Sintesi della discussione del 31 Maggio 2005

Nel cuore... del diabete: conoscere per prevenire le complicanze cardiache

con Vincenzo Martinelli

Dibattito tenutosi su www.progettodiabete.org

Presentazione del dibattito

Più del 70% dei pazienti tipo 2 sono a rischio di problemi cardiovascolari, cerebrovascolari o vascolari periferici. Allo stesso modo, i disturbi cardiaci coprono più del 75% di tutti i ricoveri in ospedale dei pazienti diabetici.
Le donne affette da diabete corrono un rischio 5 volte superiore di sviluppare disturbi cardiovascolari rispetto a quelle senza diabete. Gli uomini col diabete hanno da due a tre volte più possibilità di incorrere in problemi cardiaci di quelli senza diabete. Le donne diabetiche corrono 5 volte in più il rischio di claudicatio delle donne sane, mentre gli uomini da due a tre volte in più rispetto agli altri. Il rischio di soffrire di infarto aumenta da due a tre volte nei pazienti con diabete. La dieta è la componente chiave di una terapia di prima linea. Un salutare piano alimentare include la riduzione di grassi, di sodio e soddisfando la richiesta di calcio, potassio e altri nutrimenti. E' essenziale che i malati di diabete consultino un dietologo.
L'esercizio fisico è un altro componente della terapia di prima linea. Altri fattori da combattere possono essere il fumo, lo stress e l'obesità.

Vincenzo MartinelliVincenzo Martinelli si è laureato nel 1981 presso l’Università degli Studi di Pavia, e si è specializzato in Cardiologia nel 1985 con il massimo dei voti. Fino al 1989 ha gestito l’Ambulatorio di Cardiologia della Casa di Cura “Salus” di Alessandria (specialistica convenzionata). Nel 1989 ha prestato servizio come Assistente Ospedaliero presso la Divisione di Cardiologia dell'Ospedale di Alessandria (oggi Dipartimento medico chirurgico di Malattie Cardiovascolari e Toraciche) ed attualmente è Dirigente di 1° Livello presso la stessa struttura.
Si occupa sia dell'attività Ambulatoriale (con particolare riferimento alla Cardiologia Nucleare) sia della cura dei ricoverati, tanto in Unità Coronarica che in Degenza ordinaria. Dal 2003 si è trasferito presso la Divisione di Cardiologia dell'Ospedale di Tortona (AL), dove, tra l'altro, si occupa di Elettrofisiologia. Ha pubblicato alcuni articoli relativi a sperimentazioni farmacologiche in Fase IV, ad argomenti di Cardiologia Nucleare (anche abstract per congressi nazionali) e su protocolli ergometrici. Ha già tenuto seminari di aggiornamento per Medici (specialisti o di famiglia). È membro del Consiglio Direttvo Regionale A.N.M.C.O. (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri). Ha effettuato per la provincia di Alessandria le valutazioni epidemiologiche coordinate dal Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare Italiano (A.N.M.C.O. / Istituto Superiore di Sanità), pubblicato nel maggio 2003 sull'Italian Heart Journal, organo della F.I.C. (Federazione Italiana di Cardiologia).

Alcuni articoli sull’argomento

  1. Diabete di tipo 2 e cuore: un forte legame
  2. Donne diabetiche, alto rischio di infarto e ictus
  3. Cuore e sindrome metabolica da Modus OnLine
  4. Diabete e cuore da Modus OnLine

Torna all’indice della pagina

Trascrizione del dibattito

N.d.r. : Dopo i saluti e le presentazioni iniziali si passa subito alle prime domande...

Guido: Ho notato che sul problema "cuore" ci sono poche domande, anche agli esperti... eppure ai convegni medici se ne parla molto

Guido: mi chiedo come mai venga così trascurato dai diabetici....

Guido: è forse considerata una complicanza di "serie B", forse che spaventa meno di altre...

MARTINELLI: Il motivo, secondo me, è che le patologie cardiovascolari dipenednti dal Diabete sono frequenti nelle decdi di età dagli ...anta in su, età in cui si ha poca dimestichezza col Computer.
I frequentatori di PD sono soprattutto giovani, relativamente poco informati sulle complicanze del Diabete.

