Compatibilità delle cartucce di insulina con le penne: alcune proposte
Mario Zanchini
Vorrei riferire un episodio ed esporre alcune considerazioni che, a mio giudizio, meritano un po’ d’attenzione nell’ambito del trattamento insulinico del diabete, se è vero che un’alta percentuale di scompensi glicemici sono dovuti a errore umano nella somministrazione del farmaco.
Un mio familiare, diabetico insulino-trattato, assume ogni giorno 3 dosi di insulina rapida Humalog e 2 di insulina glargine Lantus. Per ogni tipo di insulina usa una penna diversa: una Humapen Lilly per Humalog e una Optipen Pro1 Aventis per Lantus. Recentemente, per errore, ha caricato una cartuccia di Humalog nella penna destinata al Lantus e per dieci giorni circa si è iniettato l’insulina rapida al posto del Lantus con uno stravolgimento preoccupante dei valori glicemici e alcune severe crisi ipoglicemiche, diurne e notturne, fortunatamente risolte positivamente. Quali altri rischi avrebbe corso, se avesse assunto in dose unica l’Humalog, scambiato per Lantus, è facile immaginare.
L’errore, certamente imputabile alla distrazione, è stato facilitato dalla perfetta compatibilità delle due cartucce di insulina con entrambe le penne (si può facilmente inserire una cartuccia di Humalog nella Optipen Pro1 Aventis e parimenti una di Lantus in una Humapen Lilly), nonché dalle modeste differenze cromatiche e grafiche dei due flaconcini. Considerando che tra i diabetici figurano bambini, anziani, ipovedenti, semplici distratti e, inoltre, che aumentando il numero delle somministrazioni aumenta anche, inevitabilmente, la probabilità dell'errore umano, non sarebbe opportuno adottare accorgimenti per rendere intrinsecamente impossibili tali errori o, quantomeno, più difficili? Alcune proposte, a titolo d’esempio:
Incompatibilità di calibro, lunghezza o forma tra cartucce e penne non specificamente dedicate.
Vistose classificazioni cromatiche, per tipi di insulina (es. rapida = rosso; intermedia = giallo; lenta = azzurro), con cui differenziare le cartucce in ogni loro parte.
Linguette e fondelli colorati, apposti sulla capsula e sul fondo della cartuccia, da rimuovere prima dell’uso che obblighino l’utente a maggiore attenzione.
Elementi tattili su ogni flaconcino che facilitino il riconoscimento da parte degli ipovedenti (la sola scritta Braille sulla confezione non è sufficiente).
Caratteri più grandi e grafica più evidente per i nomi delle insuline
Completa trasparenza dei caricatori di cartucce, talvolta inutilmente oscurati da elementi decorativi e loghi commerciali.
Indicazioni chiare ed esplicite su confezioni e fogli illustrativi: es.
La scatola e il foglietto illustrativo di Lantus recano le seguenti diciture: “Uso sottocutaneo. Questa cartuccia è per un uso combinato con OptiPen.”; “Lantus in cartucce è stato appositamente studiato per essere utilizzato con OptiPen”. In realtà la cartuccia di Lantus può essere caricata in qualunque penna ipodermica e la scatola e il foglio illustrativo della OptiPen la definiscono sempre e soltanto come una penna “per l’uso con cartucce di insulina”, non di insulina Lantus. Infatti la OptiPen accoglie perfettamente, senza la benché minima difficoltà, anche le cartucce di Humalog.
Mi auguro che la segnalazione susciti l’attenzione degli operatori del settore e porti a un miglioramento delle condizioni di sicurezza nella somministrazione ipodermica delle insuline.
Mario Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 11 Febbraio 2005 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_67.html
