La bella, la bestia e la sfiga di Mara
A cura della Paola*
*Paola Marchionne, Psicopedagogista


Presentazione
di Paola Marchionne - psicopedagogista


Mara è una di noi, né più, né meno: furba ed onesta, testarda ed arrendevole, forte ma fragile, incosciente e spaventata, informata ma inconsapevole, tutto insieme e nello stesso momento, come tanti (se non tutti) diabetici sono, compagni di una malattia che è fatta di contrasti, bizzarrie, imprevedibilità, alti e bassi, che coinvolgono inevitabilmente anche l’umore, il carattere e la personalità. Il lavoro da farci è trovare o ristabilire un equilibrio, e non soltanto glicemico. Figuriamoci ad un’età come quella di Mara, l’Adolescenza, anch’essa fatta di contraddizioni e contrasti, un periodo in cui la percezione di un grande senso di difficoltà e ineluttabilità si coniuga, cozzando alla ricerca di uno spazio, con delle grandi risorse e potenzialità interiori.

Non è un giorno che conosco questa ragazzina e che l’ascolto; inoltre è stata una delle prime con cui ho lavorato e quindi rappresenta per me una sorta di primo amore, non nascondo di esserle legata e grata per avermi mostrato tante cose di se’ e non essere gelosa di se stessa: affettuosa e brillante pur se capricciosa e inamovibile, ha sempre cercato di schiacciare la sua malattia, pur quando se ne dichiarava vittima.
Seguendola mentre mi dimostrava le sue difficoltà, assistendo ai suoi malumori e, purtroppo, alle sue lacrime, più di una volta ho avuto la sensazione, e spesso la certezza, che le mie parole risuonassero senza eco alle sue orecchie.
Poi finalmente ho, abbiamo cominciato a capire insieme che c’era, in fondo, un primo scalino da salire, un iniziale scoglio da superare: Mara si preoccupava principalmente di un aspetto, indiscutibilmente importante, quello del versante sociale della malattia, cioè di come il diabete avrebbe potuto “intaccare” la sua identità . Una delle frasi più frequenti è stata: “Non voglio dire che ho il diabete altrimenti gli altri come mi giudicheranno ?”. In effetti il mondo non possiede ancora per intero informazioni corrette ed adeguate sull’entità del diabete e delle sue implicazioni.

A questo siamo arrivate dopo circa un anno di lavoro, di incontri, colloqui e vivaci scambi che avevano coinvolto anche la sua famiglia, la scuola e alcuni suoi amici. A quel punto c’era il fatto che a me piace scrivere, a lei disegnare e che ci trovavamo in un Istituto d’Arte: quale modo migliore per coniugare le cose ed aiutare Mara ad aprirsi di scrivere insieme la sua storia e farla decorare a lei e ai suoi compagni con l’aiuto dei loro professori?

Ora il cammino di Mara non è certo terminato, perché le rimane da lavorare ancora sulla sua autogestione e sulla cura e il rispetto della sua persona; però adesso è sicuramente più serena nel comunicare agli altri la sua condizione.

Ricordo che un giorno, rassicurandola dalle sue perplessità e paure, le dissi: “Stai tranquilla, affronta una cosa alla volta: io sto aspettando che tu.. sbocci, e sono sicura che accadrà“. In effetti sia i suoi genitori e la sua famiglia, io stessa, i suoi professori, i compagni e amici, abbiamo pensato a darle degli stimoli, cioè, ognuno a suo modo, ad innaffiarla, sistemarle la terra, esporla al giusto sole eccetera.

ECCO: forse questo libricino è uno dei suoi primi petali!







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Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 2 Ottobre 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/games/p6_5.html


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