MARTINELLI: Dovremmo parlarne di più noi dal forum, senza spaventare, ma informando correttamente. Va studiato il modo

MARTINELLI: Inoltre è una patologia così diffusa che sembra ci si possa convivere facilmente, anche perchè sembra "facile" curarla

Guido: poi un'altra cosa... ho letto che colpisce soprattutto il tipo 2 e le donne... e mi sembra di aver letto che è poco dipendente dal controllo glicemico, o perlomeno è scarsamente dimostrabile un legame diretto come invece lo è stato dimostrato per altre complicanze... quindi non è che uno, non potendo farci molto, preferisce non parlarne?

MARTINELLI: Il problema non è solo il controllo glicemico.
A livello vascolare, paradossalmente, i danni li fa soprattutto...l'INSULINA!

Guido: Davvero? Intendi quella iatrogena?

MARTINELLI: Qualunque insulina.
Il Diabete Tipo 2 è caratterizzato anche da un eccesso di produzione endogena di insulina. La resistenza periferica alla sua azione, rende necessaria una iperproduzione per mantenere Glicemia e restante metabolismo,normali.
L'Insulina riduce la produzione di Ossido Nitroso, una sostanza prodotta adlle pareti dei vasi come dilatatore e protettore dei vasi stessi.

MARTINELLI: Ecco perchè il Diabete è una malattia cardiovascolare!

Guido: Quindi sembra che le complicanze vascolari vadano a colpire soprattutto le persone con insulino-resistenza, e non quelle insulino-dipendenti

MARTINELLI: Apparentemente sì, perchè debbono mettere in circolo più insulina del necessario.
Gli insulino dipendenti, invece, non sono in grado di produrre insulina endogena, ma non hanno resistenza all'insulina.
La loro propensiona alle malattie cardiovascolari, dipende da una veicolazione non fisiologica dellinsulina esogena (attrvaerso la cute, anzichè attrvaerso il primo passaggio epatico), per cui l'effetto in periferia è ridotto e, quindi, occorre somministrare comunque quantità esogene di unsulina superiori al normale

Guido: E in che modo invece possono colpire i tipo 1? Qual è il meccanismo che genera questo tipo di complicanze?

MARTINELLI: Uno dei problemi principali del Diabete è quello delle Piastrine

Guido: in che senso?

MARTINELLI: Non sono "normali".
Mi spiego: sono di dimensioni un po' più piccole ed inoltre sono più "appiccicose".
Le Piastrine, come sai, concorrono al processo di coagulazione del sangue. Nel diabetico, questa loro azione è più marcata, grazie alle piccole dimensioni, che rendono più facile la loro aggregazione.
Questo spiega la propensione a Tappare i vasi danneggiati dall'arterosclerosi ed anche il perchè sia necessario essere aggressivi con le terapia "antiaggreganti"

Guido: Col termine "Tappare" intendi "ostruire" o "riparare"?

MARTINELLI: Ostruire, In altre parole le Piastrine si incollano a quelle parti dei vasi danneggiate dall'Aterosclerosi e, soprattutto sulle "placche" più malaciche, tendono proprio ad accumularsi tappando il vaso.

Guido: E, quando i vasi si tappano, a cosa si va incontro? Inoltre, le terapie antiaggreganti sono a carattere solo preventivo o anche curativo? E se sono a carattere preventivo, quando è che bisognerebbe iniziare ad assumerle?

MARTINELLI: L'Aspirina è il farmaco antiaggregante più diffuso.
Nel diabetico, però, funziona poco e questo è l'altro punto a sfavore.

MARTINELLI: Dammi tempo e rispondo a tutto

MARTINELLI: L'ostruzione di un vaso "terminale" (cioè che non ha collaterali che possano vicariarne la funzione, come per esempio le coronarie del cuore, il mancto afflusso di sangue nel territorio a valle della occlusione muore, si "necrotizza" e perde la sua funzione (nel caso del cuore, quella parte di muscolo non si muove più.

Amelia: posso fare una domanda forse un po stupida...

