Risposta all'intervento di Guglielmo
Ciao, sono Claudia, e dopo un anno che vi osservo attentamente dalla "finestra" (a parte un paio di interventi in chat e un parere su Lantus chiesto al Prof. Bolli), oggi non ho potuto fare a meno di uscire allo scoperto. Il motivo? L'intervento di Guglielmo apparso in questi giorni sul sito, mi ha colpito tantissimo perché... Guglielmo sono io...o meglio in versione femminile e con un paio di anni in più (ma non li dimostro!!). Ha dato voce a quello che è stato questo mio anno e 2 mesi di diabete come io stessa non avrei potuto fare... Anche io ho iniziato da "grande" (esordio giugno 2000 subito dopo aver compiuto 34 anni), anche io mi sono accorta della malattia in anticipo, attraverso un controllo con analisi del sangue per altri motivi e così non ho vissuto la drammaticità dei sintomi iniziali (dimagramento, arsura, frequente bisogno di urinare, spossatezza e via di seguito fino al coma) e ho potuto evitare (grazie anche alla collaborazione di un medico eccezionale che mi ha preso sotto la sua ala protettrice) il ricovero iniziale, familiarizzando con il mio nuovo stato nell'ambiente confortevole della mia casa.
Certo, è stata dura: il giovedì il laboratorio di analisi mi ha telefonato in ufficio per dirmi che c'era qualcosa di anomalo, il venerdì ho ripetuto le analisi che purtroppo hanno confermato la glicemia sopra i 300 (anche se a me quel dato ancora non è che dicesse molto...) e da lì un calvario tra medici e ospedali fino ad arrivare a sabato notte quando in condizioni di grande urgenza dopo vari tentativi in Pronto Soccorsi inefficienti sono finita da questo diabetologo veramente disponibile che mi ha fatto la prima insulina. La mattina dopo a colazione ho fatto la prima insulina da sola davanti a lui (mai fatta prima di allora una iniezione, né su me stessa né sugli altri) e a pranzo ho fatto la mia prima insulina completamente indipendente, con la siringa, mi ha detto che alla penna (penna? Un mondo sconosciuto!!!) sarei passata solo più tardi.
Quella domenica ho pianto tutto il giorno, la vita mi sembrava finita, ma nel tardo pomeriggio ho cominciato a reagire, ho fatto una doccia, lavato via tutte le lacrime e sono uscita a fare una passeggiata... NO, non mi sarei arresa così facilmente...
E da lì è iniziata la mia lotta/convivenza con il diabete e ho cercato di fare come Guglielmo, innanzitutto capire, per avere un rapporto personale con la malattia, perché avevo deciso che tra me e lei ci sarebbe stata la tanto citata par condicio... io sarei andata incontro alla malattia, ma la malattia doveva venire incontro a me, perché non accettavo soprattutto di sentirmi dire che un diabetico può fare una vita quasi normale, innanzitutto c'era quel quasi che incideva parecchio e poi cosa vuol dire normale? (secondo me è un termine veramente cretino!), la vita normale di un sessantenne è molto diversa della vita normale di una trentenne e la mia vita è molto diversa da quella della maggior parte delle mie coetanee, io non volevo fare una vita quasi normale, io volevo fare la MIA VITA!!
E poi anche per me come per Guglielmo le sorprese non erano finite: non so cos'altro sia successo a lui (non lo ha scritto) ma a me esattamente 18 giorni dopo, un mercoledì che mi sembrava stupendo (21 giugno, solstizio d'estate!) la mattina mi ero lanciata nel dire con mia madre che la vita mi sembrava stupenda lo stesso, certo sarebbe stata meglio senza diabete ma io mi sentivo felice ed entusiasta lo stesso, e... alle 4 del pomeriggio, mio padre 60 anni perfettamente portati, di ritorno dall'ufficio ha avuto solo il tempo di dire che non si sentiva bene... infarto fulminate. È morto in 1 minuto, senza nessuna avvisaglia, nessun precedente...
