Come concilio la gestione del diabete
con la cura Di BellaPaola Goggi Posso solo essere utile nel descrivere come procedo durante l'infusione notturna di somatostatina.
Dopo varie notti di stretto controllo della glicemia mediante l'apparecchio Glucometer Esprit (glicemia in 30 sec., fornito di dischetti da 10 striscette reagenti) ho scoperto che l'effetto ipoglicemizzante (vedi nota a fondo pagina) della somatostatina dura per tutte le 10 ore di infusione. Però le prime 5 o 6 ore sono le più attive nel calo, mentre l'effetto diminuisce dopo la settima ora. Per arrivare a sopportare tutto ciò ho eliminato l'insulina pronta prima della cena e l'insulina ritardo (5 u.) della notte in modo da partire con la somatostatina subito dopo il pasto (alle 21:00) con una glicemia che varia da 290 a 320. Così facendo la somatostatina agisce fino alle 02:00 portandomi la glicemia a circa 160/170. A questo punto io attivo un timer con 3 differenti conti alla rovescia (marca Jessop, trovato da un fotografo, di costo circa 30.000 lire), settati alle ore: 03:30, 05:00 e 07:00 (orario di fine infusione).
È ovvio che a questi orari procedo ad un esame glicemico e a seconda del risultato mangio una o due caramelle fondenti di zucchero (ci si può sbizzarrire con Coca-Cola, aranciate, gelati...) per poter affrontare le ore successive; può anche succedere che non ci sia alcun bisogno di apporto zuccherino, e finisco quindi in ogni caso alle 07:00 con una glicemia di circa 70-100.
Devo ribadire che tutto questo processo è strettamente basato su una reazione individuale ed è stato necessario un periodo di circa 10 giorni perché il mio fisico si adattasse ed avesse delle reazioni standard (è successo a volte che dopo le 5 ore la glicemia sia salita e ho dovuto correggerla con una minidose (2 u.) di insulina pronta).
Una volta finita la somatostatina aspetto con tutta calma (mai assumere zucchero) che la glicemia risalga per effetto del rimbalzo; quindi dopo circa 20/30 min. se mi accorgo che la glicemia aumenta inietto 5 u. di pronta, poi attendo 40 min. e se supera ancora i 200 mi inietto nuovamente 5 u. di pronta e via così (non sempre è uguale poiché alcune mattine necessito sino a 20 u. di pronta, ed altre mattine ne bastano 10) fino a stabilizzarmi verso le 09:00 quando mi somministro l'insulina Humulin Intermedia per la mia giornata e prendo la prima dose della cura Di Bella (retinoidi, vitamine...)Devo segnalare che il mio diabete è giudicato da sempre instabile e difficile, quindi spero che non tutti abbiano i pesanti problemi che ho io, ma ciò nonostante mi sono abituata e riesco a dormire tra un controllo glicemico e l'altro. Precisione e determinazione sono indispensabili per andare avanti nella cura che io personalmente ho già trovato efficace e non ho saltato mai una notte di somministrazione. Il problema degli insulino-dipendenti sotto infusione di somatostatina è stato sottoposto al prof. Luigi Di Bella il quale ha dato come unica soluzione l'autogestione glicemica del malato.
Naturalmente l'autorizzo a pubblicare questa mia lettera, nella speranza di essere d'aiuto a qualcuno.
Paola Goggi
e-mail palgog@tin.it
n.d.r.
la somatostatina, è un ormone peptidico, ossia costituito da un insieme di aminoacidi; inizialmente isolato dal cervello e ritenuto responsabile dell'inibizione della secrezione dall'ipofisi dell'ormone della crescita (GH). Questa sostanza ha visto mutare molto il proprio ruolo da quello di neurormone a quello di ormone o fattore locale, rilevabile su un alto numero di cellule dell'organismo, tra cui le cellule delta del pancreas endocrino, mentre le cellule beta ed alfa appaiono dotate di strutture di riconoscimento (recettori) su cui il peptide esercita le sue azioni biologiche.
Attualmente viene usata, oltre che nella terapia ospedaliera delle emorragie gastrointestinali, nella sperimentazione del cosiddetto "metodo Di Bella" (dal nome del Professore Modenese) per la cura di alcuni tumori, la sua produzione pancreatica con presenza di recettori specifici sulle cellule beta ed alfa del pancreas endocrino spiega la sua capacità di inibire l'emissione da parte del pancreas dell'ormone chiamato "glucagone" (ormone iperglicemizzante prodotto dalle cellule alfa che provoca il rilascio degli zuccheri dal fegato antagonizzando così l'insulina, soprattutto nelle prime ore del mattino provocando un aumento degli zuccheri nel sangue.
La somatostatina non ha però alcune effetto ipoglicemizzante e quindi non è indicata nella terapia del diabete.
La discesa della glicemia cui si fa cenno nella lettera non è dovuta ad un effetto diretto della somatostatina, ma al fatto che, agendo come inibente sul glucagone e sul GH (a cui è dovuto il fenomeno noto anche come effetto alba), il fegato non rilascia lo zucchero che normalmente provoca l'innalzamento della glicemia durante le prime ore del mattino.
Rif.: Metodo Di Bella e diabete
Data ultimo aggiornamento: Lun, 17 Agosto 1998 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/s2_22.html
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