Quel rompiballe che dimora in molti di voi



Cari ragazzi, bambini, genitori, adulti,
vorrei chiamarvi amici, ma poi sono sicuro che mi accusereste di avere osato troppo, per cui non lo faccio. Certo, non è da tutti ricevere una lettera direttamente da me, il Signor Diabete, in persona, ma il fatto è che un amico mi ha fatto leggere la trascrizione di un dibattito che si è recentemente tenuto sul mio sito internet preferito (www.progettodiabete.org), e devo proprio dirvi che ho avuto come l’impressione che qualcuno mi tirasse per la giacca (si, anch’io sono capace di vestirmi bene!), e non ho resistito. Ho preso carta e penna ed eccomi qui. … Sono passati un po’ di anni dall’ultima volta, ma eccomi qui …

Per chi non mi conoscesse, permettetemi di presentarmi. Chi sono io è presto detto, il mio nome dice tutto credo, sono quel rompiballe che dimora in molti di voi, e mio malgrado (mi dovete credere, se dipendesse da me me ne andrei via quatto quatto senza nemmeno salutare) sono colui che per voi è la causa di molti dolori, ma qualche volta anche di alcune gioie. Già perché anche se vi sembrerà strano, io qualche volta, e non lo dico per vantarmi, qualche sparuto momento bello legato a me e alla mia presenza sono pure capace di regalarvelo. Oddio, se fosse per me, sarebbero molti di più, ma anche voi ci mettete del vostro per ostacolarmi, credete a me, e non poco.

Come vi ho accennato, non è la prima volta che scrivo. Anni fa avevo scritto un libro a quattro mani con un simpaticissimo ragazzino di nome Mauro, che suo malgrado mi ospitava (e tutt’ora mi ospita): allora dodicenne, ormai è cresciuto, ma vi assicuro siamo rimasti davvero buoni amici. Se avete dieci minuti liberi, consiglio a tutti di andare a leggere quelle paginette. Potreste trovarle interessanti, e forse anche divertenti. Il titolo del libro è “Una notte all’improvviso …”, perché di solito è così che io arrivo e mi manifesto. Ormai copie cartacee non ne sono rimaste molte, ma mi potete tranquillamente scaricare (che brutta parola!) da questo link: http://www.acfriends.it/aclibrary/details.asp?ID=52, gratis e come più vi piace, o in formato word o in formato pdf.

Li trovate gran parte del mio pensiero, ma è per rispondere ad alcune delle cose che ho letto in quel dibattito a cui ho accennato, che ho deciso di riprendere in mano (si fa per dire) carta e penna.

Per prima cosa volevo complimentarmi per l’idea di GiADa. Bel nome davvero, e bello il pensiero che ci sta dietro. Sono anni che mi impegno per farmi conoscere meglio, per dire a tutti che non devono avere paura di me, che non sono né pericoloso, né contagioso, non mordo e non mi risulta nemmeno che qualcuno sia mai stato colto da strani fenomeni che l’abbiano fatto diventare tutto blu, o con la pelle a pois. Eppure c’è ancora chi crede che basta starmi vicino perché io mi insinui dentro di lui di soppiatto, oppure che qualche caramella di troppo sia sufficiente a risvegliarmi. Balle, sono tutte balle!

Certo, non discuto, trovarsi me fra i piedi non è propriamente come vincere alla lotteria Italia, ma vi assicuro che non sono io a scegliere voi, come voi non scegliete me. E’ una questione di coincidenze. Eravate nel posto sbagliato, al momento sbagliato, ma vi assicuro che non ho mai fatto preferenze, per me pari siete. Bambini e adulti, maschi e femmine, grassi e magri, biondi o bruni.

GiADa, allora, potrebbe diventare un valido strumento di informazione, un modo per andare in giro a raccontare alla gente cosa significa incontrare me e poi avermi fra i piedi per il resto della vita. Per dire come non si diventa diabetici solo per il fatto di baciarsi. Per raccontare che con poche attenzioni, è ancora possibile vivere bene, essere felici, vivere una bella vita “nonostante” me.

