Nessuno scrive al colonnello Un ricco diabetico di Gabriel Garcìa Marquez "Aspetti, le presto un ombrello, compare."
Don Sabas aprì un armadio a muro nell'ufficio. [...]
"Grazie, compare," disse, appoggiando i gomiti al davanzale della finestra. "Preferisco aspettare che spiova." Don Sabas non richiuse l'armadio. Si insediò alla scrivania nell'orbita del ventilatore elettrico. Poi tolse dal cassetto una siringa ipodermica avvolta nel cotone. [...] Mise a bollire la siringa sul ripiano di vetro della scrivania. [...] ...aspettò che la siringa bollisse. [...]
Don Sabas chiamò sua moglie dalla porta che comunicava col resto della casa. Poi iniziò una piagnucolosa spiegazione del suo regime alimentare. Tolse un flaconcino dal taschino della camicia e mise sulla scrivania una pastiglia bianca della grandezza di un pisello.
"È un martirio dover andare in giro con questo," disse. "È come portare la morte in tasca."
Il colonnello si avvicinò alla scrivania. Esaminò la pastiglia nella palma della mano finché don Sabas lo invitò ad assaggiarla.
"È per addolcire il caffè," gli spiegò. "È zucchero, ma senza zucchero."
"Già," disse il colonnello. Aveva la saliva impregnata di una triste dolcezza. "È un pò come rintoccare ma senza le campane."
Don Sabas appoggiò i gomiti alla scrivania col viso tra le mani, dopo che sua moglie gli aveva fatto l'iniezione. [...]
Don Sabas era nella stanza da letto col dottore. [...] Il colonnello aspettò fino a quando il medico scaldò la provetta con l'orina del paziente, annusò il vapore e rivolse a don Sabas un cenno di approvazione. "Bisognerebbe fucilarlo," disse il medico rivolto al colonnello. "Il diabete è troppo lento per far fuori i ricchi."
"Lei ha già fatto tutto il possibile con le sue maledette iniezioni di insulina," disse don Sabas, e sobbalzò sulle natiche flaccide. "Ma io sono un osso duro da mordere." [...]
Don Sabas cominciò a vestirsi. Il dottore si infilò nel taschino della giacca una provetta di vetro con un campione di sangue. Poi riordinò la borsa. Il colonnello pensò che era in procinto di andarsene.
"Al posto suo manderei al mio compare un conto di centomila pesos, dottore," disse. "Così non sarebbe tanto occupato."
"Gli ho proposto l'affare ma la somma era un milione," disse il medico. "La povertà è la cura migliore contro il diabete."
Tratto da "Nessuno scrive al colonnello" di Gabriel Garcìa Marquez
A cura di Carmelo D'AlessioData ultimo aggiornamento: Martedì, 2 Aprile 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/games/marquez.html
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