MARTINELLI: Buona sera Amelia.
Stavo "chiacchierando"con Guido Seu.
Le domande non sono mai stupide (mi hanno insegnato così)

Amelia: quali sono le maggiori complicanze che può provare il diabete a livello cardiaco

Amelia: cambio l'abito! ;-)

Guido: Lascio allora la parola ad Amelia ;-)

Guido: Anche io, mi vesto verde

Amelia: da considerare che io ho 12 anni di diabete ma 0 di informazione

MARTINELLI: La complicanza principale del Diabete a livello cardiaco è l'arteriosclerosi dellCoronarie, cioè di quelle arterie che portano il sangue al cuore e lo nutrono.
L'arteriosclerosi è un'ostruzione del vaso che può progrdire sino al punto di ostruirlo totalmente.
Se l'ostruzione è parziale, tanto da ridurre solo in qulche occasione l'afflusso di sangue (per esempio durante uno sforzo), si ha l'angina.
Se l'ostruzione è totale si ha l'infarto.

Guido: Ok, Vincenzo...

Amelia: ma generalmente quante probabilità ci sono che si ostruiscano le coronarie e comunque... tutto deriva da un diabete gestito male

MARTINELLI: Amelia: mi scuso subito per l'ortografia, ma le idee vanno più veloci delle dita sulla tastiera (e poi unizio ad essere presbite...)

Amelia: non è un problema, anche le mie vanno + veloci delle dita!

MARTINELLI: Se leggi i passaggi precedenti di questa chat, troverai che non solo lo squilibrio metabolico è responsabile di questi danni, ma anche l'eccesso di insulina, che, inevitabilmente, c'è sia nel Diabete tipo !, ma soprattutto nel Diabete tipo 2.
Non spaventarti, ma è proprio l'insulina, che noi usiamo come terapia, a causare alcuni problemi alle arterie

Amelia: capisco!

MARTINELLI: Hai il Diabete da 12 anni.
Sono troppo indiscreto se Ti chiedo l'età?

Amelia: quasi 21... con 10.5 di glicata

MARTINELLI: Acc...!
La glicata dovrebbe essere un po' più bassa.
Fai attività fisica? E la dieta?

Amelia: nessuna delle due...ahimè

Guido: Ma una glicata alta influisce in qualche modo sui vasi? O è solo l'eccesso di insulina la causa di tutti i mali al cuore?

Amelia: sono abbastanza squilibrata..

MARTINELLI: La glicata è segno che negli ultimi tre mesi -tanto è il tempo di vita dei globuli rossi, quindi dell'Emoglobina - la glicemia non è stata ben controllata.
Nel suo controllo intervengono molti fattori, tra cui l'Insulina, la Dieta, l'attività fisica.

MARTINELLI: datemi tempo per un ulteriore chiarimento

Amelia: ok!

Amelia: guido tuo figlio quanto ha di glicata?

Guido: 7 - 7,5

Guido: Usa il microinfusore

Amelia: si anche io lo uso

MARTINELLI: Generalizzando molto, si
può dire che:
1)nel Diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina in quantità sufficienti; bisogna perciò somministrarne dall'esterno.

2) nel Diabete tipo due il Pancreas è bravissimo a produrre insulina, però questa non è "riconosciuta" dagli organi periferici e quindi bisogna produrre più insulina per amntenere normale la glicemia.
Con gli anni la capacità di produrre insulina da parte del pancreas diminuisce e compare l'iperglicemia, cioè la manifestazione più classica del diabete. Però l'eccesso di insulia (e i suoi danni) sono iniziati molto prima, forse già dalla nascita.

Amelia: ok!

MARTINELLI: Da qui ne deriva che l'unica vera terapia del diabete è la dieta.
Se introduci pochi alimenti, avrai bisogno di poca insulina per metabolizzarli (mi riferisco non solo agli zuccheri ,ma anche ai grassi ed alle proteine, per i quali è comunque necessaria l'insulina, altrimenti non potremmo utilizzarli)

Amelia: quindi tutto si rifà alla dieta

Amelia: ma come mai stasera in chat non entra nessuno?

MARTINELLI: Sostanzialmente sì.
E' ovvio che bisogna nutrirsi,ma questo è propio uno dei problemi più difficili da risolvere nel Diabetico (specie in un giovane, come Te, che è in pieno sviluppo)
Interviene perciò l'attività fisica, che consente di "bruciare" le calorie in eccesso, soprattutto gli zuccheri, ma anche i grassi e le proteine (vero "mattoni" dei vari tessuti", sfruttando di meno l'azione dell'insulina. Infatti gli zucche ri vengono bruciati dai muscoli senza necessità di insulina.

MARTINELLI: Col caldo stanno tornando dal mare (oppure sono in giro ammngirsi un gelato...pardon: un sorbetto!)

Amelia: e già! ;-)

Guido: :-)

MARTINELLI: Ma scrivo davvero come mangio!

Guido: Vincenzo, a proposito dell'eccesso di insulina dicevi che a causa di ciò viene prodotto meno Ossido Nitroso che servirebbe a proteggere i vasi... ma questa sostanza può essere introdotta dall'esterno come terapia preventiva?

MARTINELLI: Praticamente è la stessa sostanza che si trova nei cerotti transdermici di Nitroglicerina, che si usano nei pazienti coronarici.
Purtroppo le dosi somministrabili dall'esterno sono infinitesimali rispetto a quelle prodotte da chilometri quadrati di vasi sanguigni!

MARTINELLI: Preciso ancora una cosa sull'Ossido Nitroso

Amelia: sempre la solita fortuna!

Amelia: ma lei di dov'è?

Guido: Vincenzo è di Alessandria

Amelia: ok!

MARTINELLI: E' una sostanza che "mantiene in salute" la superficie interna dei vasi. Quando è prodotta in quantità adeguata, ne mantiene la superficie liscia e regolare. Quando viene distrutta dai soliti "radicali liberi" (votate Pannella, bravi...) prevalgono gli elementi che favoriscono l'arteriosclerosi: Piastrine, Colesterolo, ecc.
La produzione endogena è regolata da vari meccanismi.
La somministrazione esogene di solito è brusca, uniforme, con un effetto soprattutto di vasodilatazione più che di protezione.

Guido: Quindi non serve a molto... se somministrata dall'esterno....

Guido: Un'ultima domanda... poi lascio la parola per un utimo giro agli altri prima di andare a nanna... L'iperglicemia agisce in modo indipendente sulle complicanze cardiovascolari o lo fa solo provocando un eccesso di insulina?

MARTINELLI: Serve solo a favorire la massima dilatazione di vasi che possano "saltare" un'ostruzione, ad esempio di una coronaria.
Oggi questi farmaci sono meno usati che in passato: si punta molto sugli antiaggreganti e sgli anticoagulanti in genere

MARTINELLI: Che io sappia, è stata dimostrata una correlazione lineare tra iperglicemia e retinopatia diabetica.
C'è un effetto diretto dell'iperglicemia (glicosilazione di porteine ed altre cose del genere) ed uno indiretto, mediato appunto dall'eccesso di Insulina.

Giuseppe: Colgo l'accasione per fare una domanda al dottore.Qualche giorno fa ho sentito, sul petto all'altezza del quore e da quella parte, friggere come se da un tubo pieno di liquido si facessa passare delle bolle di aria.
L'ho sentito alcune volte e per pochi secondi. Mi devo preoccupare?

MARTINELLI: Si tratta di un sintomo diverso da quelli cardiaci "classici", come il dolore o anche il "bruciore" al petto, magari accompagnato di difficoltà di respiro, sudorazione e quasi sempre causato dallo sforzo fisico.
Nel torace ci sono anche altri organi che possono dare quei segni, che potrebbero essere, ad esempio, di origine digestiva.
Certo è che nel diabetico il sintomo "dolore" spesso è mascherato da altri, perc<hè la neuropatia diabetica, se c'è, non fa sentire il dolore!

MARTINELLI: Ci sono altre domande?

Amelia: per me no

Giuseppe: Io pensavo a qualche arteria intasata.

MARTINELLI: Perchè pensi a qualche problema vascolare? ne hai già avuti?
Hai qualche parente che ne è stato affetto ed ha avuto gli stessi sintomi?

Giuseppe: Sono diabetico insulinodipendente da 48 anni e ancora non ho avuto nessun problema

MARTINELLI: In ogni caso, se persitono quei disturbi, la considerazione più saggia e più ovvia è di parlarne col Tuo Medico

Dopo i saluti finali, il dibattito, che era iniziato alle 21, si è concluso alle ore 22,30 circa


Data ultimo aggiornamento: Sabato, 18 Giugno 2005 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_81.html


Hosted by Publinet