Ma torniamo al diabete, anche io caro Guglielmo sono sempre stata sportivissima, dopo una settimana dall'esordio ero in piscina, a riprendere il mio allenamento, certo la prima volta con qualche timore e con la supervisione di mio marito al di là del vetro, pronto ad intervenire, e della mia amica nonché compagna di corsia che mi nuotava accanto come un delfino; nell'arco di 3 volte (lunedì, mercoledì, venerdì) non solo sono tornata completamente autonoma da questi angeli custodi ma anche ai miei soliti standard (2h 3 volte a settimana); malgrado tutto quello che è successo ho fatto le vacanze: a VENTOTENE, dove come sempre uscivo la mattina in gommone per tornare la sera (certo le prime IPO con sotto la profondità degli abissi mi hanno spaventato, in certe condizioni anche pochi metri che separano dalla imbarcazione sembrano eterni) e poi sulle Dolomiti dove coplice una stagione indimenticabile (in 2 settimane ho usato il K-Way solo una volta per 15 minuti) ho fatto tutti i giorni escursioni con partenza la mattina e ritorno la sera e non ho rinunciato neanche alle ferrate (anche se il mio diabetologo ci sperava!). E neanche alla stupenda polenta dei rifugi e allo strudel, e alla linzt (sarà la fatica e la conseguente fame che fa sembrare la cucina dei rifugi migliore di quella dei ristoranti citati dalla MICHELIN?)
Che complice perfetto che è lo sport vero Guglielmo?, a me non tradisce mai! Nella gestione della malattia è più affidabile dell'insulina. Anzi approfitto per consigliare a tutti quanti i diabetici di iniziare (se già non la fanno) un attività sportiva, ovviamente ognuno secondo le proprie capacità e possibilità, vedrete che grossi giovamenti, e poi, cosa non indifferente, potrete concedervi molti più peccati di gola, proprio come sta capitando a Silvia e Giampi e Pino che si sono dati alla bici.
Comunque non voglio assolutamente dire che sia stato tutto rosa e fiori, a volte è proprio a distanza di un anno che mi sembra tutto faticoso, ora che l'espressione "malattia cronica" è qualcosa di sperimentato sulla mia pelle e non solo un termine minaccioso, ora che il calendario ha fatto un giro completo e in ogni occasione (Natale, Pasqua, compleanno, emozioni, rabbie, viaggi, lavoro, freddo, caldo, aerei, navi, ristoranti, amici, sesso... ) lui è sempre lì, e devi bucarti le dita e dopo le dita la pancia e poi... e poi comunque stare attento e contare mentalmente carboidrati, zuccheri, calcolare orari... E ci sono i giorni che non sopporti nessuno, soprattutto quelli che ti dicono che c'è chi sta peggio o che in fin dei conti non è poi un grosso sacrificio rinunciare a una fetta di torta (e magari te lo dicono con le mani sporche di marmellata!) e non reggi quei giornali stupidi che un giorno sì e due no titolano "TROVATA LA CURA DEFINITIVA PER IL DIABETE" e vorresti buttare dalla finestra quel reflettometro che senza motivo segna 300... e vorresti affogare la rabbia in uno zuccotto per 8 persone o nel Millefoglie di CAVALLETTI (amici romani mi capite vero?) Però poi penso che la malattia mi ha dato anche delle cose positive, la mia vita per un attimo si è bloccata e quando è ripresa io ero diversa, per molte cose migliore, più consapevole e forte e più capace di godermi tutto quello di bello c'è.... Volevo solo commentare con poche righe l'intervento di Guglielmo e invece ho scritto una cosa lunghissima che verrà sicuramente tagliata, a mia discolpa posso solo dire che forse avevo proprio bisogno di raccontarmi a persone che mi possono capire, anche perché... anche in questi giorni.. non è che vada tutto bene... mi sono appena separata da mio marito...il diabete non c'entra nulla, anche se a volte penso che deve essere bella la sensazione di lasciarsi questo problema (che almeno indirettamente condivideva con me) alle spalle, basta, chiuso.... quando potremo farlo anche noi?
Grazie Guglielmo per questa occasione, continua a metterci la stessa grinta e grazie a tutti gli altri amici di Progetto Diabete che dal mio angoletto mi hanno fatto compagnia in quest'anno.
Claudia
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 6 Agosto 2001 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_51.html
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