Un viaggio lungo un attimo
Oggi mi sento in vena, stai crescendo e papà, quanto prima ti porterà a fare un viaggetto io e te da soli, con la “Vespa 50 XL”, che papà ha aggiustato per l’occasione e se te la sentirai, andremo a S. Lucia del Mela (Me) per questa escursione-esperienza nuova.
Davvero papà?
Mamma, papà scherza vero?
No Antonio, se te lo prometto, sai che le faccio le cose promesse, o no?
Giunge il grande giorno, i preparativi, i chilometri sono tanti 65 andata, la fame arriva per strada, Antonio ancora di 12 anni, l’abbigliamento, le raccomandazioni della mamma, i giubbotti se piove, i baci e vi raccomando andate piano... .
Piano piano, mi sono ritrovato a sedermi accanto a lui ed essere portato io in giro da lui, ma su un mezzo ben diverso, uno Scania lungo m.12,40 alto 4 rosso ed il cassone di colore giallo, entrare ai caselli autostradali e non capisco come non strofini i laterali del mezzo così grande.
Lo vedo guidare questo bisonte della strada, con una attenzione encomiabile, l’entusiasmo del primo giorno di Vespa gliela intravedo ancor oggi, ma il tempo è passato, e la vita ci ha riservato tante storie, e quante, così tante che, spariscono al solo volerle stringere strofinandole con le dita per ricordarle e svaniscono, come dei sogni belli al risveglio.
I sorpassi, le consegne, dove si trova questa località, la via, dove posteggio adesso, qui t’aiutano a scaricare, altrimenti in altri posti se ne fregano pa’ e manco un bicchier d’acqua...
I concessionari sai, papà se ne fregano, magari ti dicono che, devi aspettare l’indomani mattina all’orario di apertura, ed ancora c’è il tempo quasi 2 ore per chiusura, ed io la merce gliela scendo in 5 minuti.
Lui solitamente consegna moto di grossa cilindrata, e che moto, moto da far sognare ed al sol vederle, e scrutare con quale disinvoltura e dimestichezza lui le preleva dal camion e le scende è da far rabbrividire, ha acquisito ormai, sebbene di piccola costituzione, facendosi dei bicipiti ed un torace da far invidiare un cosiddetto palestrato!Che cambiamento, vederlo gestire autonomamente le problematiche della vita, mi mette molta nostalgia, e una gran voglia di riaverlo insieme a me, su quella famosa vespa 50, ma la vita non permette questo, ancora questo non è possibile per nessuno purtroppo!
Non mi resta che, prendere il mio camper e salire su per andarlo a trovare, e potermi godere così mio figlio.
I figli, appena li tieni in braccio per la prima volta li guardi che gli girano gli occhi “ando’cojo cojo”, sembra che ti guardano, e ti viene voglia di dirgli: oh! mi vedi sono papà, il tuo papà, ti ho aspettato tanto tempo, oggi ti prendo in braccio per la prima e non so bene, come si fa, ma se ti stringo, ti faccio male? Posso?
E... così l’attimo è passato.
Si cresce troppo in fretta, a volte il tempo non basta mai, per un genitore è un attimo, è proprio il caso di dire “un viaggio lungo un attimo”.Pino
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 26 Agosto 2004 6:30:00
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