Era il 6 giugno 2002. Giovedì.
Era il compleanno di mia madre.
di A.P.
Era il 6 giugno 2002. Giovedì.
Era il compleanno di mia madre.
Tra due giorni mio cugino si sarebbe sposato.
Una grande festa si respirava nell’aria.
Per l’occasione mia madre aveva avuto piacere a farmi confezionare un abito elegante dalla sarta. Una cosa speciale, insomma.
Certo strano che alla prova del vestito la sarta avesse dovuto stringerlo di 4 centimetri sui fianchi …. le misure me le aveva prese non più di una settimana fa! Ma così sono più carina senza quei chili di troppo che mi appesantivano un po’! Sì, mi piaccio di più così!
E certo è pure strana questa stanchezza! Sarà davvero lo stress da esami? Non è stato un gran bel momento della mia vita, ma mi sembra che piano piano mi stia riprendendo.
L’amicizia costruita sui libri universitari mi ha tradito e deluso per egoismo per invidia, per gelosia…non so. Una coltellata al cuore. Ho voluto rompere sperando di riuscire a chiarire, ma evidentemente il mio dolore è troppo grande e lei….non so. Niente, parole banali, lettere confuse, qualche augurio fraintendibile…Finito tutto?Ma!
Ma io non posso rinunciare ai rapporti ideali, alla vera amicizia alla verità nei rapporti.
Ho bisogno di rapporti in cui darmi anima e cuore. Ho bisogno di amare. Sono così. Lo sento.
E reagisco e ho riscoperto e ritrovato lì dove l’avevo lasciata l’amicizia di infanzia. Lei forse l’unica ed eterna vera. Ti voglio bene Chica!AH! Certo, per questo sto meglio! Il mio amore non lavora più nella città della nebbia eterna, maledetta città della nebbia!!! Perché doverci immergere nella tua stramaledetta umidità per trovare un lavoro soddisfacente? Non ci meriti, ci inventeremo un futuro qui, nella terra che amiamo e che sa amarci.
Io e lui attraversiamo entrambi un periodo di stanchezza.Stanchezza fisica intendo. Non combiniamo grandi cose.Anzi no! Siamo stati un mesetto fa alle Cinque Terre, perché mi sto documentando un po’ per la eventuale tesi sul recupero della passeggiata a mare del mio paese.Argomento angosciante la tesi lasciamo perdere, non ne parliamo… Intanto finiamo gli esami… mi manca solo tecnica e tipologie. Il terzultimo esame l’ho dato lunedì. Che fatica studiare certo. Sono dovuta andare a studiare alla biblioteca tutti i pomeriggi per riuscire a mantenere l’attenzione, cavolo! E poi mi sono fatta una scorpacciata di macedonia! Roba industriale per quantità! Non so…al giorno… tre o quattro chili di frutta sparata giù nello stomaco. Che bellezza la frutta! Faccio contenta mia madre. Pensare che ne ho sempre mangiata pochina… , ma ora mi va proprio! Tutta sminuzzata, con tutto quello zucchero sopra che si scioglie e diventa liquidino e succoso…uh... esagerato! E’ andato bene l’esame. Al solito.
Non ne gioisco più nemmeno tanto e sbaglio e mi dispiace…alle cose belle non ci si dovrebbe abituare fino a non apprezzarle più.
Certo ho fatto l’esame, ma continuo ad essere stanca, eppure mi curo per astenia come tutti gli anni !!!Domenica ero a terra. Ma proprio a terra mi sarei sdraiata per sentire meno il peso delle braccia! Con il mio amore siamo andati a fare una passeggiata per fare due chiacchere in relax e distenderci un po’. Partiti alle tre del pomeriggio dalla piazza della chiesa volevamo raggiungere il mare. Ma alle quattro del pomeriggio eravamo ancora seduti sulle scale della chiesa. E dai muoviti come sei pigra oggi! Sei sempre stata pigra, ma è un periodo in qua che sei allo stato larvale della pigrizia!! La miseria!!!
Bene… alle cinque ero sdraiata sul gradino della chiesa con la testa appoggiata sulla spalla del mio amore, a chiacchera, così stavo proprio bene!
Sì, hai ragione amore, devo andare dal dottore così magari mi cambia vitamine e poi gli dico anche che un mesetto fa sono stata dall’oculista, perché mi facevano nebbia gli occhi, ma che ora la vista mi è ritornata e poi gli dico anche che la notte specialmente ho una grande sete perché mi si asciuga tutta la gola e sono costretta ad alzarmi per bere.
Ah… poi gli devo dire che la notte mi alzo almeno un altro paio di volte per andare al bagno per fare la pipì. Forse per questo sono stanca di giorno! Dormissi un po’ più di notte! Ma che ci vado a fare dal dottore, sono stanca perchè non dormo, tutto qui! Lo dice anche mia madre!
Va bene ,non ti arrabbiare amore, ci vado.Era il 6 giugno 2002. Giovedì.
Era il compleanno di mia madre.
Buon compleanno mamma, ho il diabete.Il dottore mi ha chiesto a che età era venuto il diabete a nonna, e mi pareva da vecchia, gli ho detto, ma non ero sicura e poi mi ha fatto una prova del sangue lì allo studio, ma invece di un numero, quando ha fatto la prova a me ci veniva scritto Hi. Per vedere se funzionava la macchinetta il controllo se l’è fatta anche per se la prova e gli ci veniva scritto 90. L’ ho visto bene! Ma veloce, veloce, ha messo via l’apparecchio e ha detto che non funziona per bene. Come è buono il mio dottore! Lui dice comunque di non preoccoparmi tanto domattina mi fa fare di urgenza le analisi del sangue!
Ora non sono completamente rimbambita…intuisco che Hi non è un bel numero per la mia salute. E poi la nonna… Insomma, se due più due fa quattro e la genetica non è un’opinione, cara mammina ho il diabete!
Ma non ti preoccupare!
Per ora non diciamolo a nessuno, nemmeno a papà. Anzi meno che mai a papà. Mi curerò come devo senza tante storie, se c’è da prendere una o due pasticche il giorno non c’è mica bisogno di dirlo a nessuno!!! Che sarà mai…Oggi è il primo marzo del 2003. Non è ancora un anno da quando facevo quei pensieri.
Beata ingenuità!!!
Si vive male con il diabete, si vive di schifo con il diabete, si vive però.
E’ bene non ricommettere l’errore di non apprezzare quello che si ha.
E’ bene gioire per ciò di cui disponiamo e ringraziare sempre e costantemente per tutto quello che di bello ci accade.
Ringraziare chì? Io ringrazio Dio.
Provo una grande rabbia quando sento lamentare persone per storie egoistiche e molto leggere. Mi rivedo in loro quando avevo perso di vista l’esempio di vita a cui tendere. Da bambina intuivo la grandezza del messaggio evangelico, credevo. Poi con leggerezza mi ero allontanata da quella strada . Non che commettessi chi sa cosa. Solo che non riflettevo e non apprezzavo abbastanza gli immensi doni di cui godevo. Perciò neanche riuscivo a condividerli.
La malattia strana cosa! La croce che porterò tutta la vita!! La mia croce!!! Forse un dono per me. Un nuovo modo di vedere il mondo.
Un nuovo modo di vivere la vita, magari migliore. Voglio provarci.
A tutti i diabetici, ai malati in genere.
Ma soprattutto… a tutti: la vita è bella!!!A.P. 26 anni
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 9 Aprile 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s3_1_14.html
