Ernesto

di Costa

Sono le 4 del pomeriggio, di questa giornata afosa, e sto finedo di lavorare.

<< Ok, Donato! Chidumi l'attività con lo stesso codice di ieri....Io avrei finito per oggi...>>
<< D'accordo, Costa... ci penso io..... Buona serata, e a domani...>>
<< Grazie, Doni..... anche a te!...>>

La fine di una giornata di lavoro a volte possiede lo stesso sapore del niente, se durante quelle ore trascorse in giro per la provincia le hai spese pensando ad altro.

Si. Sto pensando a me, una volta tanto..... E' da un po' di tempo che mi va di pensare alla mia vita, e alla mia minata salute. Mi sono convinto che è necessario per questo mio corpo, fare un pò di sport... E ci sto riuscendo.

Ma oggi sento che mi capiterà qualcosa di diverso, tanto da dover evidenziare sul calendario questo, come il giorno della mia vita....

Lo spogliatoio mi attende fedele, ancora intriso dell'odore muschiato di sudore del giorno prima. Il mio armadietto sembra salutare con un accenno di benvenuto il mio arrivo. Infatti, oggi lo sportello non ha cigolato.... Strano, penso.... Sarà l'effetto del caldo. Dilatazione termica delle cerniere....

Indosso velocemente i bermuda in acetato, i calzettoni, il tutore al ginocchio per ovviare a quel maledetto legamento che non c'è piu'...., calzo le mie consumate Asics.

E parto.

<< Oddio, che caldo. E chi ce la farà oggi? >> ... penso tra me. Il vento è quello tremendamente estivo, con picchi che ti tolgono il respiro. Penso che non ho con me neanche un pò d'acqua...Non importa. Cercherò una fontanina.

Due minuti per stirarmi i tendini, e quegli impossibili cinque chilometri mi aspettano al traguardo, mai tanto desiderato come oggi. La strada la sento dura, sotto i piedi. Mi sento legato come avessi dei gambaletti di piombo. L'asfalto rovente sembra quasi sciogliere la gomma delle mie adorate scarpe, comprate col desiderio di usarle per aiutarmi a stare meglio. Ecco perchè sono tanto importanti. Sono l'arma per vincere i mio nemico.....

Sono testardo, e lo so bene. Questa cocciutaggine, delle volte, ha causato scompigli e rovine.... Ma sento che oggi devo esserlo. Son sicuro che è così!

E allora ricomincio..... Riprendo il passo come sempre, lottando ad ogni step contro le salite grame di quel tragitto.

<< Piuttosto che fermarmi adesso, preferisco percorrere quanta piu' strada possibile.... >> ... ripenso.

Ma il gioco si sta facendo davvero duro. Le mie gambe sono dei tronchi di legno antico, e le mie forze sono quasi del tutto impegnate a procurar sollievo alla stanchezza che si fa sentire. L'ossigeno mi manca....

Guardo avanti, e scruto lontanissimo l'usuale punto d'arrivo... Mi sento quella vedetta di colombiana memoria, che in quel fatidico istante, raggiunse la terra soltanto con il cannocchiale. L'approdo, egli calcolò, è ancora molto lontano...

Decido di non farcela. Scelgo la cosa migliore, per quell'istante di sofferenza....

Ma mi sento uno sconfitto.

D'un tratto, la mia mente viene invasa prepotentemente da un ricordo di gioventu'...., piu' precisamente dalle parole del mio allenatore di calcio. Si chiamava Ernesto. Lui sì che ci sapeva fare con i ragazzini tutto fumo e poco arrosto....

Ricordo soltanto una frase. << Senti, bamboccio! Se vuoi raggiungere un obiettivo, devi imparare a pensare a passettini! Oggi ne fai uno, domani ne fai un'altro. Nel giro di un mese, tutto il campo sarà tuo! >>

Mi rimbombano quelle parole, adesso. E so che aveva ragione!

Allora penso ad Ernesto, e al suo sigaro toscano che ci fumava in faccia, quando si incavolava per un passaggio dato all'avversario! Ernesto...., lui si che ci sapeva fare.

Riguardo l'orizzonte....., e per una strana coincidenza, l'arrivo mi sembra piu' vicino. Riesco a distinguere la calce tra i tufi di quel muretto della stazione, che mi fermerà alla fine della mia corsa verso la vittoria!

E allora dai!

Rimetto in azione la locomotiva, convinto che la scorta di carbone mi sia sufficiente.

Le mie energie adesso raffeddano l'asfalto infernale, e da lì staccano le suole di gomma come fossero molle... Ce la sto facendo! Sto correndo verso il primo "passettino" di Ernesto.

La corsa sempre piu' distinta e sciolta mi carica a tal punto che quelle folate di vento bollente si trasformano in soffi di brezza pura. Sento l'energia travolgermi.... La pressione nella caldaia è a mille....

Mancano solo cento metri...

Solo settanta.....

Ancora trenta...

Dieci....

<< CE L'HO FATTAAA!!!! >> ...mi grido dentro! Quel muro è di nuovo mio. Ci sono spalmato sopra come un murales....

Ho vinto, Ernesto! Ho vinto la nostra piccola battaglia! Ho vinto un altro di quei passettini...!

E tutto grazie a te...

Peccato, che tu non sia mai esistito.

Costa


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 6 Giugno 2001 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_47.html

Lettera alla Regione Lombardia per l'applicazione della nuova legge sulla patente di guida Indice: le vostre lettere Ho conosciuto diversi amici diabetici, e spero che molti mi vengano a trovare
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