Da un diario di bordo Un uomo qualunque di Giovanni Salerno Quella sera A. si sentiva depresso più del solito, così decise di telefonare al suo dottore per una visita.
"Ho i soliti disturbi" gli disse al telefono, "Vorrei una visita".
"Oggi non posso, ho le appendiciti sino a mezzanotte".Ma A. era preso da tale ansia che insistette.
"Ma anche a mezzanotte va bene per me".
"Sciocchezze, venga domani" ribatté il gastroenterologo, e riattaccò, lasciando A. nella più sconsolante disperazione.A. si mise a sfogliare le pagine gialle, otorini, psichiatri, geriatri, ma sempre rispondeva la segreteria telefonica: "Il dottore è fuori per visite, lasciare nome e indirizzo". Gli rispose alla fine un omeopata dicendogli che il suo caso gli pareva molto grave, di mettersi frattanto a dieta che lo avrebbe ricevuto domani. A. si rincuorò subito, tantopiù che la dieta la faceva già.
Andò così a dormire più sereno, e si sognò tra l’altro che mentre andava a lavorare i pantaloni gli si sfilavano dalle gambe, ma che alla bell'e meglio riusciva a non farsene accorgere dagli altri, sgattaiolando un po’ di qui e un po’ di là e riuscendo così a svolgere il suo solito lavoro. Il sogno terminava con lui che gridava in faccia al capoufficio il più sgradevole repertorio di parolacce.
Tale sogno lo rese euforico anche il giorno dopo, tanto che chiese una giornata di ferie per presentarsi alla visita il più riposato possibile.L’omeopata lo ricevette subito, lo scrutò da capo a piedi e gli disse:
"Vedo che lei ha proprio un bel fisico asciutto, si vede che ha dimestichezza con gli aminoacidi eh?"
"Niente grassi solo verdura cotta e insalata niente vino ma acqua non gassata, niente pastasciutta, dolci neanche a parlarne, un panino all’aria aperta, non troppo imbottito s’intende".
"Bene bene" rispose impressionato l’omeopata.
"Cerco in questo modo di mantenermi sano e di ridurre i rischi del diabete e dell’infarto" disse A..
"Va bene, va bene" rispose l’omeopata, e intanto si chiedeva se per caso non avesse sbagliato paziente.
"Vorrei che mi sparissero anche questi noiosi dolori di testa".
"Vedremo vedremo, e il caffè?" aggiunse in modo che cominciava ad essere un po’ ansioso l’omeopata, "Come lo prende il caffè? Corretto?"
"Neanche per sogno" rispose A. "Fa male ai nervi, neanche il latte, per via della mia ulcera, come vede io ci tengo alla salute".....
Tratto da "Da un diario di bordo" di Giovanni Salerno, Lalli Editore
A cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Agosto 2002 6:00.00
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