Tratto da La campanella di Santa Chiara Lasciate stare il diabete alle cure dei medici di Orazio Mascioli Al Caffè del Duomo, quella stessa mattina, il Sindaco, Don Vincenzo, sorseggiava un orzo corretto con l’anice in compagnia del fidato Don Severino, Segretario Comunale alla Rocca da tempo ormai immemorabile. Per loro, quella neve d’aprile era soltanto un paesaggio inconsueto.
Il sindaco alternava lo sguardo dalla vetrina alla locandina del Concerto Bandistico, affissa sulla colonna alle spalle del tavolo. Il segretario centellinava con cura l’orzetto e si lamentava dello zucchero per via del diabete.
“Lasciate stare il diabete alle cure dei medici” lo interruppe con autorità il sindaco “e occupiamoci d’affari concreti. La relazione dell’Ispettore” proseguì, pulendo col cucchiaino d’argento lo zucchero posato sul fondo porcellanato della tazzina “è stata affatto esaustiva. Il maestro si guardò bene dallo scoprire le carte. Ma noi dobbiamo tirare diritto.”
E, ingoiando lo zucchero addensato, “Il Duca Don Stanislao, voi m’intendete,” continuò “è un gentiluomo che antepone alla storia del suo illustre casato i suoi forti studi e le sue virtù personali.”
Tratto da “La campanella di Santa Chiara” di Orazio Mascioli - C.D.C. Editrice, Avezzano
A cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 22 Luglio 2005 6:00.00
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