Vivo giorno per giorno cercando il meglio delle cose semplici

Era il 1 aprile 2007.

Mi sveglio la mattina con una brutta sensazione. Ma pensavo... È sempre il tormento del ricordo di mamma che se ne è andata da troppo poco perchè il dolore e la tristezza abbiano una tregua. È un arrampicarsi inutile verso mille pensieri positivi. Ora lei sta bene e non soffre più. Non mi guarda più con quegli occhi tristi e pieni di dolcezza. Sa benissimo che presto il suo “bambino” di 42 anni resterà da solo. Penso ancora oggi alle immagini del viso di mia madre. E provo un tuffo al cuore.

Ma torniamo al pesce di aprile. Scotto. Febbre alta. Cosa succede? E a pensarci bene... Cosa mi interessa? Vivere o morire? La testa non ragiona. Si alternano momenti di ilarità e momenti di pianto. Squilla il cellulare. Mio fratello. Mi sente strano. Dopo un’ora l’ambulanza arriva. Nel pronto soccorso si affrettano. Ormai sono nel delirio. Non riesco più ad avere un contatto con la vita reale. Non mi interessa. Sto raggiunendo la fine. Quella fine che non mi ero mai immaginato e che ora è così vicina da poterla toccare. Sento solo una canzone alla radio. Una canzone che mi ricorda la mia adolescenza. E dentro me sorrido... Sorrido... Sorrido...

Quando mi risveglio è il 20 di aprile... Gangrena gassosa... Una gamba amputata sotto il ginocchio... Che mi resta da fare? Non mi ero mai immaginato una vita sulla sedia a rotelle. Penso solo al fatto che ora qualche persona in più si occuperà di me. No! Non può andare così... Ed eccomi qui a scrivere oggi. Ad un anno di distanza da tutto ciò, ad un anno di distanza da una morte apparente, tornato alla vita, con un arto artificiale che mi porta a vedere il mare, a camminare fra la gente, a lavorare e a sentirmi vivo. Vivo giorno per giorno cercando il meglio delle cose semplici. Il sorgere del sole, il sorriso di un bimbo, lo spuntare di un fiore...

Sono cose banali e utopistiche per molti, ma sono sicuro che chi, come me ha camminato sul sentiero del signore con la falce potrà capire ed apprezzare. E vorrei solo dare un po’ di forza e coraggio a chi pensa di essere diverso solo perché più volte al giorno deve bucarsi un dito per capire se vivere o morire.

Luca


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Maggio 2008 6:30:00
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