Una dolce malattia
di Italo Svevo

Il Paoli analizzò la mia orina in mia presenza. Il miscuglio si colorì in nero e il Paoli si fece pensieroso. [...]

Ma il Paoli non credeva che si trattasse di zucchero. Voleva rivedermi il giorno appresso dopo di aver analizzato quel liquido per polarizzazione.
Io, intanto, me ne andai glorioso, carico di diabete. [...]

Devo confessare che il diabete fu per me una grande dolcezza. [...]

Io amavo la mia malattia. Ricordai con simpatia il povero Copler che preferiva la malattia reale all'immaginaria. Ero oramai d'accordo con lui. La malattia reale era tanto semplice: bastava lasciarla fare. Infatti, quando lessi in un libro di medicina la descrizione della mia malattia, vi scopersi come un programma di vita (non di morte!) nei suoi varii stadii. [...]

Scopersi anche che la mia malattia era sempre o quasi sempre molto dolce. Il malato mangia e beve molto e di grandi sofferenze non ci sono [...] Poi si muore in un dolcissimo coma.
Poco dopo il Paoli mi chiamò al telefono. Mi comunicò che non v'era traccia di zucchero. Andai da lui il giorno appresso. [...]

Protestai ma non gli dissi che ora che il mio diabete m'aveva abbandonato mi sentivo molto solo. Non m'avrebbe creduto.


Tratto da: "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo

Data ultimo aggiornamento: Gio, 11 Novembre 1999 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/games/zeno.html

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