Interrogazioni alla C.E.
Il contenuto di sale nei cibi per bambini
Interrogazione Scritta E-2424/03 di Kathleen Van Brempt (PSE) alla Commissione
(21 luglio 2003)
Oggetto:
Il contenuto di sale nei cibi per bambini
I nutrizionisti si adoperano per far diminuire il contenuto di sale nei nostri cibi, evidenziandone l’importanza soprattutto per neonati e bambini. Vengono indicate come cause di sovrappeso e ipertensione in età avanzata, a parte le abitudini alimentari malsane, anche l’assunzione di eccessive quantità di sale. Esistono delle norme scientifiche che stabiliscono la quantità di sale che si può assumere quotidianamete per rimanere sani ed è dagli stessi studi scientifici che si evince il superamento di tale soglia da parte di neonati e bambini a causa dei cibi da essi consumati. Per questo motivo i nutrizionisti esortano l’industria alimentare a ridurre il contenuto di sale nei loro prodotti.
La Commissione è al corrente dei risultati dei nutrizionisti? La Commissione dispone di maggiori informazioni?
La Commissione condivide questa preoccupazione riguardante l’eccessivo contenuto di sale nei nostri cibi?
La Commissione intende adottare delle misure per obbligare l’industria alimentare a ridurre gli alti contenuti di sale? La Commissione può fornirci maggiori ragguagli a riguardo?
La Commissione dispone di informazioni da cui risulta che l’industria alimentare si stia già adoperando per ridurre il contenuto di sale dei propri prodotti?Risposta del sig. Byrne a nome della Commissione
(12 settembre 2003)
La Commissione è a conoscenza delle osservazioni e raccomandazioni delle autorità nazionali e internazionali quali l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e del corpo medico riguardo all’elevato consumo di sale da parte della popolazione europea. L’assunzione di alti livelli di sale è stata associata ad un aumento della pressione sanguigna o ipertensione. La pressione alta è una causa o un fattore coadiuvante di un gran numero di morti in Europa; oltre 170 000 decessi ogni anno solo in Inghilterra.
La riduzione dell’assunzione di sale da parte della popolazione costituisce un aspetto delle azioni da intraprendere per ottenere miglioramenti a lungo termine nella dieta e nel nutrimento della popolazione in Europa. Una dieta equilibrata è destinata a migliorare la salute della popolazione, a ridurre l’incidenza delle maggiori cause di morte prematura e le malattie croniche. Una riduzione dell’assunzione media di sale da parte della popolazione contribuirebbe ad abbassare proporzionalmente i livelli medi della pressione sanguigna della popolazione, conferendo vantaggi significativi alla salute pubblica. Poiché il 75% circa del sale consumato con l’alimentazione proviene da alimenti lavorati o cibo consumato fuori casa (il resto si aggiunge in fase di cottura o a tavola), sarebbe necessario ridurre il contenuto salino dei cibi e delle bevande trattati, cosa che esige la collaborazione dell’industria alimentare.
Alcuni settori dell’industria alimentare hanno risposto a queste preoccupazioni e hanno adottato misure destinate a ridurre i livelli di sale in numerose categorie di alimenti comuni lavorati. Ad esempio, dettaglianti e produttori britannici hanno collaborato per raggiungere, a partire dal 1998, una riduzione del 13% della salinità del pane e contemporaneamente una riduzione del 16% nei cereali di qualità per la colazione. Malgrado questi successi, è stata criticata la risposta globale dell’industria alimentare del Regno Unito. Il punto principale di critica delle autorità nazionali e dei gruppi di consumatori è che non si è provveduto a ridurre l’alto contenuto di sale di numerosi alimenti, soprattutto quelli più popolari tra i bambini. La legislazione comunitaria limita l’uso di sale in alimenti specifici per lattanti e bambini piccoli come i prodotti per lo svezzamento.
Il 16 luglio 2003, la Commissione ha approvato una proposta di regolamento relativa alle indicazioni nutritive e alla salute (1) fornite sui prodotti alimentari. Tale regolamento comprende disposizioni specifiche per stabilire profili nutritivi degli alimenti che potranno presentare indicazioni nutritive e relative alla salute, nella loro etichettatura, presentazione e avvertenze. In particolare si è soliti menzionare come criteri per il «profilo nutritivo» dei prodotti il quantitativo totale di grassi, grassi saturi, acidi grassi trans, sodio o sale a vari livelli. La pubblicazione del 2003 Relazione di una consultazione congiunta di esperti dell’OMS/FAO in materia di dieta, nutrizione e prevenzione delle malattie croniche, evidenzia un’associazione tra l’elevato consumo di questi elementi nutritivi e alcune malattie croniche: ad esempio malattie cardiovascolari, diabete, vari tipi di cancro, obesità, osteoporosi e affezioni dentali.
Fonte: Gazzetta ufficiale CE C51 del 26.02.2004 pag. 0246 - 0247
Tratto da: Eur-LexData ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Maggio 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_025.html
