Interrogazioni alla C.E.

Possibili rischi per la salute derivanti dall’insulina in polvere per inalazione

Interrogazione Scritta E-2848/06 di Rebecca Harms (Verts/ALE) alla Commissione

(28 giugno 2006)

Oggetto:

Possibili rischi per la salute derivanti dall’insulina in polvere per inalazione

Il 24 gennaio 2006, a seguito di una valutazione dell’EMEA (l’Agenzia europea per i medicinali), la Commissione ha concesso all’azienda Aventis/Pfizer EEIG l’autorizzazione a immettere in commercio nell’UE il medicinale Exubera. Exubera è una polvere di insulina, da somministrazione per inalazione, per il trattamento del diabete di tipo 1 e 2.

L’insulina di per sé è una sostanza mitogena, che stimola la moltiplicazione cellulare tramite i recettori insulinici, determinando un potenziale aumento del tasso di incidenza del cancro. Pertanto gli esperti del settore temono che l’uso di Exubera possa eventualmente provocare un incremento dei casi di carcinoma bronchiale. Rispondendo a una specifica domanda a riguardo, un collaboratore dell’Aventis ha affermato che le cellule bronchiali non hanno recettori insulinici, mentre un suo collega ha dichiarato che le concentrazioni di insulina nell’albero bronchiale non sono affatto così elevate. Il lavoro di Zhao YJ et al (Zhao YJ, Piao CQ, Wu LJ, Suzuki M, Hei TK: Differentially expressed genes in asbestos-induced tumorigenic human bronchial epithelial cells: implication for mechanism. Carcinogenesis 21:2005-2010; 2000) invece, indica non solo che le cellule bronchiali hanno recettori insulinici, ma anche che le cellule che sviluppano un carcinoma a causa dell’amianto, presentano un aumento dell’espressione dei geni dei recettori insulinici e dei geni di trasduzione del segnale da 2 a 4 volte maggiore.

Ciò premesso, l’interrogante chiede alla Commissione: 1. In che modo l’EMEA ha verificato l’eventualità che l’uso di Exubera possa provocare un carcinoma bronchiale e quali sono i risultati di tali verifiche?

  1. In che modo l’EMEA ha verificato l’eventualità che l’uso di Exubera possa provocare un carcinoma bronchiale e quali sono i risultati di tali verifiche?
  2. Quali studi sono stati effettuati per escludere l’ipotesi che somministrando Exubera, l’inconsueta concentrazione di insulina negli epiteli bronchiali sia una possibile causa di carcinoma bronchiale? A quali risultati hanno condotto tali studi? Ritiene la Commissione che tali ricerche siano sufficienti?
  3. Come giudica la Commissione il progetto della Pfizer di effettuare uno studio comparativo prospettico sull’insorgenza del cancro polmonare nell’arco di 12 anni? Ritiene la Commissione che l’arco di tempo considerato per uno studio di questo genere sia sufficiente? In quale misura i pazienti vengono informati in merito a una questione che necessita di ulteriori ricerche?
  4. Ai sensi dell’ICH S6, la cancerogenità dei preparati biotecnologici deve essere verificata solo se si prevede una mutagenicità del prodotto. Nel caso specifico, non va riconosciuto che anche la funzione mitogena può condurre a un aumento dei casi di insorgenza di cancro, soprattutto se i tessuti bersaglio — in questo caso gli epiteli bronchiali — sono già comunque esposti a una maggiore mutagenicità a causa degli attuali fattori di inquinamento ambientale (fumo di sigarette, emissioni dovute al traffico e altri fattori inquinanti)?
  5. Quali sono le conseguenze a carico dell’UE e del produttore, qualora si verifichi un aumento del tasso di incidenza del cancro?

Risposta del sig. Mr Verheugen:

(13 settembre 2006)

La Commissione si è pienamente affidata alla valutazione scientifica della Agenzia Europea per i Medicinali quando nel mese di gennaio del 2006 ha autorizzato il prodotto medicinale Exubera. L’agenzia esegue le valutazioni di questo tipo sulla base della legislazione esistente e tiene conto di tutte le prove scientifiche a disposizione, che comprendono i risultati che utilizzano metodi di analisi provati e sperimentati.

