Interrogazione al Consiglio Comunale di Jesi
Organizzazione assistenziale per i soggetti affetti da diabete mellito nella Regione MarcheInterrogazione del Consigliere Ero GIULIODORI (C.I.)
Jesi, 24 gennaio 2003
Premesso che:
- L’attuale organizzazione assistenziale per i soggetti affetti da diabete mellito nella Regione Marche è normata dalla Legge Nazionale 115/1987 “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito”, recepita dalla Legge Regionale n.38 del 09.12.1987;
- il Comitato Regionale di Diabetologia ha elaborato una proposta di riorganizzazione dell’assistenza diabetologica regionale che ridefinisce il ruolo e le modalità organizzative ed operative dei Centri Antidiabetici;
- il Dr. Maffei, funzionario dell’Assessorato Regionale Sanità, ha inviato una lettera ai Direttori Generali e Commissari Straordinari delle AA.SS.LL. e dell’INRCA, invitandoli ad impostare le loro politiche di budget in questo settore ridefinendo “il sistema di obiettivi che devono mirare soprattutto a premiare il numero di pazienti presi in carico e la selezione dei casi trattati piuttosto che non il valore e la quantità delle prestazioni erogate”.
Considerato che:
- A nostro avviso la legislazione nazionale e regionale vigente non può in alcun modo essere messa in mora da un documento frutto di un gruppo di lavoro e quindi lascia sconcertati come uno zelante funzionario si sia potuto permettere di invitare i Commissari Straordinari a perseguire gli obiettivi di quel documento dove si parla di selezione dei casi trattati, ovvero si stabilisce un imprecisato ed imprecisabile livello di gravità della patologia diabetica per poter aver diritto all’assistenza specialistica pubblica nei Centri Antidiabetici;
- consideriamo quest’operazione così azzardata da far intravedere, se effettuata in pratica, la possibilità di illegittimità per omissione di assistenza;
- siamo preoccupati del fatto che la conseguenza pratica di questa operazione possa essere un incremento dell’attività libero professionale dei diabetologi per seguire i pazienti esclusi dai CAD, ed un incremento dell’attività dei laboratori privati per le analisi che non verranno più svolte nei CAD.
Chiede al Sindaco:
Di accertarsi presso il Commissario Straordinario dell’ASL 5 affinchè gli inviti formulati dal Dr. Maffei non vengano presi in considerazione nella nostra ASL per quanto riguarda la possibilità di accesso e di prestazioni specialistiche presso il CAD di Jesi che (è bene ricordare) con due medici, due infermiere ed una dietista part time, forniscono assistenza specialistica a quattromila pazienti diabetici.
Comma n. 8 - Delibera n.6
Sono presenti in aula n.21 componenti
Presidente C.C. - Massimo FIORDELMONDO: Il collega Giuliodori, per illustrare…
Consigliere - Ero GIULIODORI (C.I.): Sì, in maniera molto rapida. Noi abbiamo presentato questa interrogazione, perché siamo venuti a conoscenza di una circolare, inviata alle direzioni delle A.S.L., da parte di un funzionario della Regione Marche, circolare con la quale, per - come al solito - contenere i costi, si invitano le direzioni delle A.S.L., a fare in modo che… chiedo scusa per la non precisione del linguaggio, perché qui siamo a livello di linguaggio medico-scientifico; ma per persone con livelli di glicemia ritenuti ancora non particolarmente alti, vengano inviati non agli appositi centri antidiabetici, ma alle cure del medico di base.
Noi, ovviamente, abbiamo grande fiducia nella professionalità del medico di base, ma riteniamo che, di fronte a malattie che hanno, oramai, la dimensione e un livello sociale, sia fondamentale non solo la prevenzione, ma anche interventi, che siano il più possibile rispondenti ai protocolli medici di avanguardia e questo può essere fatto solo da quelle strutture, ospedaliere o non ospedaliere, ma che, comunque, lavorano giornalmente su questa patologia e hanno accumulato esperienza e professionalità, per dare ai cittadini, colpiti dalla malattia stessa, garanzie di una vita non solo lunga, ma anche il più possibile socialmente e umanamente accettabile.
