Il 10 Maggio 1997 Piero De Carli scrive:
Vorrei segnalare lo spiacevole episodio dell'articolo di Repubblica di oggi 9 maggio sul vaccino per il diabete, senza che ce ne sia reale applicazione pratica imminente . E' vergognoso che per vendere qualche copia in pił si lancino titoli di effetto sulla buonafede dei pazienti. Non esiste una correttezza professionale o un controllo dell'Ordine dei Giornalisti?
Guido Seu risponde:
Non è la prima volta che lettori di queste pagine mi scrivono per segnalarmi fatti come questo (cfr.Lettera del 23/4/97).
Vorrei comunque sottolineare che più che il testo dell'articolo, quello che ci infastidisce è il titolo: "Battuta la "dolce malattia" arriva il vaccino antidiabete". Come se fosse ormai certo che il diabete è stato sconfitto.
In effetti, viene spontaneo chiedersi quale sia la professionalità di giornalisti che, sfruttando le difficoltà di altri esseri umani, pubblicano notizie parziali o ancor peggio fasulle (infondendo vane speranze) per vendere più copie di un giornale.
Ma questo è un argomento su cui si è a lungo discusso non solo in Italia e senza mai arrivare ad una soluzione.
La notizia, così come è stata pubblicata nelle sue parti salienti, aggiungendo alcuni link a informazioni utili all'approfondimento, è accessibile nella rubrica "esperti". I lettori ne traggano le loro conclusioni.
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