Seguono le risposte ad ogni singola domanda.

1. Per determinare se l’insulina umana Exubera avesse un effetto tossico sull’apparato respiratorio, compreso il tessuto bronchiale, sono stati eseguiti test di tossicità cronica sui topi per un periodo fino a sei mesi, somministrando dosi fino a 40 volte la quantità che si usa negli esseri umani, e sulle scimmie, con una quantità fino a quattro volte la dose terapeutica. Sono anche stati eseguiti uno studio sulla proliferazione delle cellule nel tessuto bronchiale e test sugli anticorpi dell’insulina. Negli studi, gli eccipienti sono stati testati separatamente. Sia la polvere di inalazione che gli eccipienti sono stati considerati sicuri per l’uso umano.

2 e 3. Come parte della procedura di autorizzazione è stato presentato uno studio sulla proliferazione delle cellule. Dallo studio durato sei mesi in cui l’insulina è stata somministrata a ratti e scimmie per inalazione, è stato accertato retrospettivamente l’indice di proliferazione delle cellule nel tessuto polmonare fissato in formalina usando tecniche immunoistochimiche. Il tessuto analizzato era costituito dall’epitelio alveolare e bronchiale, che è il tessuto anatomico del polmone in cui potrebbe svilupparsi il tumore. Nelle sezioni non è stata trovata nessuna differenza statisticamente significativa dell’indice di proliferazione. La procedura di autorizzazione inoltre ha richiesto che questi risultati fossero discussi alla luce della revisione della letteratura sul ‘fattore di crescita dell’insulina (IGF-1)’. Inoltre, un esame dettagliato dei dati sulla sicurezza ricavati dallo studio clinico non ha prodotto risultati significativi.

I dati disponibili provenienti dai test pre-clinici sulla tossicità di Exubera non hanno fornito alcuna indicazione di un rischio cancerogeno al polmone quando somministrato ai pazienti a dosi terapeutiche.

Sono stati largamente esaminati e discussi la capacità dell’insulina di legarsi ai recettori dei fattori di crescita insulino-simili ed il rischio connesso di sviluppare un tumore. Considerata la bassa concentrazione di Exubera nel polmone e la scarsa capacità dell’insulina umana ricombinante di legarsi ai recettori IGF-1, in contrasto con l’ormone della crescita (IGF-1), è stata esclusa ogni possibile stimolazione mitogena via recettori IGF-1.

Sulla base degli studi pre-clinici, è improbabile un’accumulo di Exubera nel polmone nel caso di uso continuativo, come sono improbabili lesioni preneoplastiche o neoplastiche nel polmone. Tuttavia, visto che non può essere escluso completamente ogni rischio teorico, la questione è stata inserita nel piano UE di gestione del rischio per successive ossevazioni sugli esseri umani. In questo contesto si sta effettuando uno studio a lungo termine, ‘Studio epidemiologico sul tumore polmonare (1071)’, per completare le misure di prassi per la farmacovigilanza.

Dal punto di vista della Commissione, nel corso della procedura di autorizzazione del farmaco, è stata discussa sufficientemente e nel dettaglio la possibilità di un rischio cancerogeno da Exubera.

I pazienti che partecipano agli studi clinici devono essere pienamente informati in anticipo di tutti i rischi possibili conosciuti, in conformità con le regole di buona pratica clinica.

4. Rispetto alla domanda sulla mitogenesi, la Commissione fa riferimento alla riposta data alla seconda domanda posta dall’Onorevole Membro.

La decisione di non intraprendere studi di cancerogenicità per Exubera secondo ICH S6 è stata approvata con le seguenti motivazioni scientifiche:

5. I detentori dell’autorizzazione sono i responsabili ultimi dell’immissione del farmaco sul mercato. Tuttavia, se l’incidenza di cancro risultasse superiore del previsto durante l’uso del prodotto medicinale, la Commissione ha il diritto e l’obbligo di far esaminare l’autorizzazione e, se il caso, di emendarla.


Fonte: Parlamento europeo

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 12 Settembre 2007 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_039.html


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