Noi riteniamo, quindi, che quella circolare sia una circolare non legittima, dal punto di vista giuridico, perché una circolare può spiegare una legge, interpretare una legge, tutt’al più integrarla, ma mai andare contro la normativa e, in questo caso, quella circolare va contro la normativa nazionale e la normativa regionale; e riteniamo anche che continuare ancora a fare in modo che la sanità pubblica, giorno per giorno, riceva questi colpi, sia sbagliato e controproducente. Sbagliato, perché la sanità pubblica è un patrimonio di professionalità; controproducente, per giunte di sinistra che, invece, dovrebbero operare affinché venga rafforzata la sanità pubblica; e riteniamo anche - mi avvio alla conclusione - che sia non riguardoso, per un centro diabetico, come quello di Jesi, che opera bene, che ha ricevuto attestati di stima anche dalle stesse organizzazioni di malati, ricevere continuamente questi autentici “altolà”. Ecco perché invitiamo il Sindaco, invitiamo l’Amministrazione Comunale a fare in modo che la Regione Marche non segua l’indicazione dello zelante dirigente, ma l’Amministrazione regionale delle Marche, anzi, contraddica l’indicazione del dirigente.
Noi, oggi, abbiamo letto la risposta dell’Assessore Melappioni, la risposta è una risposta generica. Quando si parla di razionalizzazione, spesso, si coniuga il termine con risparmio e allora ecco che l’avvertimento del dirigente potrebbe anche risuonare nelle parole dell’Assessore; mi auguro che questo non sia e mi auguro, quindi, che la risposta sia non chiara, ma non risponda al reale intendimento dell’Amministrazione Comunale. Noi, invece, vogliamo che il Centro Antidiabetico di Jesi non solo continui ad operare - come ha operato fino adesso - nell’interesse della città, ma, anzi, venga rafforzato e riqualificato, per fare in modo che la prevenzione e l’intervento professionalmente adeguato, serva per combattere una malattia che, come dicevo prima, oramai ha connotazioni di grande rilevanza sociale.
È con queste parole che mi auguro che l’Amministrazione Comunale, il Sindaco e l’Assessore competente, facciano in modo che la Giunta Regionale sia informata attorno alla volontà del Consiglio Comunale stesso. Grazie.
Presidente C.C. - Massimo FIORDELMONDO: Grazie, collega Giuliodori. Il Sindaco, prego…
Sindaco - Fabiano BELCECCHI: Io, rispetto all’interrogazione presentata dal gruppo dei Comunisti Italiani, mi sono attivato, nei confronti dell’azienda sanitaria, per capire, intanto… intanto, conoscere quelli che erano i contenuti e il tono, il tenore della nota inviata dal dottor Maffei, rispetto alla questione sollevata e anche capire qual era l’orientamento, in qualche modo espresso, e l’attenzione a questo problema, da parte dell’azienda sanitaria.
L’ingegner Foschi, il Commissario straordinario, ha inviato una nota, nella quale, praticamente, sottolinea 4 - 5 punti fondamentali… 4, in sostanza: il primo riguarda il fatto che questa nota, inviata dal dottor Maffei nel 28 di novembre, sostanzialmente è una nota in cui viene presentato e trasmesso alle A.S.L. un documento, elaborato e condiviso - io riporto la questione così come spiegata dal Commissario - un documento, elaborato e condiviso dai diabetologi, dai medici di medicina generale e che, appunto, veniva inviato poi, quindi, di conseguenza, alle stesse aziende sanitarie. Questo documento, sostanzialmente, pone l’accento sulla necessità che il paziente diabetico sia seguito e gestito in modo integrale; quindi ponendo e mettendo insieme l’azione dei diabetologi, dei medici di medicina generale e degli interventi previsti a carico del distretto socio-sanitario. Questa integrazione, sostanzialmente, risulta utile a garantire una continuità dell’intervento e quindi a seguire il paziente nel corso di tutta la sua… sotto tutti i vari aspetti. Verrebbe… viene inteso, in questo documento, valorizzare il ruolo dei centri Antidiabetici, per i quali non è prevista, anche sulla base di quelle che sono state le affermazioni, le dichiarazioni, appunto, comparse oggi sulla stampa, da parte dell’Assessore regionale competente, a non subire, quindi, tagli o - come dire - contrazioni, nella loro azione e nel loro ruolo e non vengono esclusi, in qualche misura, in nessuna misura, i Centri Antidiabetici… cioè, i pazienti non vengono esclusi all’accesso ai Centri Antidiabetici, quindi, in qualche misura, rischiando di paventare, come veniva paventato nell’interrogazione, il rischio di rivolgersi, di accedere a prestazioni private; ma, appunto, c’è questa visione, questa ottica di integrazione tra i vari soggetti, che prendono in carico il paziente diabetico.
