Interrogazione al Consiglio Regionale della Campania del 22/4/2008
Attuazione Piano Regionale per la prevenzione del diabeteInterrogazione di Antonella Cammardella - Gruppo PRC:
Come sappiamo nella nostra Regione è aumentato considerevolmente il numero di pazienti affetti da diabete mellito sia di tipo 1, purtroppo, perché riguarda i bambini, che di tipo 2. È considerata un po’ la malattia del secolo e dei tempi moderni. In Regione Campania abbiamo ottime linee guida e anche decreti attuativi che mettono in condizione i pazienti, affetti da questa patologia, di avere un percorso terapeutico adeguatamente appropriato. Ciò non avviene però nella realtà concreta, infatti abbiamo avuto segnalazioni da parte sia di cittadini, sia dalle associazioni maggiormente rappresentative che svolgono un’opera molto importante di informazione nei territori, abbiamo avuto notizia di disparità di trattamento nelle varie A.S.L. di riferimento, sia sull’erogazione dei presidi diagnostici, sia sulle liste di attesa.
Voglio chiedere di attivare tutti gli strumenti, se è possibile, per realizzare una parità di trattamento per tutti i malati di diabete della Regione Campania e dare piena attuazione al piano regionale per la prevenzione, considerando anche che ci sono ingenti fondi a disposizione, sia da parte del Ministero che da parte della Regione stessa: dunque, dare la possibilità soprattutto di cura e assistenza, perché spesso sono persone anziane che vivono in solitudine. Svolgendo un’opera di carattere sociale, di prevenzione e di informazione.
Sono firmataria della legge regionale sul diabete, che è stata licenziata dalla Quinta Commissione Mi che nei prossimi tempi riusciamo ad andare in Consiglio, perché credo che oltre le linee guida, di attuazione della legge nazionale n. 115, vi è la necessità di uno strumento regionale più adeguato, che porti anche ad una riorganizzazione del sistema, che a livello di programmazione, dia anche maggiore spazio al territorio e crei, oltretutto, anche un decentramento dei centri di riferimento, che, purtroppo, esiste soltanto nel capoluogo di Napoli, mentre, invece, si stanno realizzando anche nel casertano, nel beneventano, nuove realtà che possono avere funzioni importanti e decentrare in modo da avviare un percorso completo.Risposta di Angelo Montemarano, Assessore alla Sanità:
Come ha precisato l’Onorevole Cammardella, già da tempo erano state segnalate dalle associazioni di diabetici, nonché dagli stessi pazienti, continue segnalazioni relative a procedure difformi dalla normativa vigente, sulle modalità di erogazione dei presidi diagnostici – terapeutici e delle visite diabetologiche, da parte di varie aziende sanitarie locali. In particolare, veniva lamentata la permanenza, anche di sei mesi nelle liste di attesa, senza tenere conto delle differenze esistenti nei percorsi e nei tempi per i controlli relativi a varie tipologie diabetiche, alcune molto serie, che era necessario rispondere velocemente, altre che, invece, potevano anche aspettare, perché erano controlli di routine.
L’Assessorato, ben consapevole della problematica, si è prontamente attivato e in data 2 aprile 2008, quasi la stessa epoca dell’interrogazione del Consigliere, ha formulato una richiesta ai direttori generali delle aziende sanitarie locali, nonché alle aziende ospedaliere ed universitarie, abbiamo mandato una lettera circolare, concernente le indicazioni per la corretta applicazione delle norme in materia di diabete, al fine di sanare le situazioni di disagio o di disparità di trattamento verificateci nelle varie A.S.L. o aziende ospedaliere. In particolare si è posto l’accento sulla necessità di ripristino della correttezza procedurale e di adeguamento alla normativa vigente, onde scongiurare quei comportamenti lamentati dagli onorevoli interroganti, che creano impari dignità tra malati di diabete nella nostra stessa Regione e tra A.S.L. e A.S.L..
Infine, in merito all’attuazione del piano regionale per la prevenzione del diabete, si precisa che esso è stato approvato con la delibera di Giunta n. 33 del 2005, la quale ha previsto uno stanziamento di quasi 4 milioni di euro, 3.813.000 euro per il progetto relativo alle complicanze di diabete.
Il suddetto progetto ha superato tutte le fasi sugli adempimenti previsti dal Ministero della Salute, attualmente circa il 50% della realizzazione, avendo completato la fase organizzativa. Attualmente si sta procedendo alla valutazione del reparto delle risorse alle A.S.L. coinvolte nella sperimentazione, in particolare alla Napoli 1, Napoli 2, Napoli 3, Napoli 4, Salerno 1 e Salerno 2, secondo la quota relativa agli abitanti delle A.S.L..Replica di Antonella Cammardella:
La ringrazio, Assessore, per la risposta esaustiva che ha fornito, ne darò informativa anche alle associazioni che ci hanno segnalato queste difformità. Mi auguro inoltre che, la legge licenziata dalla Commissione possa essere discussa in Consiglio. S ciò non fosse possibile, invece, credo che interverrò, nei confronti dell’Assessorato, per fare un ragionamento in merito ad un eventuale delibera quadro che colga lo spirito e l’indirizzo della proposta di legge, per ripartire non solo con una riorganizzazione della ripartizione dei fondi, ma anche del modello indicato La ringrazio molto!
Fonte: Fand Campania
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 13 Giugno 2008 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_it_012.html
