Interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute n. 412218 del 27/12/2004

Finanziamenti per la ricerca basata sulle cellule staminali per il diabete

Interrogazione di Renato Galeazzi

Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

il 14 dicembre 2004 è stata la giornata mondiale del diabete con inizio della campagna di prevenzione di questa malattia che, va sottolineato, è di due tipi:

a) diabete di tipo uno, insulinodipendente che riconosce una eziologia immunitaria;

b) diabete di tipo due, non insulinodipendente che invece ha una causa metabolica;

è evidente che il diabete di tipo due dipende dalle abitudini alimentari e può essere prevenuto modificando le abitudini di vita; questa malattia è in aumento in tutto il mondo occidentale con grandi costi non soltanto economici ma anche biologici;

il diabete di tipo uno ovviamente non può essere prevenuto, in quanto dipende da una componente genetica e dalla distruzione autoimmunitaria delle cellule beta del pancreas; attualmente può essere curato solo con somministrazione di insulina, e probabilmente solo la ricerca molecolare potrà portare in futuro alla sua sconfitta -:

se non intenda promuovere una campagna di informazione che chiarisca la differenza tra i due tipi di diabete e promuova tutta una serie di misure in accordo con le regioni per la prevenzione del diabete di tipo due;

se non intenda attivarsi affinché siano predisposti adeguati finanziamenti per la ricerca basata sulle cellule staminali, al fine di arrivare alla messa a punto di una possibile terapia definitiva del diabete di tipo uno, che è una malattia meno frequente ma a rischio di gravi complicanze.

Seduta del 14 giugno 2005

La risposta del Governo. - Il ministero della salute, con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005, ha previsto, nell'ambito dell'obiettivo generale di lotta alle malattie, l'impegno del Servizio sanitario nazionale nei confronti del diabete e delle malattie metaboliche.

Per quanto riguarda il diabete di tipo 1, la cui prognosi è strettamente legata, da parte dei pazienti, ad un corretto stile di vita in generale e, in particolare, di quello alimentare, sono stati individuati:

a) i programmi di prevenzione primaria e secondaria, allo scopo di ridurre i tassi di ospedalizzazione e menomazione permanente (cecità, amputazioni degli arti);

b) le strategie per migliorare la qualità di vita dei pazienti, con azioni di educazione ed informazione sanitaria.

Per quanto concerne il diabete di tipo 2, l'aumento di incidenza, registratosi negli ultimi anni, appare correlato all'incremento epidemico dei casi di obesità, che costituisce un determinante fattore di rischio per la comparsa clinica della malattia diabetica.

Nello stesso Piano Sanitario viene evidenziato che il counselling individuale, finalizzato a indurre il peso corporeo, a migliorare le scelte alimentari (minor contenuto di grassi totali e di grassi saturi e aumento del contenuto in fibre della dieta), ed a incrementare l'attività fisica, si è dimostrato in grado di ridurre il rischio di progressione verso il diabete del 58 per cento in quattro anni, risultando, quindi, un valido strumento di prevenzione primaria.

Il Piano, oltre a porre l'accento sulla prevenzione primaria, più facilmente attuabile nei confronti del diabete di tipo 2 rispetto a quello di tipo 1, a causa della non ancora completa conoscenza dei fattori di rischio per quest'ultimo, evidenzia la necessità della prevenzione delle complicanze a lungo termine della malattia diabetica (prevenzione terziaria). Tale prevenzione costituisce la fonte prioritaria di riduzione della qualità e durata di vita per i soggetti affetti da tale patologia, oltre a rappresentare un rischio di un aumento incontrollato dei costi per il Servizio sanitario nazionale.

In quest'ottica, il ministero della salute ha ricompreso le complicanze del diabete tra le aree di intervento prioritarie previste dal Piano Nazionale per la Prevenzione 2005-2007, allegato n. 2 all'Intesa tra Stato, regioni e province autonome di Trento e Bolzano del 23 marzo 2005.

Gli ambiti di tale Piano sono quelli già individuati nell'accordo raggiunto a Cernobbio in data 6 aprile 2004 (prevenzione della patologia cardiovascolare e delle complicanze del diabete, diagnosi precoce dei tumori, vaccinazioni), ai quali si è aggiunta la prevenzione degli incidenti.

Per il diabete, è stato previsto che il programma si debba estendere anche ai bambini, in particolare a quelli obesi.

La prevenzione delle complicanze del diabete mellito sarà realizzata tramite l'adozione di programmi di disease management (strategia di gestione delle malattie croniche), che prevede:

a) la partecipazione del paziente nella gestione attiva della malattia, attraverso programmi di educazione e di supporto, svolti a livello della rete primaria di assistenza;

b) l'attivazione di una schedulazione di sistemi, idonei a garantire la regolare esecuzione di un set di controlli periodici da parte del paziente;

c) l'attivazione di un sistema di monitoraggio, su base informatizzata.

