considerati farmaci, ma vengono concessi in modo differenziato e carente dal servizio sanitario nazionale rispetto alle effettive necessità del paziente;
considerato che:
è sempre più evidente il ricorso alla compartecipazione privata attraverso forme assicurative, che di fatto gravano sul privato, alleggerendo il settore pubblico, ma snaturando la ratio della legge istitutrice del Servizio sanitario nazionale e il diritto all’accesso alle cure;
la politica sanitaria tende ad un ampliamento della platea degli aventi diritto ed una riduzione del livello delle prestazioni erogate a carico del Servizio sanitario nazionale,
impegna il Governo:
a garantire l’accesso alla cura e alle prestazioni per i pazienti diabetici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale;
ad inserire, in ottemperanza all’articolo 32 della Costituzione, la gratuità degli esami ematochimici, degli esami strumentali, dell’educazione terapeutica e di tutte le prestazioni connesse alla gestione del diabete e delle relative complicanze, in sede di revisione dei Livelli essenziali di assistenza.
Discussione e approvazione della mozione n. 174 sui malati di diabete
3 dicembre 2009, seduta n.296:Bosone (PD). Nell’illustrare la mozione 1-00174, rileva che il diabete è una malattia sociale in quanto coinvolge circa tre milioni di italiani e, se non curato precocemente e in modo appropriato fin dall’infanzia, rischia di determinare numerose complicanze e invalidità. Nonostante il decreto ministeriale n. 329 del 1999 abbia riconosciuto il diabete mellito quale patologia che dà diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo per le correlate prestazioni sanitarie, ad oggi queste ultime non sono incluse nei livelli essenziali di assistenza, così come gli esami ematochimici e strumentali e l’educazione terapeutica. A ciò occorre aggiungere che la rete di prevenzione, pur estremamente diffusa nel Nord e nel Centro Italia, presenta invece numerose disfunzioni e carenze nel Mezzogiorno. Poste tali premesse, la mozione in esame, peraltro oggetto di una condivisione ampia e bipartisan, impegna il Governo a garantire l’accesso alla cura e alle prestazioni per i pazienti diabetici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e ad inserire la gratuità degli esami ematochimici e strumentali, dell’educazione terapeutica e di tutte le prestazioni connesse alla gestione del diabete e delle relative complicanze in sede di revisione dei livelli essenziali di assistenza. Invita infine il Governo a dare adeguate comunicazioni alla Commissione sanità in ordine alla ridefinizione dei livelli essenziali di assistenza, attualmente in fase di discussione presso la Conferenza Stato-Regioni. (Applausi del Gruppo PD e dei senatori D’Ambrosio Lettieri e Bianconi).
Presidente. Dichiara aperta la discussione.
D’Ambrosio Lettieri (PdL). Il diabete costituisce a tutti gli effetti una patologia sociale, in quanto ne soffre circa il 6 per cento della popolazione italiana e sono un milione e mezzo le persone che hanno contratto la malattia senza tuttavia esserne a conoscenza. Con l’istituzione nel 2001 della giornata nazionale del diabete si è inteso offrire un importante momento di testimonianza solidale e civile, anche al fine di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e le istituzioni, e analoga iniziativa è stata assunta dall’Assemblea generale dell’ONU, che ha istituto la giornata mondiale. Ben il 7 per cento della spesa sanitaria nazionale è destinato alla terapia e alle cure per il diabete, per un ammontare pari a circa 6 miliardi di euro, e la mozione in esame è pertanto volta a sollecitare il Governo a proseguire nella direzione che già da tempo viene promossa con impegno e concretezza. In particolare, l’Esecutivo è chiamato, in ottemperanza al principio fondamentale del solidarismo e della omogeneità dei trattamenti, a garantire l’accesso alla cura e alle prestazioni per i pazienti diabetici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Parimenti auspicabile è l’introduzione in sede di rielaborazione dei livelli essenziali di assistenza di tutte le prestazioni che afferiscono alla patologia diabetica in modo diretto, ma anche di quelle da essa indirettamente derivanti, anzitutto creando le condizioni affinché il paziente diabetico possa svolgere una buona attività di monitoraggio attraverso una costante e periodica misurazione della glicemia. (Applausi dei senatori Massidda, Astore, Scanu e Baio).
Astore (Misto). Per la sua crescente diffusione a livello mondiale il diabete rappresenta una vera e propria emergenza sociale, anche perché la malattia è spesso sottovalutata dai pazienti, dalle famiglie e dagli operatori sanitari. Per affrontare tale emergenza, che comporta elevati costi diretti e indiretti, occorre in primo luogo riorganizzare il sistema sanitario, creare un rete di assistenza potenziando i servizi sul territorio e coinvolgendo maggiormente le associazioni di volontariato. E’ necessario inoltre investire maggiori risorse nel campo della prevenzione, della diffusione delle informazioni, della migliore comunicazione tra medico e paziente per monitorare il fenomeno, ridurre al minimo le ospedalizzazioni e garantire su tutto il territorio nazionale a centinaia di migliaia di persone un’assistenza adeguata. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Baio e Mascitelli).
Garavaglia Mariapia (PD). Lo sviluppo civile ed economico di un Paese si misura anche sulla capacità del suo sistema sanitario di assistere e curare i pazienti diabetici e, a tale riguardo, il Governo dovrebbe richiamare le Regioni alle proprie responsabilità istituzionali che non possono diminuire in ragione di commissariamenti e difficoltà finanziarie. La patologia del diabete, la cui cura richiede la collaborazione tra diversi specialisti, è un caso esemplare della necessità di un progetto-obiettivo nazionale, alternativo ai diversi patti stipulati nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. Una capillare opera di prevenzione eviterebbe sofferenze personali per i malati e le loro famiglie ed ingenti spese al Servizio sanitario nazionale. Ricorda di aver presentato un disegno di legge che attribuisce alla figura professionale del podologo un ruolo nella cura del piede diabetico, al fine di impedire l’amputazione. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Astore e Bianconi).
Bassoli (PD). La malattia del diabete sta conoscendo una crescita preoccupante a livello mondiale, anche nei Paesi in via di sviluppo, principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dell’obesità. Si calcola che in Europa e negli Stati Uniti le cure per pazienti diabetici assorbano circa il cinque per cento della spesa sanitaria e da diversi studi risulta che soltanto la prevenzione e un’adeguata implementazione dell’assistenza pubblica consentono di ridurre i costi diretti e indiretti legati a complicanze e invalidità. L’Italia ha avuto un ruolo di avanguardia con l’approvazione della legge n. 115 del 1987, che ha istituito i servizi di diabetologia: oggi, invece, si registrano difficoltà di operare in rete e notevoli disparità tra le diverse Regioni. Alcune prestazioni, tra le quali il controllo della glicemia, non sono inoltre inserite nei livelli essenziali di assistenza e accade perciò che i pazienti rinuncino alle cure. Occorre dunque intervenire su diversi versanti, promuovendo interventi educativi, creando una rete territoriale per favorire la collaborazione tra medici di medicina generale e operatori sanitari per malattie croniche, procedendo ad un aggiornamento delle prestazioni e ad una riorganizzazione dei LEA, che tengano conto delle nuove patologie e del piano di intervento sollecitato in sede europea. Occorre, infine, elaborare un piano di prevenzione generale, che garantisca la gratuità di alcune prestazioni e un diritto di accesso alle cure omogeneo sul territorio nazionale. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Bianconi).
Fonte: Senato della Repubblica
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 26 Febbraio 2010 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_it_016.html