Ora, rispetto a questo e anche alle affermazioni e alle valutazioni fatte dall’Assessore regionale, io credo che, su questa questione, ci sia un’attenzione, da parte sia della Regione, che dell’azienda sanitaria; io apprezzo il richiamo fatto da parte del gruppo dei Comunisti Italiani, al Comune, al Sindaco, all’Amministrazione Comunale, in quanto anche Presidente della Conferenza dei Sindaci, di tenere, comunque, sotto attenzione, cioè sotto controllo, l’andamento e l’evolversi di questa situazione, per evitare probabili interpretazioni difformi, rispetto a quelle che, poi - almeno stando sia alle interpretazioni date dall’azienda sanitaria, che dall’Assessore regionale - possano, invece, configurarsi come una modalità di - come dire - scaricare sui medici di base, semplicemente, il problema e prendere in carico - da parte dei Centri Antidiabetici - la questione, nel momento in cui questa diventa consistente, insomma, di una qualche gravità e questo sarebbe certamente non comprensibile, non accettabile.
Pertanto, ecco, io credo che, rispetto a questo, ci sia senz’altro la nostra attenzione e intenzione di tenere in debita considerazione gli aspetti legati al funzionamento e all’ottimale funzionamento dei Centri Antidiabetici, anche per la particolarità della situazione dei pazienti che sono coinvolti in questo problema.
Presidente C.C. - Massimo FIORDELMONDO: Grazie, Sindaco. Collega, per dichiararsi soddisfatto, o meno. Prego, Giuliodori…
Consigliere - Ero GIULIODORI (C.I.): Vede, Sindaco, io apprezzo molto il fatto che l’Amministrazione Comunale - te, personalmente - abbia a cuore le sorti del Centro Antidiabetico e, soprattutto, la capacità che ha questo centro di poter affrontare, in modo conveniente e opportuno, questa malattia. Il problema, però, è, sostanzialmente, un altro ed è di natura politica e istituzionale. Per me rimane difficile entrare nel merito della malattia stessa, nelle problematiche cliniche della malattia; ma l’aspetto fondamentale credo sia questo: siamo in presenza di norme nazionali e regionali, che individuano la malattia in un certo modo e prevedono protocolli per poterla affrontare; la circolare contrasta questa normativa.
Allora, se i diabetologi vogliono affrontarla, dal punto di vista clinico, in modo differente, io non sono in grado di entrare nel merito, ma dico che, se questo dovesse avvenire, può avvenire soltanto attraverso un normale iter legislativo, che affronti la questione a livello nazionale e a livello regionale; allora, a quel punto, ci saranno tutte le possibilità di poter intervenire, anche con dovizie di applicazioni e interventi tecnici; altrimenti diamo proprio l’idea - come ha dato l’idea questa circolare - di voler cominciare a minare questo palazzo, che abbiamo costruito, senza - permettimi il riferimento - senza una opportuna licenza edilizia. Sarebbe sbagliato, non sarebbe possibile. Ecco, noi riteniamo che, sulla questione della pubblica sanità - tu lo sai - si giochi tanto, compreso anche - come dire - il corretto proseguire dell’Amministrazione, a livello regionale. Noi vogliamo che a Jesi questa sensibilità, sia una sensibilità alta e noi continueremo a osservare la situazione della nostra A.S.L. e ad agire affinché i livelli siano il più possibile quelli attuali, se non addirittura migliorati.
Fonte: Comune di Jesi
Data ultimo aggiornamento: Domenica, 6 Marzo 2005 16:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_it_008.html