E volevo dire a Davide di Roma che è normale, a volte, sentirsi “inadeguati o non all’altezza”, ma che non bisogna farne una tragedia e che si deve lottare per far valere i propri diritti e per dimostrare (a se stessi innanzitutto, e a tutti coloro che ci stanno intorno) che il diabete vi ha tolto l’insulina, ma non la gioia di vivere, che se tu sei mio amico, lo sei a prescindere, non dopo che ti ho fatto vedere il certificato di garanzia, e poi cosa significa avere il diabete. E’ una cosa come un’altra, certo, a volte una bella rottura, ma che non impedisce a nessuno di diventare grande, di lavorare, di sposarsi e se si vuole di fare figli (che non per forza saranno bambini col diabete). Se un amico ti gira le spalle perché tu gli hai raccontato di avere il diabete allora non è davvero un amico sincero, e forse è meglio perderlo che trovarlo.

So a cosa state pensando, fa bello lui a parlare, non è mica lui che si sente prendere in giro o che vede le persone scappare. Che diritto ha, dopo essere venuto a rovinarci la vita, di farci anche la morale … Che se ne stia zitto!

Se io parlo è perché sento il dovere di farlo. Ho conosciuto ragazzi che anche se c’ero io a rompere le scatole, non hanno perso il sorriso, guardano al futuro con speranza e con la serenità di chi sa che la fuori, nel mondo, spesso tetro e spaventoso (ma avete sentito che brutte cose succedono ogni giorno, e non mi sembra di aver mai letto che il diabete, io medesimo intendo, fosse in qualche modo implicato … eppure … bulli che a scuola ne combinano di tutti i colori, ragazze violate nel corpo e nello spirito, e chi più ne ha più ne metta), che là fuori, dicevo, brilla una piccola fiammella, quella fiammella che un giorno non tanto lontano, ne sono convinto, ci aiuterà a dire la parola FINE … Basta punture, basta glicemia, basta regole, basta tutto …

Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Non abbattervi, non lasciare che gli altri calpestino i vostri diritti, che spengano il vostro sorriso, che vi maltrattino …

Battete i pugni, lottate, urlate, raccontate come stanno veramente le cose .. e GiADa può essere davvero un buono strumento per fare tutto questo … restate in ascolto, ne varrà la pena … fidatevi di me che ne so qualcosa …

Prima di finire, però, volevo riportare le parole che quel mio amico cui ho fatto cenno all’inizio della lettera una volta ha scritto e che vi possono aiutare a riflettere:

  1. Non esiste un diabete cattivo, ma un diabete difficile da gestire: il diabete non è solo un nemico da sconfiggere, ma può essere anche un amico ‘esigente’ con cui imparare a convivere.
  2. L’importante non è avere una vita normale, ma essere felici: affrontare il diabete con un sorriso aiuta, e se presta attenzione, un paziente può fare proprio tutto quello che fanno i suoi amici.
  3. Sopra tutto, l’autocontrollo: è importante che il ragazzo sia in grado di gestire il diabete da solo, così sarà più responsabile.
  4. Nascondere il diabete non serve a niente: parlare della propria malattia con gli altri aiuta ad accettarla e a essere più sereni.
  5. Falsificare non serve a niente: le bugie hanno le gambe corte ed è meglio uno strappo alla regola, ma fatto alla luce del sole.
  6. L’importante è avere accanto genitori sereni: devono essere un supporto, ma né troppo invadenti né troppo protettivi.
  7. Insegnanti ed educatori hanno un ruolo importante: non devono impedire al paziente di essere se stesso, perché questo atteggiamento porta il bambino solo a sentirsi un diverso.
  8. Il medico non è solo un meccanico del corpo: deve prendersi cura anche della persona, con le sue paure, angosce e speranze.
  9. Meglio in compagnia che soli (o male accompagnati): scambiarsi le esperienze aiuta a seguire meglio le regole.
  10. Il ‘Signor Diabete’ può essere un amico: ci si può parlare e confidarsi. E se non si riesce a farlo, c’è sempre il medico.

Esatto. Io posso essere anche un amico … Sta a voi la decisione. Ora però non vi voglio annoiare, ma se qualcuno avesse voglia di parlare ancora con me può scrivere alla mail di quel mio amico e io vi risponderò (a.scaramuzza@cwdmail.com oppure a.scaramuzza@gmail.com).

Con affetto

Il Signor Diabete

P.S. Ho letto che cercavate alcuni slogan per GiADa; eccone uno, spero vi piacciano. GiADa: uniti per vincere (semplice, forse banale, ma efficace). Se me ne vengono in mente altri ve li farò sapere.

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 14 Dicembre 2006 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_79.html


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