Sulla base di tali indicazioni, il ministero della salute sta svolgendo i seguenti interventi:

d) istituzione della Commissione nazionale sulla malattia diabetica, con l'obiettivo di valutare, insieme alle regioni, le iniziative e i modelli assistenziali adottati nelle diverse realtà locali, confrontando i percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali, sviluppati sul territorio nazionale, per favorire quelli che garantiscano uniformità di risposte e continuità di tutela al paziente diabetico, in attuazione della normativa vigente. Si dovrà, inoltre, riesaminare l'Atto d'intesa e gli allegati tecnici, allo scopo di un loro eventuale aggiornamento, alla luce dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, nonché formulare indicazioni sugli interventi operativi a favore del soggetto diabetico e delle fasce di popolazione a rischio;

e) valutazione ed eventuale finanziamento di progetti regionali, mirati a raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di Prevenzione Attiva 2004-2006, la cui finalità, in materia di lotta alle complicanze della malattia diabetica, è quella di identificare i pazienti diabetici mediante l'iscrizione in appositi registri ed implementare programmi di disease management per i pazienti iscritti, attraverso l'integrazione in rete delle strutture territoriali della prevenzione e dell'assistenza primaria e dei centri antidiabete;

f) predisposizione, attraverso il Centro per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM), e in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, di un progetto pilota, per individuare e sperimentare, in alcune realtà territoriali, una strategia di prevenzione delle complicanze del diabete mellito che possa, in un secondo momento, essere proposta come modello di intervento su tutto il territorio nazionale;

g) aggiornamento del decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329 «Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche e invalidanti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124», come modificato dal decreto ministeriale 21 maggio 2001 n. 296 «Regolamento di aggiornamento del decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329, (...)» e successive modifiche, che individua la patologia diabetica tra le condizioni di malattia croniche e invalidanti, che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria correlate;

h) affidamento del mandato al CCM, nel contesto del Piano Nazionale di Prevenzione previsto dall'Intesa tra Stato, regioni e province autonome di Trento e Bolzano del 23 marzo 2005, dei seguenti obiettivi:

Per quanto riguarda la ricerca della patologia diabetica, il Governo, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, integrato dall'articolo 12-bis del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, fissa annualmente le quote del Fondo Sanitario Nazionale da destinare all'attività di ricerca, gli obiettivi ritenuti prioritari, i criteri per la selezione delle iniziative progettuali, con le relative modalità di presentazione.

Va precisato che i provvedimenti legislativi a livello nazionale (legge 16 marzo 1987, n. 115 «Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito» e l'Atto d'intesa del 1991), garantiscono una efficace tutela alle persone affette da diabete; le linee di attività avviate hanno l'obiettivo di determinare un significativo miglioramento del livello di tutela sanitaria, da attuarsi, a livello locale, con l'adozione di misure organizzative adeguate al tipo di assistenza.

La scelta dei modelli organizzativi più idonei a ottimizzare l'impegno delle risorse economiche appartiene alla competenza istituzionale delle regioni, in particolare dopo l'entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Il ministero della salute ha avviato, nel novembre 2004, una campagna di comunicazione per la prevenzione del diabete, di durata annuale, nel cui ambito è stata indetta, il giorno 14 novembre 2004, la «Giornata nazionale del diabete».

Obiettivo della campagna è la prevenzione del diabete di tipo 2, la cui incidenza può essere ridotta seguendo uno stile di vita salutare.

Nella pianificazione e nella realizzazione delle iniziative di comunicazione, sono state coinvolte le Associazioni di volontariato e di pazienti più rappresentative a livello nazionale, quali la FAND (Associazione Italiana Diabetici), la FDG (Federazione Nazionale Diabete Giovanile), l'ANIAD (Associazione Nazionale Atleti Diabetici) e l'AID (Associazione Italiana per la difesa degli interessi dei diabetici), nonché le maggiori Società scientifiche operanti nel settore, quali la SID (Società Italiana Diabetologia), l'AMD (Associazione Medici Diabetologi) e la JDFR (Juveinle Diabets Research Foundation International).

La modalità operative prevedono che ogni associazione coinvolta realizzi una specifica iniziativa di comunicazione, in nome e per conto di tutte le altre, con il monitoraggio e la vigilanza del ministero della salute.

Tra i mezzi di comunicazione utilizzati, sono previsti la pubblicità dinamica, gli opuscoli informativi, spot televisivi e radiofonici, sito internet ed eventi di sensibilizzazione su tutte il territorio nazionale.

Nel corso di tale campagna, le associazioni hanno dato e daranno vita a tutta una serie di iniziative, finanziate dal ministero della salute, con pubblicità sui mezzi pubblici, sulle autostrade e stazioni ferroviarie, mediante affissioni e distribuzione di opuscoli informativi, realizzazione di spot televisivi e radiofonici, distribuzione di locandine nelle farmacie.

In linea con gli obiettivi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la campagna si propone di:

a) ridurre l'incidenza del diabete di tipo 2;

b) ridurre le complicanze derivate dal diabete di tipo 2;

c) prevenire forme di discriminazione.

Le attività intraprese sono rivolte a:

a) informare la popolazione sull'importanza della prevenzione della malattia e delle complicanze (controlli della glicemia);

b) sottolineare l'importanza di perseguire corretti stili di vita, con una alimentazione equilibrata e l'attività fisica, per evitare la malattia o ridurne la gravità;

c) indicare i fattori di rischio e la mappatura dei centri diabetologici;

d) sensibilizzare la popolazione sulla patologia diabetica e sulle forme di non discriminazione.

Per quanto riguarda il finanziamento della ricerca scientifica sul diabete, il Governo, in attuazione dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 502 del 1992, integrato dall'articolo 12-bis del decreto legislativo n. 229 del 1999, determina annualmente le quote del Fondo Sanitario Nazionale da destinare all'attività di ricerca, individuando gli obiettivi ritenuti prioritari, i criteri per la selezione delle iniziative progettuali, nonché le modalità della loro presentazione.

In merito all'attività di ricerca sulle cellule staminali finanziata dal ministero della salute, va segnalata la ricerca svolta dall'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico «San Raffaele del Monte Tabor» di Milano, che da molti anni si occupa, oltre che di trapianto di isole pancreatiche, nell'ambito della medicina molecolare, anche di terapia genica e con cellule staminali relativamente alle malattie metaboliche, quali il diabete.

Il Ministro della salute: Francesco Storace.


Fonte: Deputati DS

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 23 Giugno 2005 16:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_it_010.html


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