L’argomento di oggi

“GRAZIE”

A cura di Marco Atzeni

 

Marco Atzen

GRAZIE a tutti cari amici e “colleghi”.

Scorrendo i più di venti argomenti che in tutti questi mesi ho avuto la fortuna di poter scrivere per voi, sono ritornato a ritroso fino a quel novembre 2005. Il mese in cui ho fatto la mia primissima comparsa su queste pagine.

Come si suol dire “Ne è passata di acqua sotto i ponti”, nell’arco di una vita di una persona 2-3 anni forse non sono poi così tanti, ma utilizzando la lente di ingrandimento, ci sono delle “finestrelle” nella vita di ognuno di noi che rimarranno indelebili anche se, a ben vedere non sono durate decenni e paiono (almeno apparentemente) non grandissime pur essendolo per intensità e coinvolgimento.

Avrete notato (perlomeno lo spero) che negli ultimissimi mesi gli aggiornamenti della rubrica sono diventati sempre più radi. Sono caduto anche io nel “fenomeno del cantautore”, agli inizi di carriera scrive una valanga di canzoni poi man mano che passa il tempo diventa sempre più sterile. Non perché sia diminuita la voglia ma perché entrano in ballo tanti nuovi motivi, non da ultimo una pressione sempre crescente e responsabilità che all’inizio neppure esistevano.

Così è accaduto a me.

Penso e spero di aver scritto tanto, spero di avervi fatto sorridere e spero di avervi fatto riflettere. GRAZIE “colleghi” siete stati molto importanti per me in questi anni, molto più di quanto possiate persino immaginare. Dovete sapere che dietro le mie righe ironiche o a volte malinconiche c’è (e sempre c’è stato) un ragazzo come voi. Come voi che leggete e avete letto in questi mesi. Una persona che ha condiviso - come se stesse parlando con degli amici - le proprie emozioni, le proprie amarezze, le proprie riflessioni.

Le vostre lettere hanno aiutato molto anche me, mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto sorridere, spesso mi hanno fatto commuovere per la loro carica emotiva, mi hanno fatto commuovere perché forse sono riuscito ad aprire il cuore di qualcuno che leggeva le mie parole.

Sono cresciuto un po’ grazie a voi e spero voi siate cresciuti un po’ grazie a me. Spesso mi sono chiesto perché proprio io dovevo dare la forza agli altri al posto di essere colui che la chiedeva. Ho capito tante cose da questa esperienza, ho capito che non bisogna mai mollare. L’ho scritto decine di volte. Forse fino alla nausea, ma questo è uno di quei concetti che non bisogna mai stancarsi di ripetere e di ripetersi. Perché ci sarà sempre qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto ed inoltre, dopo aver aiutato, ci sentiremo più forti, perché aiutare gli altri fa bene sia a chi riceve che a chi da.

Così è accaduto a me.

GRAZIE a tutti per l’affetto che mi avete dimostrato. Per merito di questa esperienza ho avuto modo di conoscere delle persone straordinare che diversamente non avrei mai incontrato, persone intelligenti, riflessive e “speciali”. Sono anche sicuro che molti altri tra voi non hanno avuto mai il coraggio di “uscire” allo scoperto per farsi conoscere meglio ma so per certo che hanno letto assiduamente ogni singolo argomento, anche a loro va il mio ringraziamento.

Quando iniziai questa esperienza stavo attraversando un periodo particolare, un periodo tra i più difficili della mia vita. Decisi che chiudersi in se stessi sarebbe stato sbagliato quindi cercai di risolvere i miei problemi nella maniera opposta, agendo nel modo più eclatante possibile, ovvero rendendo pubblici i miei sentimenti. All’inizio non è stato semplice ma poi, pian piano, si è rivelata una scelta vincente che ha aiutato non solo me ma penso anche tante altre persone. Questo è ciò che mi rende più felice e che porterò con me per sempre.

Ho ricevuto lettere di ragazzi che hanno appeso le mie frasi al loro frigo, persone che stampavano ogni uscita e la rileggevano più e più volte, persone che hanno utilizzato le mie lettere per i campi scuola per bambini, diabetologi che hanno letto i miei argomenti per capire meglio come “funziona” il cervello di una persona con il diabete. GRAZIE a tutti, è stata un esperienza meravigliosa ben oltre le mie più rosee aspettative.

Qualcuno ha capito quanto fosse bello comunicare i propri sentimenti a viso aperto ed ha iniziato a sua volta a farlo nelle sue famiglie, nella sua piccola o grande comunità di amici e parenti. Questo è quello che mi renderebbe più fiero, la possibilità di aver portato nel vostro cuore e nel vostro cervello la voglia di comunicare e di non chiudersi. La voglia di non morire dentro. Quella che ha aiutato anche me nel mio momento più difficile.

GRAZIE a tutti.

Proprio in nome dell’onestà e del grande affetto che mi lega a tutti voi cari “colleghi” ho deciso di scrivervi questa lettera aperta per annunciarvi che la rubrica chiuderà. Non ci sono motivi particolari, niente di grave o simile per fortuna. Semplicemente la vita di ognuno di noi a volte prende pieghe sempre nuove ed ora per motivi vari ed impegni sempre più stringenti non sarei in grado di potervi stare accanto con la grinta, l’intensità e tutta la tenacia che voi meritate. Non avrei mai il coraggio di andare avanti senza darvi veramente il massimo come ho fatto fin’ora. Pertanto vi saluto, ma non mi piace pensare ad un ADDIO. Assolutamente. Ma ad un ARRIVEDERCI perché non è affatto escluso che, seppure a singhiozzo, torni a comunicarvi qualcosa, fosse anche solo un’emozione, una frase, una poesia o chissà… di tanto in tanto un nuovo argomento.

Immaginiamo che nella porta ci sia scritto “Torno Subito”.

Non dimenticate che i concetti per cui mi batto e sempre mi batterò rimarranno sempre qui, sulle pagine di questo sito. Scolpiti nella pietra virtuale. Potremo rileggerli insieme in ogni momento, a qualsiasi ora, in qualsiasi mese, perché le parole sono eterne, al di là di chi le ha scritte e quando. Vi confesso che anche io tornerò spesso a leggere le vostre lettere quando avrò necessità di darmi la carica. Spero che anche voi possiate farlo con tutte le mie pagine.

Sono contento di avere tanti nuovi amici sparsi in tutta Italia e sappiate che voi ne avete uno in più, qui in Sardegna.

GRAZIE A TUTTI PER ESSERCI STATI ED ESSERCI SEMPRE.

Noi diabetici siamo un razza psicologicamente superiore.

Marco Atzeni

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  • Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 20 Marzo 2008 6:00.00
    URL: http://www.progettodiabete.org/giovani/g1_1.php3


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