Una goccia in un mare di voci

Ugo Castellano

Ho 50 anni, gli ultimi 27 di insulinodipendenza.
Sono riuscito a convivere "bene" con il diabete fino a qualche anno fa, quando le prime complicanze mi hanno fatto prendere piena coscienza di un problema che fino ad allora avevo quasi ignorato.

Ora mi guardo intorno e scopro che del diabete io so poco o niente.
Ma una cosa conosco molto bene: LA RABBIA DI QUANDO QUALCUNO MI CHIEDE SOLDI PER FINANZIARE LA RICERCA… LA RICERCA CONTRO IL CANCRO, CONTRO L'AIDS, CONTRO LA LEUCEMIA, CONTRO LA DISTROFIA MUSCOLARE … e così via. Tutte iniziative giuste, per carità, ma il DIABETE? Non so con chi devo prendermela, arrivo al massimo a colpevolizzare la natura umana che ha bisogno di tornaconti immediati per ogni sua azione ma mi sembra paradossale che una piaga che colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo non sia ancora stata affrontata e risolta.

È vero che un diabetico rende molto di più da malato che da sano, che un diabetico dura molto di più di un malato di cancro o di AIDS e che quindi è cliente più a lungo, che un diabetico per tentare di vivere una vita accettabile deve consumare prodotti sempre più complessi, sofisticati e quindi costosi. Ma è anche vero che la solidarietà dovrebbe andare oltre il cinismo delle considerazioni economiche, che le cosiddette "istituzioni umanitarie" dovrebbero muoversi anche su questo tema, che le istituzioni pubbliche (sanità, mass media, stato, chiesa) dovrebbero partecipare a questa lotta.

E non con le interviste al noto diabetologo nella rubrica televisiva salutistica che spiega che il diabetico è uno con la glicemia alta e che per curarlo ci vuole l'insulina e che le complicanze riguardano vari organi. Le trasmissioni tipo "Check Up" o "Elisir" sembrano spot pubblicitari in cui si trasmette il messaggio " Ammalatevi pure di diabete, tanto ci sono gli apparati ultra moderni e ultra costosi che la ricerca ha prodotto per migliorare la vita ai diabetici".

Per me ormai è tardi, nessuna ricerca già in atto o prossima ventura potrà farmi guarire, ma se guardo in avanti vedo il dilagare sempre maggiore del diabete, dilagare silenzioso e quasi ignorato, e allora mi assalgono rabbia e paura, rabbia per me e paura per mio figlio.

E non mi si venga a dire che "ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa". Sarebbe come pretendere che il privato cittadino risolva il problema della criminalità o della prostituzione o dell' inflazione. L'unica cosa che possiamo fare è protestare, almeno in quei momenti in cui viene la forza di farlo.

Ugo


Data ultimo aggiornamento: Mar, 14 Dicembre 1999 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_33.html

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