Le vostre lettere

Il 21 Agosto 1997 Claudio scrive:
mi chiamo Claudio e ho appena letto la tua pagina "Un genitore in cammino".
Sono nato il 26/10/57 e nel 1989 (il 7/8) ho avuto due bellissime gemelle (Francesca e Federica).
Ero la persona più felice del mondo, tutto andava talmente bene ... poi un disgraziato giorno di ottobre del '93 ho deciso di portare Francesca dal pediatra perché da qualche mese aveva ripreso a fare la pipì a letto, beveva in continuazione e, nonostante mangiasse regolarmente, continuava a perdere peso.
Erano le due del pomeriggio quando improvvisamente è suonato il telefono.
La pediatra dall'altro capo del filo mi ha detto di andare a prendere immediatamente Francesca all'asilo e di portarla subito al Policlinico dove i medici la stavano aspettando.
Aveva dei valori altissimi di glicemia!
Ho passato alcuni mesi d'inferno nel tentativo di dare una spiegazione a quanto era successo mentre i medici in ospedale stabilizzavano la glicemia di Francesca, poi sono riuscito a reagire, probabilmente trovando la forza nell'amore verso mia figlia, e mi sono messo come si dice "il cuore in pace" che non vuol dire rassegnarsi, ma semplicemente rendersi conto che è necessario guardare avanti preservando il quadro generale di mia figlia in attesa che un domani (che mi auguro sia quanto mai prossimo) la scienza trovi la soluzione del problema migliornado le aspettative di vita di Francesca.
Adesso mi sono un po' tranquillizzato grazie anche a lei che da ormai quattro anni convive con siringhe, restrizioni alimentari, controlli giornalieri della glicemia con una serenità e una forza incredibile.
La vedo crescere bene, giocare con gli altri bambini e, anche se non riesco ad andare a letto la sera senza passare una mano sulla sua fronte, ho imparato a convivere anch'io con la malattia.
Scusa se ti ho tediato con questo raccondo, ma credo che tu possa capire quanto è importante per me scrivere queste cose.
Ciao
Claudio


Guido Seu risponde:
Carissimo Claudio, ho provato più volte a rispondere alla tua lettera, ma ogni tentativo finiva nel cestino.
Le tue parole sono... perfette, e non richiedono nessun commento.
Credo non esista cosa più bella e preziosa dell'amore tra un genitore e la sua creatura.
Credo che i nostri figli, con il diabete o senza, non chiedano di più: avere accanto qualcuno che "non riesce ad andare a letto la sera senza passare una mano sulla loro fronte"...

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