Esiste sempre un pezzettino in più rispetto al proprio limite al quale si crede

La mia Stramilano 2002

Fabio Del Prete

Se volessi fare una analisi dei fatti potrei dividere in tre il racconto:
1) Una parte prestazionale
2) Una seconda parte psicologica
3) Ed una terza parte medica.

1) Premetto che i mie dubbi sulla riuscita erano fondati in quanto vari incidenti sportivi nel passato (mi dicono che non sono molto normale - più gli sport sono estremi più ritrovo la carica per farli), un riacutizzarsi di un dolore al ginocchio sinistro e un limitato allenamento alla resistenza piuttosto che alla forza, creavano veramente un base per non crederci. Per fortuna ho indovinato subito il ritmo giusto per non disperdere le energie, anche se dopo solo 4 km avevo alle spalle solo pochi atleti, ma onestamente mi sono anche reso conto che mi ero messo al confronto con atleti professionisti o semiprofessionisti.

Il passaggio al 10 km era di 1 ora e 3 minuti il che confermava la tabella che mi ero prefissato anche se era la dimostrazione che ero molto lento. Al 15° chilometro ho preferito saltare il rifornimento per non spezzare il ritmo, ma vi assicuro che gli ultimi 4 chilometri sono stati difficili e non per il cuore che è sempre stato sotto i 110/120 battiti al minuto con un ottimo fiato, ma per le articolazioni delle gambe. In ogni caso sono molto contento della prestazione in senso assoluto certo non in senso relativo in quanto 21,097 km in 2H e 20' non è un bel tempo.

2) L'aspetto psicologico è servito molto perché mi ha permesso "non mollare mai" e di credere che esiste sempre un pezzettino in più rispetto al proprio limite al quale si crede. La mia filosofia è che l'importante non è partecipare ma vincere con gusto. Se poi si perde allora l'importante e divertirsi.

Durante le due ore di corsa l'80% dei miei pensieri erano come la centralina di una macchina: analizzavo ogni minima sensazione per poi prendere le giuste decisioni (accellerare - rallentare - bere - mangiare) e questo può essere visto anche come un allenamento per sentire ipoglicemie in arrivo.

Ricordo perfettamento che anni fa ho vinto una semifinale di tennis viaggiando costantemente tra i 60 e i 100 di glicemia ma sapevo che il mio corpo avrebbe resistito almeno per 30 minuti ad un buon livello perché... lo conosco.

3) Intanto i dati glicemici :

I valori di questi giorni sono buoni e durante la gara ho mangiato qualche caramella, ovviamente dolce, ma non per necessità ma (anzi avevo poi paura che valori altri della glicemia mi irrigidisseri i muscoli) solo per per precauzione. All'arrivo ho bevuto tanta acqua, mangiato due mele, bevuti succhi di frutta con e senza zucchero, poi a casa un bel piatto di spaghetti... ma come faccio sempre.

Per vostra cuiosità vi fornisco l'elenco degli sport maggiormente praticati durante questo ventennio da diabetico.
(non amo il calcio)
Pilota di rally con più di 100 gare dal 1982 al 1993 interrotto per budget
Coppa Italia di tennis cat. NC
Gare amatoriali di sci (dove forse mi sono procurato una violenta botta al pancreas nel 1981)
Sci nautico
Rafting sulla Dora Baltea
Secondo al torneo di Cambridge YMCA di ping pong


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 19 Aprile 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s3_2_15.html

Il trapianto di Lallo Indice: le vostre lettere La vita dopo un trapianto di pancreas: la storia di Faith
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet