Sintesi della discussione del 4 Dicembre 2006

La verità sui trapianti: speranze e certezze

con Federico Bertuzzi

Dibattito tenutosi su www.progettodiabete.org

Presentazione del dibattito

In Italia vengono fatti due tipi di trapianto per la sostituzione beta cellulare: di isole e di pancreas. Le procedure sono entrambe eseguite nell’ambito del sistema sanitario e perciò gratuite.
Esistono rischi comuni ai due tipi di trapianto che sono essenzialmente riferibili agli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva e che comprendono principalmente una certa suscettibilità alle infezioni e la possibilità nel tempo, in una piccola percentuale di casi, di sviluppo di una neoplasia (oltre ad alcuni effetti collaterali specifici variabili da farmaco a farmaco). La procedura di impianto delle isole è essenzialmente priva di effetti collaterali significativi, mentre quella di pancreas ha le complicanze tipiche di un intervento chirurgico maggiore (possibilità di emorraggie o trombosi, infezioni...). Il trapianto di pancreas rispetto a quello di isole garantisce però un successo in una percentuale di casi maggiore e la insulino indipendenza viene mantenuta a lungo. Per prolungare la funzione del trapianto di isole questo viene spesso ripetuto nello stesso ricevente.
Gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva (oltre a quelli chirurgici nel caso del pancreas) fanno sì che la indicazione a questi tipi di trapianto venga posta solo per pazienti per i quali tutte le altre strategie terapeutiche non sono state in grado di ottener un buon controllo glicemico. Altra indicazione è la presenza di fenomeni di ipoglicemia non avvertita che impediscono al paziente di godere di una buona qualità di vita.

Il dott. Bertuzzi si è recentemente trasferito all’Istituto Mediterraneo per i trapianti e Terapie ad alta specializzazione di Palermo dove collabora direttamente con il prof. Ricordi Camillo della Università di Miami per lo sviluppo di nuovi protocolli di immunosoppressione gravati da minori complicanze. Sono allo studio inoltre strategie finalizzate ad ottenere la tolleranza verso il trapianto, che porta alla sospensione della terapia immunosoppressiva.
“I nostri studi riguardano il trapianto di isole pancreatiche nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1.” afferma il dr. Bertuzzi “Questa procedura è basata sulla estrazione dal pancreas delle isole del Langerhans, le unità funzionali secernenti insulina, la loro purificazione dal tessuto esocrino e il loro trapianto in anestesia locale nei pazienti affetti da diabete mellito. Il nostro obiettivo è di rendere il trapianto di isole una efficace opzione terapeutica per la cura di alcuni pazienti affetti da diabete mellito”.

Il dottor Federico Bertuzzi è nato a Senigallia il 17 ottobre 1965. Si è laureato con lode nel 1990 e si è specializzato con lode in Endocrinologia e Malattie Metaboliche nel 1995 presso l’Università degli Studi di Milano.
Dal 1990 si è dedicato a studi sulla fisiologia delle isole pancreatiche, e poi sulle procedure per il loro isolamento, purificazione e trapianto nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1, prima come borsista (1992-1996), poi come ricercatore (1997-1998) e infine dal 1998 come Responsabile della Unità Isolamento e Trapianto Isole. Ha eseguito più di 40 trapianti di isole in pazienti affetti da diabete di tipo 1 ed è coautore di piu’ di 40 pubblicazioni internazionali sull’argomento.
Attualmente svolge attività presso l’ISMETT - Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione - di Palermo, in collaborazione con il prof. Camillo Ricordi.

Alcuni articoli sull’argomento

  1. Il trapianto di isole pancreatiche e di cellule staminali: stato dell’arte (29 Kb), Federico Bertuzzi - Istituto Scientifico San Raffaele – Milano
  2. Una nuova tecnica chirurgica aumenta la sicurezza del trapianto di isole pancreatiche, news del 24/12/2005
  3. Programma per il Trapianto di Isole Pancreatiche, Istituto San Raffaele, Milano
  4. Il trapianto di isole pancreatiche, di Mark A. Naftanel e David M. Harlan
  5. Il trapianto di pancreas isolato per il diabete di tipo 1, , di David M. Nathan
  6. Trapianto di pancreas e di isole per i pazienti diabetici
  7. Trapianto delle Cellule delle Isole Pancreatiche: Lavorando verso una Cura
  8. Il trapianto
  9. Domande e risposte sui trapianti, tratto dalla rubrica delle domande agli esperti
  10. Notizie sui trapianti, le news di Progetto Diabete
  11. Rassegna stampa sui trapianti, rassegna stampa di Progetto Diabete

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Trascrizione del dibattito

Appena arriva in chat il prof. Bertuzzi, dopo una breve presentazione da parte di guido, le domande incalzano:

guido: Come avete letto nella presentazione del dibattito, Il dr. Bertuzzi si occupa da anni di rapianti di isole

guido: Prima al san Raffaele di Milano, ora con il prof Ricordi a Palermo

giusyRG: speriamo ci siano buone notizie

elly: infatti...

guido: Direi, se il dr Bertuzzi è pronto, di inziare subito

alex: chi scioglie il ghiaccio ?

nino54: sarebbe sicuramente interessante sapere se ci sono delle novità sul trapianto delle isole

elly: volevo sapere in effetti in cosa consiste questo trapianto..se ne sentono tante...

guido: Naturalmente lasciamo al dr. Bertuzzi il tempo di rispondere... immagino non sia facile parlare di certi argomenti esprimendo in poche parole concetti tutt'altro che facili

C’è qualche novità dalla ricerca?

guido: Mi sembra di capire che tutti sperino in buone nuove... dr Bertuzzi, ci sono novità? Per es. abbiamo sentito parlare di cellule incapsulate...

f bertuzzi: La ricerca sul diabete sta andando avanti in tutti i settori.
Per quanto riguarda le isole incapsulate il gruppo di Perugia di Calafiore sta tentando di evitare la terapia immunosoppressiva nei pazienti candidati ad un trapianto di isole: ha già fatto in questo senso alcuni trapianti negli anni scorsi. Recentemente ha cambiato la tecnica e vedremo se con questi cambiamenti i suoi trapianti avranno successo

nino54: E lei, con il prof. Ricordi, sta continuando nella ricerca sul trapianto di isole? Con quali risultati raggiunti e con quali obiettivi?

f bertuzzi: Il gruppo di Miami come sapete è all'avanguardia. Gli studi che stiamo facendo insieme sono finalizzati a ridurre la dose necessaria di immunosoppressori necessaria per il trapianto in questa prima fase e ad ottenere la tolleranza in un secondo tempo. La possibilità di collaborare con lui è un grande opportunità non solo per i diabetologi italiani ma anche per i pazienti.

E a chi sono rivolti i trapianti?

Ra: Buonasera Dr. Bertuzzi, che cosa si intende per "candidati" ad un trapianto di isole, quali sono le caratteristiche che rendono "candidabili" rispetto ad uno di organo?

Alberto: Buonasera a tutti,che tipo di trapianti ci sono adisposizione e a che tipo di pazienti sono rivolti

elly: ma cm si effettua il trapianto e chi può tentare di fare questo grande passo?

f bertuzzi: I pazienti che stiamo reclutando sono sempre pazienti con un difficile controllo delle glicemie con le terapia insulinica o con i microinfusori. Per la definizione di questo tipo di diagnosi siamo molto precisi. Ad esempio qui a Palermo inviamo a domicilio una lettera in cui spieghiamo i criteri e chiediamo una lettera del diabetologo che descriva la storia del paziente. Poi li chiamiamo per una visita e con day hospital li studiamo per il trapianto di isole. Pensiamo sia molto importante questa collaborazione col il medico curante che conosce meglio di noi i pazienti

elly: quindi non è aperto a tutti......

alex1: Quindi comunque avviene una selezione a monte da parte del diabetologo

f bertuzzi: Sì il paziente può sollecitare il proprio diabetologo ma questi va coinvolto nella gestione del paziente.

giusyRG: allora bisogna inviare quella lettera compilata dal diabetologo?

nino54: qual'è la trafila da seguire per essere inseriti in questa fase sperimentale?

naid: dottore,c'e' un limite di eta' per fare il trapianto dato che io ho 13 anni?

f bertuzzi: Nessuno sottopone a sperimentazione clinica dei giovani ragazzi come te. Solo quando una procedura è sicura la si applica ai ragazzi

Ra: ...immagino che se si dovessero reclutare tutti quelli che anelano a liberarsi non solo delle iniezioni e dei controlli ma soprattutto delle complicanze ci sarebbe una bella lista d'attesa!

A che punto sono i nuovi studi?

Gioia: è vero che è iniziato un nuovo trial di trapianti con quantità inferiori di immunosoppressori?

fausto99: buona sera a tutti, volevo sapere come come procede il trapianto effetuato sulla paziente novarese fatto qualche anno fa a miami

nino54: si è vero come sta quella signora sulla quale era stata effettuata la sperimentazione?

f bertuzzi: La paziente di Novara fa parte di uno studio ancora in corso per la quale si vuole vedere se si riesce ad ottenere tolleranza al trapianto. E' la prima di 6 pazienti per cui per conoscere i risultati dello studio occorre aspettare l'esito dello studio. Stiamo per ripetere quello studio anche qui a Palermo un po' modificato ma che ha la stessa base razionale.

Ra: quale sarebbe il compito delle staminali? permetterebbero la "ricostruzione" di cellule riconosciute come da non attaccare? e da un punto di vista legale è possibile?

Gioia: Che cosa pensa dell'utilizzo esclusivo delle cellule staminali per la cura? Se hanno dato ottimi risultati nei topi,potrebbero forse creare qualche problema nell'uomo?

f bertuzzi: Le cellule staminali dell'adulto non hanno nessun tipo di implicazione etica o legale. Stiamo studiando la possibilità che possano intervenire nella rigenerazione/riparazione delle isole che prepariamo per il trapianto. Il loro utilizzo però richiede studi accurati perchè come tutte le cellule più indifferenziate potrebbero trasformarsi in tumori. Questo rischio però è più presente per le cellule embrionali per le quali esistono ovvie motivazioni etiche, ma è un rischio ridotto per le cellule staminali dell'adulto.

Alberto: il trapianto può considerarsi definitivo o saranno necessari altri interventi?

f bertuzzi: Ad oggi va ripetuto, non da una insulino indipendeza per sempre anche se abbiamo in progetto di co-trapiantare isole con cellule staminali dell'adulto per prolungarne la funzione

Beppe: Ma i finanziamenti bastano per queste ricerche?

f bertuzzi: I finanziamenti non bastano mai. In realtà però qualcosa ci viene dato e anche se per la ricerca di per sè i finanziamenti sono pochi, anche qui in Italia riusciamo a fare della buona ricerca di primo l ivello.

nino54: #non so se riesce a rispondermi : ma le industrie farmaceutiche legate a miliardi di interessi economici per un male così difuso in qualche modo ostacolano tale tipi di ricerche?

Beppe: Mi associo alla domanda di Nino

f bertuzzi: Il trapianto di isole è una opzione terapeutica oggi già diponibile per un numero ristretto di persone. E' anche oggetto di sperimentazione clinica per il miglioramento continuo dei risultati
Le industrie farmaceutiche non boicottano gli studi: non siamo così cinici. Nuove strategie terapeutiche vogliono comunque dire nuovo business. La biotech è un settore molto promettente

Ma a cosa serve il trapianto se non siamo sicuri di nulla?

guido: In questi giorni in mailing list, una frase di Silvia, che ha ricevuto un trapianto di panceas, mi ha colpito particolarmente: "Vedi, per come lo vivo io, il trapianto non mi ha fatto guarire dal diabete. E' solo un modo come un altro di curarsi il diabete. Ci si fa l'insulina che non produciamo piu' con le penne, con le siringhe, con il micro.... o con il pancreas di un donatore Sorridente"... siamo, credo, ancora ai primi passi...

elly: silvia ha perfettamente ragione

Donata: mi scusi dottore, allora ke speranze ci sono x i trapianti!!visto ke cmq.bisogna prendere immunosoppressori a vita!!e mi sembra anke dopo un tot di anni si ritorna a fare l'insulina??
NeutraleNeutrale

f bertuzzi: La immunosoppressione ad oggi si fa solo fino a quando funzionano le isole.

f bertuzzi: Il trapianto ha un effetto positivo sulle complicanze rallentandone la progressione e riducendone la comparsa. Il trapianto però non ha effetti sulle complicanze avanzate per cui è un ulteriore invito a controllarsi comunque al meglio possibile per evitare di arrivare a certi livelli

guido: E' importante quello che ha appena detto il prof. Betuzzi. Bisogna cercare di arrivare al momento in cui vi sarà il trapianto senza complicanze avanzate, e per questo dobbiamo concentrarci soprattutto sugli strumenti cha abbiamo ora per tenere a bada al meglio le glicemie

fausto99: condivido quello che sostiene Guido, bisogna usare al meglio i mezzi che abbiamo a disposizione oggi per arrivare preparati domani

alex1: E' vero quello che dice il prof, il trapianto non fa regredire le complicanze avanzate ma.....d'altro canto al momento attuale per il pz senza complicanze forse ad oggi sono piu' proponibili terapie convenzionali

f bertuzzi: E' vero quello che dici, ma in qualche caso anche pazienti senza complicanze possono avere una qualità di vita scaduta per il loro cattivo controllo glicemico.

elly: io al solo pensiero del trapianto,tremo...ho tanta paura....è una cosa troppo grande....non lo so

Previsioni?...

guido: Quanto dovremo aspettare per avere delle risposte dagli studi in corso, come quelli che state conducendo voi e Miami?

f bertuzzi: Gli studi di cui ti ho parlato sono in corso o in partenza nel prossimo anno (stiamo già reclutando i pazienti) quindi in linea teorica un paio di anni

guido: Quindi entro un paio di anni si dovrebbe già sapere se i trapianti hanno funzionato? E cosa vorrà dire "hanno funzionato"? cioè quale è l'obiettivo "più alto" di questi primi studi?

f bertuzzi: Gli studi di cui sto parlando sono quelli già in corso a Miami con il trapianto combianto di isole e cellule del midollo osseo e quello di utilizzare strategie per ridurre la terapia immunosoppressiva. Quindi sono questi due studi che dovrebbero nei progetti nostri concludersi entro due anni. La risposta che avremo sarà quella di questi studi che spero abbiano successo. Non ho detto però che entro due anni sapremo se i trapianti in generale funzionano o meno. Gli obiettivi che ci si è posti sono ambiziosi ma questi studi potrebbero anche non funzionare in una prima versione ed essere rivisti in un secondo tempo. Fare previsioni temporali generali è sempre difficile. Altra cosa è parlare dei propri studi

alice: buonasera a tutti sono diana di roma volevo sapere quali reali possibilità ci sono per noi pazienti senza complicanze, che riusciamo a vivere decentemente con la terapia insulinica, per liberarci definitivamente dal diabete? grazie e buon lavoro al professore !!!!

f bertuzzi: Ovviamente per la cura definitiva del diabete su larga scala... adesso si sta chiedendo troppo in termini di previsioni.

E dopo il trapianto?

nino54: Vuol essere gentile da spiegarci qual'è l'iter di degenza per coloro che vengono sottoposti a trapianto, oltre alla visita iniziale con il supporto del proprio diabetologo di cui ha gia' fatto cenno.E poi in cosa consiste effettivamente il trapianto?

f bertuzzi: La degenza del trapianto dura circa 6 giorni. In realtà il paziente subisce un intervento di anestesia locale e pertanto la degenza è più che altro legata a valutare la tollerabilità della terapia immunosoppressiva che viene iniziata per il trapianto.
Il trapianto consiste comunque in una puntura (secondo quanto faremo qui a Palermo) dove c'è la vena giugulare e da qui un cateterino verrà spinto dentro la vena fino al fegato dove verranno iniettate le isole. Il paziente avverte solo il dolore della puntura iniziale.

Antonino: la terapia immunosoppressiva per quanto tempo va fatta dopo il trapianto?

f bertuzzi: ad oggi la terapia immunosoppressiva va continuata fino a che funzionano le isole. Con il protocollo di Ricordi con le cellule staminali del midollo osseo si proverà a sospenderla 1 anno dopo il trapianto, ma questo è un grosso obiettivo.

Beppe: Una volta iniettate le isole non esiste il pericolo che vadano a giro per la vena? Come vengono fissate?

f bertuzzi: Le isole vengono trattenute nel fegato e lì si impiantano

Quali sono i problemi del trapianto?

quadrifoglio85: Buona sera a tutti ! professor Bertuzzi una domanda.IL REPERIMENTO di cellule beta per il trapianto (secondo il metodo ricordi ) e' ancora legato alla donazione da parte di un defunto. Ad oggi si sta tentando la ricerca di FONTI illimitate e alternative di tali cellule.Secondo lei e' buona la strada della De-differenziazione ad esempio di epatociti (o altre tipologie cellulari) In cellule pancreatiche insulino-secernenti?

f bertuzzi: Ad oggi si usano le isole estratte da cadavere. Tutte le altre fonti alternative sono solo oggetto di studio negli animali. Se si infatti comincia a coltivare le cellule per tanto tempo facendole differenziare in laboratorio aumenta il rischio di trasformazione cellulare. Altra cosa è co-trapiantare isole pancreatiche con le cellule staminali dell'adulto presenti nel pancreas (cosa che viene già fatta senza volerlo in quantità non controllata) Questo potrebbe avere una applicazione clinica come dicevo in un tempo ragionevole. Si aggiungerebbero alle isole pancreatiche praticamente alcune cellule che si pensa siano i precursori.

alex1: Il problema maggiore è la tolleranza. come cercate di ottenerla? quali sono le prospettive future?

f bertuzzi: Il protocollo provato è quello del co-trapianto con le cellule staminali del midollo osseo (il protocollo tentato in quella paziente di Novara).

Beppe: Ma il rigetto è traumatico oppure smettono di funzionare senza nessun altro problema?

f bertuzzi: Ti accorgi del rigetto di isole perchè si alza la glicemia e basta

A ruota libera...

bosso.giovanna: con un diabete un po ballerino che va da cali a 40 a picchi fino a 400 con una glicata di 7.8 quante probabilita ho di incorrere in complicanze che necessitano un trapianto?

f bertuzzi: Io mi preoccuperei di ridurre le ipoglicemie perchè a lungo andare danno danni neurologici importanti

alex1: Pensa che il trapianto sia (o potrebbe essere)comunque la soluzione definitiva per il diabete o una delle varie opzioni terapeutiche

f bertuzzi: Il trapianto è una opzione terapeutica

Antonino: Prof.Bertuzzi, esistono studi concreti sulla rigenerazione cellulare tipo INGAP(Inslet neogenesis associated protein), di cui ho sentito parlare qualche tempo fa'?, puo' essere secondo lei anche questa un'opportunita'?

f bertuzzi: La molecola che dici è oggetto di alcuni studi. Potrebbe essere una opportuinità ma ci sono altre molecole importanti che potrebbero funzionare

alex1: Quali sono i risultati al momento del trapianto?
parlo dei dati su tutti i trapiantati.......
quanti liberi da iniezione di insulina a 2 anni?
e poi...?Occhi rotantiOcchi rotanti

f bertuzzi: Insulino indipendenza è legata alla esperienza del centro dove vengono fatti trapianti. A un anno 85% insulino indipendenza, a due anni 50% e poi va diminuendo (dati di Miami) come media. Il che vuol dire che qualche paziente può rigettare subito e qualche paziente dura diversi anni. permane comunque per qualche anno ancora una funzione parziale che stabilizza il comepnso glicemico e poi ....a ndrebbe ripetuto

Ra: Non vorrei uscire dal tema, ma rispetto alle isole, il trapianto "tradizionale" comporta la necessità di cure immunosoppressive a vita? Con i dati a disposizione quali sono le differenze in termini di successo (i.e. insulinoindipendenza)?

f bertuzzi: Il trapianto di pancreas dura di più e garantisce una insulino indipendenza in una percentuale più alta di pazienti, ma è un intervento pesante (qualche paziente è morto per le complicanze della procedura) per cui anche qui la indicazione al trapianto di pancreas in toto è per pazienti molto selezionati

Donata: bella storia!!!in teoria bisogna essere molto fortunati vero doc??

Donata: mi sa ke liberarsi dell'insulina...purtroppo è ancora molto lontano o sbaglio dottore??AmmiccanteAmmiccante

f bertuzzi: La cura definitiva della malattia sì
soluzione in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti no.

nino54: se ho ben capito ad oggi con qualsiasi tipo di trapianto non vi sono pazienti che hanno raggiunto l'insulina indipendenza?

nino54: totale e defintiiva chiaramente

f bertuzzi: Sì la insulino indipendenza con i trapianti ha una durata limitata nel tempo

Antonino: Prof.Bertuzzi, a suo parere sara' piu' semplice raggiungere l'OBBIETTIVO attraverso i trapianti o la rigenerazione cellulare?, oppure si potra' ottenere con dei microinfusori in grado supplire completamente al lavoro delle Beta cellule?

f bertuzzi: Qui la scienza sta facendo passi da gigante per cui ad oggi i microinfusori rappresentano un buon metodo per curare il diabete e migliorare la qualità di vita dei pazienti in grado di gestirlo adeguatamente. E' un settore dove finalmente le case farmaceutiche hanno cominciato ad investirci in maniera consistente e che diventera' ancora più interessante in futuro

Beppe: L'infusore ed il misuratore di glicemia continui, cosa aspettano a metterli in sieme e fare il pancreas artificiale?

