Interrogazioni alla C.E.

Lo stevioside

Interrogazione Scritta H-0184/07 di Bart Staes (Verts/ALE) alla Commissione

(4 Marzo 2005)

Oggetto:

Lo stevioside

Nel 2004 i ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio hanno organizzato un simposio internazionale sul tema: «La sicurezza dello stevioside». Gli scienziati di tutto il mondo sono giunti alla conclusione che il prodotto è sicuro per il consumo umano.

Questa sostanza ha un potere dolcificante maggiore di 300 volte rispetto allo zucchero. Il suo utilizzo può contribuire inoltre alla riduzione del numero dei casi di obesità e di diabete. I costi preventivati su base annua derivanti da tali patologie nell’UE a 25 sono 227 miliardi di EUR, senza considerare gli effetti sociali di malattie come la carie.

Il prodotto viene utilizzato ufficialmente in Brasile, Corea, Malesia e Giappone come dolcificante a basso contenuto calorico. Negli Stati Uniti, lo stevioside viene utilizzato dal 1995 nelle diete come integratore.

Nel 2000 l’Unione europea ha stabilito che non si sapeva ancora abbastanza di questo prodotto per consentirne l’utilizzo come additivo alimentare. Nel frattempo, approfondite ricerche scientifiche hanno evidenziato che, nel caso dello stevioside, non è possibile individuare alcun effetto negativo. Nel giugno del 2004, il JECFA (Commissione congiunta di esperti sugli additivi alimentari - OMS) ha approvato un ADI temporaneo di 2 mg di equivalente di steviolo per ogni chilo di peso corporeo.

A causa di possibili problemi di resistenza, l’uso di antibiotici nei mangimi non è consentito. I risultati provvisiori della ricerca indicano che gli steli e le foglie di stevia possono costituire un potenziale sostituto per gli antibiotici nei mangimi (in quanto contengono importanti polifenoli). Tutto ciò presenta un potenziale enorme relativamente al problema dei mangimi e può rivestire un ruolo di considerevole rilevanza sociale; tuttavia, è necessario proseguire ulterirmente le ricerche in questo settore, cosa che richiede fondi.

Alla luce di questi dati e con il riconoscimento della comunità scientifica al livello mondiale, si attiene ancora la Commissione alla propria decisione di proibire lo stevioside nel mercato europeo, e in tal caso: perché? Intende la Commissione rendere disponibili dei fondi, se del caso, per portare avanti ulteriori ricerche scientifiche per l’uso di questo prodotto naturale, che può essere strumentale nel prevenire certe patologie?

Risposta data dal sig. Kyprianou

(25 aprile 2005)

Sulla base delle istanze di due differenti compagnie, la Commissione ha richiesto al Scientific Committee on Food (SCF) di esaminare la sicurezza delle piante e delle foglie di Stevia rebaudiana Bertoni come nuovo alimento e dello stevioside come dolcificante. Le opinioni pi&urave; recenti del Scientific Committee risalgono a Giugno 1999.

Riguardo al dolcificante, la Commissione ha espresso preoccupazioni circa l'assenza di dati di sicurezza sul potenziale genotossico del metabolita dello stevioside, Sulle impurità del composto e sui possibili effetti sulla fertilità umana. La Commissione ha concluso che ‘la sostanza non è accettabile come dolcificante sulla base dei dati attualmente disponibili’. Di conseguenza, la Commissione non ha proposto l'autorizzazione di questa sostanza secondo la Direttiva 95/34/EC sui dolcificanti per uso alimentare(1). Al contempo, né la Commissione né l’European Food Safety Authority (EFSA) ha ricevuto documentazioni aggiuntive sugli studi richiesti dalla SCF nella suddetta opinione.

Riguardo i prodotti della pianta, il Commissione ha concluso che le informazioni presentate erano insufficienti con riguardo alle specifiche del prodotto commerciale e non conteneva studi sulla sicurezza. Ciò ha confermato il rapporto iniziale delle autorità nazionali competenti che avevano ricevuto la richiesta. Conseguentemente, la Commissione ha rifiutato di immettere sul mercato la pianta e le foglie della Stevia rebaudiana Bertoni come alimento e ingrediente per uso alimentare(2).

Nel giugno 2004, la Joint Food and Agriculture Organisation (FAO)/World Health Organisation (WHO) Expert Committee on Food Additives (JECFA) determinò un apporto giornaliero accettabile (ADI) di 0–2 mg/kg di peso corporeo per i glicosidi presenti nella stevia. Tuttavia, la Commissione ha chiesto informazioni supplementari entro il 2007, sugli effetti farmacologici dei glicosidi della stevia sugli esseri umani.

Sulla base delle suddette informazioni, la Commissione non è attualmente in una posizione da poter proporre l’uso dello stevioside come dolcificante. Chiunque fosse interessato nella ri-valutazione dello stevioside, dovrebbe presentare una domanda alla Commissione, che tenga in considerazione gli argomenti sollevati nelle precedenti opinioni del SCF.

La Commissione non ha particolari progetti di finanziamento della ricerca sulla sicurezza dello stevioside.


Fonte: Parlamento europeo

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 11 Settembre 2007 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_032.html


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