La favola della grotta del tempo "Plic, plic, plic"
Nella grotta di Gulam, nella regione di Akim, il tempo umido sgocciolava le sue ore, i suoi giorni, i suoi anni e i secoli e i millenni, attimo dopo attimo. Nessuno vi era mai entrato da tempi così remoti che neppure Koni, la quercia, e Malek, la montagna, o Ahri, il fiume, riuscivano ad immaginare.Komol quel giorno correva dietro il suo falco lungo il fiume Ahri, gli occhi puntati al cielo.
"Kiii, kiii" garriva felice Mori il falco.
"Kiuu, Kiuu" lo imitava a braccia aperte Komol.
Vedeva con gli occhi di Mori la terra correre via veloce, il serpente azzurro di Ahri srotolarsi e strisciare veloce lungo la valle, il grande e possente Malak, le sue alte guglie grige, i burroni e i canaloni, correre al suo fianco.
"Kiii, kiii", "Kiuu, Kiuu"...Col cuore in gola Komal si fermò all'ombra di Koni. Spesso sostava a parlare con lei, mentre il falco Mori planava disegnando cerchi nel cielo.
"Come stai madre quercia" chiese Komol.
"Giunki, il ghiro, dorme nella sua tana, parla sottovoce se non vuoi svegliarlo" lo ammonì Koni "Io sto bene, a parte i miei soliti acciacchi dell'età"
"Di quali acciacchi parli?"
"Oh, niente di preoccupante, gli anni cominciano a pesare sui miei rami, ma ancor di più i miei pensieri..."
"Ma quali pensieri puoi avere tu, madre quercia" rise Komol.
Koni, che conosceva la bontà d'animo di Komol non se la prese e rise anche lei. Poi, improvvisamente si fece cupa e silenziosa, ed una perla di rugiada cadde tra i capelli neri e lunghi di Komol.
"Perché piangi madre quercia?"
"Devo confidarti un segreto da troppo tempo custodito nel mio cuore. Io sono vecchia ormai, e il mio fusto, una volta così vigoroso, presto tornerà alla terra che l'ha cresciuto e nutrito e protetto. Quando ero poco più di un arbusto, in questa conca vi erano molte querce grandi e rigogliose. Da tempi lontani si tramandavano l'una all'altra questo segreto. Ora sono rimasta sola e non potrò più raccontarlo a nessuno. Morirò senza aver potuto adempiere a questo mio dovere."
"Kiiii, kiiii"
Komol ascoltava triste, pensando al giorno che Koni se ne sarebbe andata per sempre. In silenzio, col capo chino tra le ginocchia, raccolte al petto.
"Kiiii, kiiii"
Improvvisamente alzò il viso verso Koni, e sorrise "Madre quercia, perché non lo racconti a me, il tuo segreto, lo custodirò gelosamente nel mio cuore"
Koni stette in silenzio.
"Kiii, kiii"
Poi, sottovoce "Komol, dico a te queste cose perché il tuo cuore è puro e i tuoi occhi limpidi"
Komol, che in un primo tempo aveva pensato di aver detto qualcosa di sbagliato (la mamma diceva sempre "Komol, prima di parlare conta sempre le dita delle mani, e se non bastano anche quelle dei piedi... eviterai di dire sciocchezze!" Komol aveva contato solo quelle della mano destra), ricominciò a respirare e allungò il collo per sentire meglio.
"Là, dietro la roccia della civetta... Il segreto è: verrà il giorno in cui la terra riposerà, e da essa non nasceranno nuove querce.. Solo erbe e fiori profumati... allora un sorriso raccoglierà una goccia di rugiada..."
"Kiii, kiii"
Komol sorrise alla quercia "Mori mi cerca, devo andare... ciao madre quercia"
"Addio Komol"Komol, trotterellando, si avviò lungo il sentiero, occhi al cielo.
"Kiii, kiii"
"Kiuu, kiuu" rispondeva.
Passata la prima svolta, inciampò in una radice (Koni sorrise, finalmente in pace si abbandonò tra le braccia della terra) e cadde a faccia in giù.
Quando sollevò lo sguardo vide la roccia a forma di civetta. Vi si avvicinò e la toccò. La roccia, che pareva dura e impenetrabile cedette al tocco lieve e dolce di Komol, sgretolandosi e scoprendo l'ingresso della grotta di Gulam.
Komol entrò.Un odore umido e dolciastro avvolse Komol invadendo le sue narici.
"Plic, plic" sgocciolava il tempo.
Komol avanzò nel buio.
"Plic, plic"
Komol raggiunse la goccia. Sotto di lei un piccolo calice di cristallo, pieno a metà: tanto tempo non era bastato a farlo traboccare.
"Plic, plic... Komol, prendilo" disse la goccia.
Komol contò diligentemente le dita di mani e piedi, poi disse "Grazie, ma non posso prendere ciò che non è mio"
"Plic, plic... è tuo Komol, ti aspettavo da molti, molti anni. Il calice del tempo, quello che tu vedi, si chiama Banakesh, se te lo versi sul capo libererai per sempre Bolom dall'incantesimo"
"Chi è Bolom? Quale incantesimo?"
"Plic, plic... Un tempo lontano Bolom amava Kalem. I loro cuori erano una cosa sola. Un giorno Kalem, per non lasciare Bolom che partiva per la caccia, chiese al tempo di fermarsi. Il tempo, che non poteva aspettare, per accontentare Kalem la trasformò in grotta. Dentro di lei, Bolom, fu prigioniero per sempre del suo amore. Solo un cuore puro potrà liberare Bolom e permettergli di amare ancora"
Komol si inginnocchiò, prese il calice e lo versò sui lunghi capelli.
"Plic, plic"
"Kalem, Kalem"
Komol si voltò e vide Bolom "Mi chiamo Komol"
"Kalem... dov'è? Quanto tempo è passato?"
"Kalem è per sempre roccia... ti ha accolto nel suo grembo di pietra per paura di perderti"
Bolom capì.
Komol disse "Non rattristarti, io ti voglio bene, non ti lascerò mai, saremo amici per sempre"
Bolom guardò Kolom e seguì i suoi passi fuori dalla grotta."Kiii, kiii" fece Mori in cielo.
"Kiuu, kiuu" fece Komol correndo e ridendo.
"Kiaa, kiaa" fece Bolom a braccia aperte.
"Kiii, kiii" fece il falco nel vento.
"Kiuu, kiuu" fece Komol giù per il sentiero.
"Kiaa, Kiaa" fece Bolom felice.
"plic, plic" fece il tempo nella grotta.>La storia finisce qui. C'è chi dice che Bolom tornò nella grotta e nessuno trovò più l'ingresso, c'è chi dice che si innamorò di Komol e vissero insieme felici, c'è chi dice che, se alzi lo sguardo al cielo, vedi Bolom volare libero accanto a Mori "Kiaa, kiaa" "Kiii, kiii".
Quel che sappiamo è che Karem fu amore, Komol fu amore, Bolom fu amore, tutto questo vollero Koni, Malak e Ahri.guidOrsettus, 26 settembre 1998
Data ultimo aggiornamento: Gio, 30 Settembre 1999 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/games/p3_5.html
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