Antonino: Per Beppe, credo li stiano sperimentando in Inghilterra

Beppe: Grazie Antonio dove lo ai sentito dire? e possibile seguire l'evoluzione?

f bertuzzi: E' quello che stanno studiando. Parlando con i collegji che lavorano in questo campo mi dicevano però che se sembra fattibile il pancreas artificiale per la insulina basale, è una sfida impossibile quella dell'infusore che sappia controllare da solo i livelli di glicemia postaprandiale

Antonino: Visti i risultati di insulino indipendenza da lei descrittti, si e' mai pensato di sfruttare il trapianto e la neogenesi?, o questo potrebbe creare dei problemi?

f bertuzzi: Un nuovo farmaco che sta uscendo (analogo del GLP-1) è stato usato con successo in america proprio nel trapianto di isole perchè sembra favorire la sopravvivenza delle isole ma qualcuno ne ha ipotizzato anche un effetto sulla neogenesi. Questo è un esempio di come si stai pensando di unire le due strategie

davideroma: novità su questi trapianti?!

f bertuzzi: Rileggendo la chat trovi già la risposta a questa domanda. Comunque direi che in sintesi la novità sta nel coraggio di intraprendere studi clinici ambiziosi, sui cui risultati bisogna però aspettare ancora un po'

Antonino: Gli inibitori della DPP4 possono anch'essi avere un ruolo?

f bertuzzi: Gli inibitori della DPP4 hanno effeto simile a quello che ti dicevo Analogo del glp-1

davideroma: ma l'insulina spray?!

f bertuzzi: Per l'insulina spray (a questo punto stiamo spaziando molto).. e' promettente. Aspettate però le molecole di seconda generazione (disponibili tra non molto) perchè più effiacaci

davideroma: SECONDO ME C'è IL MODO X GUARIRE DAL DIABETE !!!: MA NON C'è LO DIRANNO MAI!!!...QUESTO PERCHE ! ? ... PERCHè POI CHI è CHE COMPRA AGHI, STRISCE,INSULINA!!!!!!!..

guido: davide...sei troppo pessimista... si sta progredendo... basta pensare che solo fino a pochi anni fa i trapianti di cui oggi parliamo erano solo "speranza"... oggi sono una realtà anche se ancora in embrione

f bertuzzi: ...sii positivo: l'interesse per i pazienti come voi per tutti noi che lavoriamo in questo campo e' prima di tutto il resto.

nino54: davide rileggiti le risposte precedenti e trovi anche quella del dr. bERTUZZI che secondo me fa molto riflettere. Cambiamento della malattia(ma mai guarigione)+miglioramento della qualità della vita del diabetico = NUOVO BUSINESS

nino54: PER LE AZIENDE FARMACEUTICHE CHIARAMENTE!

davideroma: NN CI PERDO TEMPO A LEGG CAVOLATE CHE TI ILLUDONO SOLAMENTE è TI FANNO STAR ANCORA + MALE DI COME STAI!!

f bertuzzi: Ribadisco il concetto che i ricercatori per la maggior parte, e sicuramente nel mio caso, non hanno nessun rapporto con le case farmaceutiche e considerano veramente il proprio lavoro semplicemente come vocazione. Pertanto penso questo sia un criterio per pensare a noi in buona fede. Buona notte a tutti e coraggio.

naid: quando ci sara' una prossima chat,guido?

guido: naid, il calendario delle chat è al link http://www.progettodiabete.org/forum/calendario.html... la prossima chat sarà il 13 dicembre proprio sul microinfusore

guido: Benissimo... ringrazio molto il prof. Bertuzzi per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue risposte.

guido: Grazie a tutta l'equipe di Palermo e al prof. Ricordi... facciamo tutti il tifo per voi!

guido: E grazie davvero per il vostro coraggio nel credere in questa difficilissima sfidaSorridente

naid: grazie doc per il vostro grande impegnoGran sorrisoGran sorrisoGran sorriso

Beppe: Un sentito grazie al prof per le risposte chiare e grazie a guido per qiesto magnifico servizio. Questo sito è fantastico per noi diab.

A bocce ferme, dopo che il il dr. Bertuzzi e Guido hanno staccato, la chat è continuata a lungo anche con nuovi intervenuti... ma su temi più personali che non riguardano l'argomento di oggi...


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 5 Dicembre 2006 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_99.html


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