Interrogazioni alla C.E.

Morti «accidentali» nelle carceri italiane - Il caso di Luigi Giusti

Interrogazione Scritta E-1388/03 di Maurizio Turco (NI) alla Commissione

(15 aprile 2003)

Oggetto:

Morti «accidentali» nelle carceri italiane - Il caso di Luigi Giusti

Premesso che il 3 dicembre 2002 il sig. Luigi Giusti, di anni 58, veniva arrestato e tradotto nelle carceri di Napoli Poggioreale a seguito di ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Napoli, Giovanna Ceppaluni, su richiesta del Pubblico Ministero (PM), Francesco Curcio;

al momento dell’arresto era noto che il Giusti soffriva di gravi patologie pericolose per la sua stessa sopravvivenza (diabete di grado elevato già produttivo di danni irreparabili al sistema arterioso: cecità, accidenti cardiovascolari agli arti);

il 21 dicembre 2002 le iniziali istanze difensive venivano rigettate dal Tribunale del riesame, istanze nelle quali si indicava chiaramente al PM ed al GIP l’obbligo di tenere in evidenza le gravi patologie attraverso indagini mediche che non sono mai state effettuate;

il 27 gennaio 2003 la difesa presentava ulteriore istanza di scarcerazione con la quale si chiedeva l’acquisizione della cartella clinica carceraria (istanza inevasa);

il 21 febbraio 2003, a seguito dell’istanza di revoca della custodia cautelare per le gravi condizioni di salute presentata dalla difesa, si registrava il rigetto da parte del GIP -a seguito del parere contrario del PM - senza esprimersi sulla richiesta della cartella clinica e sul venir meno delle esigenze cautelari per gravi motivi di salute;

il 17 marzo, secondo quanto riferito ad uno dei difensori, l’autorità penitenziaria inviava un fax urgente al GIP segnalando l’aggravarsi delle condizioni di salute e richiedendo urgente trasferimento all’Ospedale Cardarelli di Napoli (richiesta inevasa);

nella notte tra il 20 e 21 marzo il detenuto accusa dolori lancinanti al petto, cade dal letto e viene portato a spalla dal figlio Ottavio, anch’egli detenuto, all’infermeria del carcere; visitato dal personale sanitario, Luigi Giusti veniva fatto rientrare in cella dove, dopo un paio d’ore cadeva in fin di vita, e, forse già deceduto, veniva trasportato all’Ospedale Loreto Mare;

ad oggi non risulta ancora elevata imputazione o quantomeno avviso di garanzia nei confronti dei magistrati palesemente inadempienti e del personale sanitario del carcere di Poggioreale; premesso altresì che sono sempre più numerosi i casi in cui vengono «sottovalutate» le condizioni sanitarie dei detenuti nelle carceri della Repubblica Italiana, sia da parte dei Magistrati di Sorveglianza che del personale sanitario;

intende la Commissione far sapere quali iniziative prevede eventualmente di intraprendere in merito alla tutela dei diritti fondamentali dei detenuti?

Non ritiene che sarebbe utile elaborare un atto comunitario che stabilisca criteri minimi a difesa dei diritti dei detenuti?

Non considera che le gravi e ripetute violazioni dei diritti dei detenuti, in particolare in Italia, dei quali il caso summenzionato è un mero esempio, costituiscano una violazione dei Trattati dell’UE?

Risposta data dal sig. Vitorino a nome della Commissione

(15 maggio 2003)

La detenzione del sig. Luigi Giusti da parte delle autorità italiane deve essere considerata una questione concernente il mantenimento dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza interna. In base all’articolo 33 del trattato sull’Unione europea, gli Stati membri sono responsabili in ordine alle misure da adottare per il mantenimento dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza interna.

Riguardo una possibile azione della Commissione, la Commissione è spiacente di informare l’onorevole parlamentare che non è suo compito intervenire in tali materie, che ricadono interamente nell’ambito delle competenti autorità italiane.

Si sottolinea, peraltro, che la Commissione sta attualmente esaminando la questione della custodia cautelare e le possibili alternative a tale detenzione a livello europeo. Questa iniziativa è basata sul Programma di misure per l’attuazione del principio di reciproco riconoscimento delle decisioni penali (1) (in particolare misure 9 e 10). Un Libro Verde su questa problematica verrà pubblicato più avanti nel 2003. Il 19 febbraio 2003, la Commissione ha anche pubblicato un Libro verde sulle garanzie procedurali a favore di indagati e imputati nei procedimenti penali nel territorio dell’Unione europea (2). Il Libro verde sulle garanzie procedurali si concentra sul diritto all’assistenza legale e alla difesa, sul diritto di farsi assistere da un interprete e/o traduttore competente e qualificato, su una protezione adeguata per le categorie più vulnerabili, sull’assistenza consolare e sulla conoscenza dell’esistenza dei diritti («Comunicazione dei diritti»).

(1) GU C 12 del 15.1.2001.
(2) COM(2003) 75 def.


Fonte: Gazzetta ufficiale CE C33 del 6.02.2004 pag. 0111 - 0113
Tratto da: Eur-Lex

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Maggio 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_026.html


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